Il veronese Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo

Dal sottosegretariato alla Cultura al dicastero del Turismo: manager dello spettacolo, già legato all’Arena e al Festival di Sanremo. Il giuramento al Quirinale

 

La redazione
Gianmarco Mazzi al Quirinale: è il nuovo ministro del Turismo
Gianmarco Mazzi al Quirinale: è il nuovo ministro del Turismo

È un veronese il nuovo ministro del Turismo. Gianmarco Mazzi, 64 anni, è stato scelto dalla premier Giorgia Meloni per guidare il dicastero dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, .

Al Quirinale alle 10.15 per il giuramento davanti al presidente Sergio Mattarella, Mazzi arriva al nuovo incarico da sottosegretario alla Cultura, ruolo ricoperto fin dall’inizio della legislatura, con deleghe che lo hanno visto seguire da vicino il mondo dello spettacolo dal vivo, della musica e dei grandi eventi.

Nato a Verona nel 1960, il nuovo ministro porta con sé un profilo atipico per la politica, costruito in oltre quarant’anni di attività nel settore dell’intrattenimento. Manager e organizzatore, ha attraversato televisione, musica e produzione di eventi, affiancando artisti e curando progetti di rilievo nazionale.

Nel 1981, a fianco di Mogol e Gianni Morandi, avvia il progetto solidale della Nazionale Cantanti, che in oltre quarant’anni ha raccolto e devoluto più di cinquanta milioni di euro per fini umanitari. Un’esperienza che segna fin dall’inizio il doppio binario della sua carriera, tra spettacolo e impegno sociale.

Dal 1984 si dedica stabilmente ad attività culturali e manageriali nel mondo della televisione e dell’entertainment. Nel 1992 organizza a Roma “La Partita del Cuore”, evento capace di portare allo stadio Olimpico oltre 85 mila persone e di raggiungere circa 6 milioni di telespettatori, diventando negli anni un appuntamento fisso della prima serata di Rai1.

Sempre dal 1992 cura l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano, uno dei sodalizi professionali più rilevanti del suo percorso. Nel 2012 firma l’organizzazione di due serate evento all’Arena di Verona, trasmesse in diretta televisiva e seguite da oltre 9 milioni di spettatori.

Il suo nome resta infatti strettamente legato anche all’Arena, simbolo culturale e turistico del Veneto, di cui è stato amministratore delegato e direttore artistico, contribuendo a rafforzarne il profilo internazionale e ad aprire la programmazione a grandi eventi capaci di unire musica, spettacolo e promozione del territorio.

Tra le tappe del suo percorso anche il Festival di Sanremo, dove ha ricoperto ruoli organizzativi e artistici, consolidando la propria esperienza nella gestione di eventi complessi e ad alta visibilità.

L’ingresso in politica arriva nel 2022, con l’elezione alla Camera nelle liste di Fratelli d’Italia. Pochi mesi dopo la nomina a sottosegretario alla Cultura, con deleghe allo spettacolo e agli eventi, considerati leve strategiche anche per la crescita economica.

Ora il passaggio al Turismo, in una fase cruciale per il comparto: dalla gestione dei flussi nelle città d’arte alla promozione dei territori, fino al nodo dei grandi eventi e della sostenibilità. Un terreno su cui il Veneto gioca una partita centrale.

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