Cacciari su Martella dopo il voto: «Mio nipote Tommaso avrebbe preso più voti»

Il filosofo ed ex sindaco di Venezia critica duramente l’esito del voto a Venezia: «Gli elettori di centrosinistra non sono andati a votare, soprattutto i giovani. Campo largo necessario ma non sufficiente»

La redazione
Massimo Cacciari
Massimo Cacciari

«A Venezia ci sarebbe voluta una figura diversa, come la Salis a Genova. Mio nipote Tommaso, per dire, avrebbe preso più voti di Martella». 

Massimo Cacciari interviene sull’esito delle ultime elezioni comunali a Venezia con dichiarazioni fortemente critiche nei confronti del centrosinistra e del suo candidato Andrea Martella. 

«Pazzesco il crollo dell’affluenza a Venezia e stupefacente è il distacco di Martella da Venturini, non era mai successo in passato». Per l’ex primo cittadino, il dato più significativo resta quello dell’astensione: «Gli elettori di centrosinistra non sono andati a votare, soprattutto i giovani».

Sul cosiddetto “campo largo”, il giudizio è articolato: «È necessario per vincere le elezioni, ma non è sufficiente. Già ai tempi di Casson io mi arrabbiai moltissimo con questi amici e compagni idioti, non faccio nomi, che pur di non passare mai il testimone ora hanno candidato Martella, che però è uno di loro. Così alla fine cos'hanno ottenuto? Una batosta inimmaginabile».

Poi qualche considerazione sul centrodestra: «Giorgia Meloni ha fatto benissimo a non farsi vedere e se avesse imposto un candidato di FdI avrebbe perso matematicamente, perché avrebbe risvegliato l'antifascismo. Invece ha puntato su Venturini, che non era affatto l'alter ego di Brugnaro».

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