Legge elettorale, per Meloni Vannacci sarà determinante: «Sottrarrà voti ai Fratelli»

È il risultato di uno studio di Youtrend sugli effetti della riforma elettorale. Gli scenari: il centrodestra con Futuro nazionale è destinato a vincere, se invece il partito rimarrà escluso dalla coalizione, il centrosinistra sarà favorito

Laura Berlinghieri
Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci
Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci

Effetto Vannacci, ago della bilancia: in un senso o nell’altro. Gorgia Meloni, certo, non lo poteva immaginare, quando, nelle segrete stanze della politica, ridisegnava gli assi della legge elettorale attuale: eliminando i collegi uninominali e reintroducendo un sistema proporzionale, con premio di maggioranza alla coalizione più votata, oltre il 42% dei voti nelle due Camere.

Al via l’iter alla Camera

Un nuovo impianto, che martedì 14 luglio inizierà il suo iter parlamentare da Montecitorio, con voto forse già in serata. Ma sulla cui costruzione non si sono risparmiati i colpi, nemmeno all’interno della stessa maggioranza, a partire dal nodo delle preferenze.

Il punto di caduta tra i Fratelli, che le volevano, Forza Italia e Lega dovrebbe avere la forma di un emendamento depositato ieri pomeriggio da FdI, Noi moderati e Udc.

Previsione di un sistema misto, con capilista bloccati e, alle loro spalle, la possibilità di scegliere fino a tre nomi, rispettando le quote rosa. Con effetti sostanzialmente limitati alle liste più grosse: dal 15%-20% di preferenze in su, in sostanza.

La stima porta la firma di Youtrend. Messa nero su bianco in uno studio, che è proiezione sul Parlamento degli effetti di questa ipotetica – prima dovrà essere votata – riforma elettorale.

I punti della nuova legge

Uno dei capisaldi della nuova legge – vocata a garantire stabilità di governo: per questo il nome Stabilicum – consiste, appunto, nella previsione di un premio di maggioranza.

«Meloni preferisce il rischio di perdere alla certezza di pareggiare», sintetizza Lorenzo Pregliasco, fondatore di Youtrend, forte dei sondaggi. Secondo cui – negli assi cartesiani della legge attuale – il centrodestra, pure con Vannacci, sarebbe destinato a vincere, ma senza ottenere la maggioranza assoluta dei seggi al Senato.

La nuova riforma, comunque, cita un premio eventuale, che si materializza solo al superamento del 42% dei voti in entrambe le Camere.

E quindi 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama, cui aggiungere gli altri, dall’attribuzione direttamente proporzionale ai consensi; ma senza sforare il limite di 220 seggi alla Camera e di 113 al Senato.

«Un premio capace di incidere», precisa Pregliasco, «ma non di stravolgere gli equilibri».

Quanto alle soglie di sbarramento, queste restano invariate, con una novità: la possibilità di un ripescaggio della lista sotto il 3%, ma con più voti.

«Un incentivo all’aggregazione», ragiona Pregliasco, «e, nel centrodestra, aiuto a Noi moderati». Mentre dall’altra parte la gara è aperta: ci sono Italia viva, +Europa, Progetto civico Italia, per citare alcuni dei tanti partiti che gravitano nell’orbita di Pd, M5S e Avs.

Tornando alla legge in generale, si parla di un impianto che, così come è stato costruito, è orientato ad avvantaggiare la lista maggioritaria nell’ambito della coalizione; e, per questo, di una riforma subita da Forza Italia e Lega, che, alla volta delle politiche, rischiano di uscire con le ossa rotte dalla ripartizione dei seggi.

Ma è in questo schema che si inserisce la variabile – inizialmente non prevista – Vannacci. Leader di un partito, Futuro nazionale, che veleggia stabilmente oltre il 6% delle preferenze, e il cui consenso risponde al principio dei vasi comunicante, assorbendo i voti dell’estrema destra delusa da FdI e Lega.

La variabile Vannacci

Futuro nazionale: dna diverso da quello di Forza Italia, che infatti non vuole Vannacci nello coalizione. E lo stesso vale per la Lega, che da Vannacci è stata tradita.

Mentre, per i Fratelli, il discorso è più complesso. Perché Meloni sa che una quota considerevole di possibilità di successo passa proprio dall’alleanza con FnV.

«Ma accogliere Vannacci sarebbe un liberi tutti», dice Pregliasco, «autorizzazione ai suoi di votare Futuro nazionale e non FdI, in barba al principio del voto utile. Rischio di effetto boomerang per Fratelli».

Gli scenari prospettati da Youtrend sono sostanzialmente due: l’ipotesi di un centrodestra con Vannacci e quella di un centrodestra senza Vannacci. Con conseguenze opposte: la vittoria dell’attuale coalizione di governo, nel primo caso; e la vittoria del centrosinistra, nel secondo.

Proiezioni basate sulla supermedia dei sondaggi politici, con percentuali comunque dagli scarti minimi, ma che consentirebbero alle due coalizioni di governare con un discreto margine, in termini di seggi assegnati.

Il centrodestra con Vannacci attualmente è accreditato al 48,5% dei voti, contro il 44,7% del centrosinistra. Percentuali che consentirebbero alla prima coalizione di ottenere 222 seggi alla Camera e 113 al Senato, rispettivamente 18 e 15 in più rispetto ai numeri altrimenti garantiti dall’attuale Rosatellum.

Scenari destinati a capovolgersi, in caso di porta sbarrata a Vannacci. Eventualità in cui, secondo i sondaggi, al centrosinistra basterebbe sempre il 44,7% dei voti per vincere, staccando il centrodestra al 42,3%. E i seggi? Ai progressisti, 222 alla Camera e 112 al Senato; 141 e 68 al centrodestra; e 20 e 10 a Futuro nazionale, in terza posizione.

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