Ostellari: «Solo polemiche dannose sul futuro della Lega, e il Comitato del Nord non esiste»
Il sottosegretario alla Giustizia: «Avanti con Salvini. Vannacci con noi non c’entra. Quanto ai sondaggi, la realtà è il trionfo in Veneto»

Sottosegretario Andrea Ostellari, parliamo in un periodo tormentato per la Lega: il peggiore?
«Nella Lega il confronto interno è sempre stato la regola, forse anche per questo siamo il partito più longevo in Italia. Discutere è sintomo di un movimento vivo. Ma attacchi e polemiche, no: non vanno e non fanno bene».
Però gli attacchi ci sono stati, anche violenti.
«Forse enfatizzati. Parlerei più di dibattito interno».
Il tentativo di ammutinamento alla Versiliana è cronaca, altro che enfatizzazione.
«Mi limito a dire che il confronto che sfocia in tentativo di dividere o attaccare non è utile».
Si parla di un’associazione del Nord: lei vi aderirebbe?
«Mi sembra l’ennesima ipotesi buttata lì sul tavolo, di cui non c’è ombra, e io sono abituato a ragionare in maniera pragmatica. La Lega è una e una sola. E io sto sempre dalla parte della Lega, che, rispetto al passato, ha fatto passi da gigante. Il segretario Salvini non si è mai sottratto al confronto e farà la sintesi giusta. Bisogna guardare avanti».
Parliamo di futuro, allora.
«Continuare a rispondere ai bisogni del territorio: penso al nuovo Cpa di Mestre, dall’anno prossimo; all’apertura di un nuovo ufficio organizzativo del ministero della Giustizia, a palazzo Grimani a Venezia, entro la legislatura. Al progetto Strade sicure, per portare 10.000 militari nelle nostre città. Alle assunzioni nella giustizia – per esempio, la cinquantina di ex addetti per il processo arrivati a Padova e altrettanti a Vicenza, oltre a 2600 nuovi assistenti giudiziari in tutta Italia – con investimenti anche nella prossima manovra».
E al tribunale di Bassano?
«I lavori continuano in Parlamento. Terminate le audizioni, resta un passaggio in commissione Giustizia alla Camera. Poi il testo sarà trasmesso all’Aula».
Via libera entro la legislatura?
«È sempre stato un nostro impegno».
E l’Autonomia? Salvini spera in un altro anno di legislatura, per portarla a casa.
«Il tempo è necessario per portare a termine gli impegni presi».
Se fosse stato nel Consiglio regionale veneto, come avrebbe votato per il fine vita?
«Non è un mistero, ritengo che la vita non sia proprietà dell’uomo. Detto questo, lo Stato deve intervenire con più forza su cure palliative e accompagnamento dei malati. Sarà poi il Parlamento a decidere con una legge nazionale».
E in quel caso, quale sarebbe – o quale sarà – il suo voto?
«Lo ripeto: secondo me il diritto alla vita non è un diritto disponibile. Le commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato stanno lavorando su una proposta di legge, vedremo il testo finale».
Torniamo alla politica: come si risolleva questa Lega in crisi di consenso?
«Alle Regionali, la Lega è tornata il primo partito. E questo significa che è fatta di persone che sanno amministrare. In Veneto abbiamo 9.000 iscritti, 150 sindaci e 1.200 amministratori: è un patrimonio reale. Al contrario dei sondaggi».
Un discorso sono le Regionali, altra cosa sono le Politiche.
«Ma le Politiche prendono spunto da ciò che è avvenuto prima. E comunque, anche prima delle Regionali, le aspettative sul risultato della Lega erano molto lontane da quello che poi è accaduto effettivamente. Certo non è attraverso le polemiche e gli attacchi che si risale la china».
Ma i sondaggi la preoccupano?
«Li leggo, li analizzo. Ma poi penso al voto che c’è stato a novembre in Veneto: è quella la realtà».
E Pontida la preoccupa?
«Secondo me ci saranno molti più veneti di quanto si creda».
Secondo alcuni sondaggi, Fn ha doppiato la Lega. Vannacci: un errore di Salvini? Con lui fuori dal centrodestra, rischiate di perdere.
«Questo è tutto da vedere. E anche la premier di recente ha detto che, finché Vannacci continuerà a manifestare determinate idee anche sul piano internazionale, non sarà con noi. Che faccia il suo percorso, non dobbiamo rincorrerlo».
Quelle idee, Vannacci, le aveva da vicesegretario della Lega.
«Ma, quando era con noi, doveva rispondere al partito, mentre ora deve rispondere solo a se stesso. Alle urne vedremo quanto pesa veramente».
Il 15 settembre di 30 anni fa, a Venezia, Bossi pronunciava la dichiarazione di indipendenza e sovranità della Padania. Cos’è rimasto di quella Lega?
«I valori di un movimento nato al Nord ma che ha saputo fare un passo avanti. Restano i principi dell’autonomia e del federalismo. Non dimentichiamo il passato, ma guardiamo avanti».
Capitolo amministrative: la Lega a Padova corre per Roberto Marcato, ma di investiture di coalizione non c’è l’ombra. Sarà il candidato?
«La Lega si è già espressa, ora attendiamo fiduciosi che gli alleati facciano la loro parte. Spero in tempi brevi, per non arrivare troppo vicini alla data del voto».
E Andrea Ostellari cosa farà? Di lei si era parlato anche in ottica di segretario regionale. Ora che la legislatura sta volgendo al termine, come vede il suo futuro?
«Non sono abituato a guardare le caselle, ma cerco di fare al meglio quello a cui sono chiamato. Ora sono al ministero della Giustizia, il futuro è da scrivere».
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