Fine vita, Cappato sta con Stefani: «La Consulta darà ragione al Veneto»
Al Cicap Fest di Padova l'attivista Marco Cappato condivide la fiducia di Stefani nella Consulta e invita Zaia a proseguire la battaglia: «Bisogna cercare consensi dentro e fuori la Lega»

«Penso che abbia ragione Stefani». Al Cicap Fest di Padova, dove è tra gli ospiti dell’inaugurazione dedicata al rapporto tra scienza e politica, Marco Cappato commenta la decisione del governo di impugnare la legge veneta sul suicidio medicalmente assistito.
Condivide la fiducia del governatore nel vaglio della Consulta e a Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, chiede di «continuare a fare questa lotta», cercando consensi dentro e fuori la Lega.
L’accusa alla maggioranza
Secondo Cappato, le stesse forze che da anni tengono ferma in Parlamento la proposta di iniziativa popolare sull’eutanasia legale ora invocano una legge nazionale per contestare l’intervento delle Regioni.
Il ricorso, sostiene, sarà l’occasione per ribadire che alle Regioni spetta organizzare l’assistenza sanitaria per il suicidio medicalmente assistito.
I tre punti contestati
Cappato difende l’impianto della proposta promossa dall’Associazione Luca Coscioni, ma solleva tre obiezioni sulle modifiche del Consiglio regionale. La commissione medica deve motivare nel dettaglio se si discosta dal parere del palliativista. Il comitato etico territoriale deve tenere conto degli indirizzi del Comitato regionale per la bioetica, istituito dalla Giunta. Le Ulss possono inoltre fornire informazioni sulle associazioni che hanno tra i loro scopi la tutela della vita.
La legge resta in vigore e le richieste si presentano all’Ulss di riferimento. Per Cappato, la priorità è far conoscere la procedura ai pazienti e ai sanitari che devono prendere in carico le domande.
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