Segnale di Salvini: ora apre a Zaia e lo inserisce nella segreteria
Il Capitano accoglie le istanze dei governatori del Nord e istituisce un nuovo organismo politico in Lega. Ma non è ancora la nomina a vice

Incalzato dall’ala nordista che reclama una rappresentanza autorevole al vertice, allarmato dai sondaggi sfavorevoli post Vannacci, Matteo Salvini apre uno spiraglio a Luca Zaia. Non si spinge a nominarlo vice ma lo invita a far parte della nuova segreteria politica, un organismo ristretto chiamato a definire la linea della Lega. Una mossa a sorpresa, un segnale di volontà collegiale rivolto a quanti lamentano deficit di confronto e decisioni calate dall’alto.
Oltre al presidente veneto, che ha accolto la proposta partecipando alla prima riunione in videocall, da Palazzo Ferro-Fini, la squadra include una dozzina di dirigenti. Fra gli altri, i vicesegretari in carica – Claudio Durigon, l’uomo forte del Centro-Sud; la votatissima europarlamentare Silvia Sardone; il governatore Alberto Stefani – il liberal Armando Siri, coordinatore dei dipartimenti, e, nell’immediato futuro, il dirigente Andrea Crippa, reintegrato dopo lo strappo del generale futurista, al quale aveva ceduto la delega.
Preceduta da un fitto tam tam nel partito, la neonata segreteria ha debuttato in mattinata. In agenda, informa una nota, le tensioni internazionali e l’avvicinarsi del referendum sulla Giustizia. Al riguardo, si apprende che il Carroccio lavora a un “pacchetto energia” a favore di famiglie e imprese con una serie di emendamenti al decreto già in discussione.
“Riteniamo assolutamente prioritario creare una task force per individuare e colpire gli speculatori, che approfittando dei conflitti in atto potrebbero varare un incremento dei prezzi ingiustificato” , fa sapere il vicepremier e ministro, che convocherà le compagnie petrolifere per sollecitare informazioni ufficiali e rassicurazioni circa le potenziali ricadute sui trasporti, i cittadini e aziende. In quest’ottica muove anche l’avvio di un dialogo con l’Antitrust, finalizzato a un “doveroso monitoraggio costante”.
Zaia, si diceva. Proiettato verso le elezioni politiche del 2027, aspira a un ruolo istituzionale di prima grandezza e a tale scopo intensifica le relazioni romane e milanesi. Spalleggiato apertamente dai presidenti (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti), dal capogruppo dei senatori Massimiliano Romeo e dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, il Doge scopre un interlocutore attento nell’influente Durigon e, giorni fa, ritrova la vecchia guardia in un pranzo veneziano, riflesso fedele dell’esito bifronte delle Regionali. Assenti le “vittime illustri” Alberto Villanova e Roberto Ciambetti, bocciati a sorpresa, nonché i fedelissimi Marzio Favero e Luciano Sandonà, esclusi tout court dalle liste, l’appuntamento ha coinvolto esclusivamente assessori uscenti.
Le “pupille” Elisa De Berti e Manuela Lanzarin, premiate alle urne dall’abbinata di genere; Cristiano Corazzari, il veterano del Polesine; Francesco Calzavara, eletto per un soffio a dispetto dell’ampio credito; l’evergreen Federico Caner, fresco direttore dell’agenzia Veneto Agricoltura.
Assente invece Roberto Marcato, al pari di Gianpaolo Bottacin, et pour cause. Il popolare “Bulldog” è da tempo ai ferri corti con l’ex amico Luca, al quale imputa il mancato sostegno congressuale e la condotta a suo dire “egocentrica”. L’”elettrico” bellunese, invece, è scomparso dai radar della politica malcelando il disappunto e ora si divide tra la professione d’ingegnere e l’insegnamento universitario.
Manco a dirlo, le chiacchiere conviviali hanno lambito l’amministrazione regionale nella stagione di Stefani, i nuovi incarichi, il calo nazionale dei consensi e le prospettive di Zaia. Che, interpellato circa la mancata corsa a sindaco di Venezia, ha ricondotto il gran rifiuto all’invadenza dei cespugli del centrodestra; che ha invitato i sodali a collaborare attivamente con il giovane successore nell’” interesse superiore del Veneto” ; che ha escluso ribaltoni in via Bellerio, salvo dichiararsi pronto all’assunzione di nuove responsabilità politiche. —
Riproduzione riservata © il Nord Est








