Zaia verso la rinuncia a Venezia, il candidato unitario del centrodestra sarà Venturini
L’ex governatore non intende partecipare a suppletive o Comunali, resterà alla presidenza del Consiglio fino al 2027. Il sindaco designato, delfino di Brugnaro

Vorrebbe aspettare le elezioni politiche del 2027, per candidarsi in Parlamento. Con la garanzia, chiede, di un posto di prestigio: la presidenza di una Camera o un ministero di peso, come l’Interno o la sua cara, vecchia Agricoltura. Lasciando sgombra, al contempo, la strada che porta a Ca’ Farsetti: pronta per Simone Venturini, il “figlioccio” di Luigi Brugnaro, che si è fatto grande.
È l’ennesimo colpo di coda di Luca Zaia. Che sfugge al disegno tratteggiato per lui dal suo segretario federale: «Potrà essere valorizzato anche a Roma» diceva un paio di mesi fa Salvini. Dice «no» alle elezioni suppletive del 22 e 23 marzo. E consolida la sua posizione al Ferro-Fini, non accennando a rassegnarsi al ruolo di “ex”. L’orientamento, a oggi, è dunque questo.
Così facendo, beffa pure Francesco Rucco. Blandito dai leghisti con il ruolo di vicepresidente del Ferro-Fini e la promessa detta a mezza bocca: «Tanto Zaia se ne va a marzo...». E invece Zaia resta.
Ufficialmente non dice niente: continuare a far parlare di sé, tenere le luci accese è la prima regola del marketing. Aspetta una rassicurazione, guardando al 2027. Ma, si sa, cambiali in bianco non le firma nessuno. E comunque, anche se fosse, con quali rassicurazioni? Il probabile ribaltone dei pronostici sulla Lombardia, dopo il voto veneto che ha premiato la Lega e spinto in basso FdI, è una lezione per tutti.
D’altra parte, proprio la recente esperienza regionale è un insegnamento per il centrodestra: per vincere non è sufficiente sventolare i numeri record delle precedenti elezioni; per vincere, bisogna convincere. E, per questo, serve tempo. A maggior ragione in una città come Venezia, che non è certo roccaforte del centrodestra.
Lo dimostrano proprio le ultime elezioni regionali, nelle quali la coalizione di centrosinistra (47,70% dei voti) ha superato quella di centrodestra (47,24%); e il Pd è risultato primo partito (29,33%), superando Lega (24,99%) e FdI (16,82%).
Dopo i dieci anni targati Luigi Brugnaro, Venezia dunque torna contendibile. Il nome del centrodestra dovrebbe essere Simone Venturini. Nel segno della continuità con la precedente amministrazione, di cui è stato assessore per due mandati. Dieci anni durante i quali Venturini ha attraversato il territorio come una trottola, di inaugurazione in inaugurazione. Dalla terraferma, che è bacino di voti, alla laguna, dove si è trasferito da qualche tempo: zona San Luca. Politicamente, è nato e cresciuto nella giunta Brugnaro. E non è motivo d’imbarazzo; perché, anche nella percezione collettiva, l’inchiesta Palude è altra cosa rispetto allo scandalo Mose, che fu il tappeto rosso per il cambio di rotta politico a Venezia, verso un’amministrazione di centrodestra.
Dalla sua, Venturini può contare anche sull’ottimo rapporto con il presidente Stefani, con il quale ha condiviso uno scampolo di studi giuridici. I due si conoscono da anni, e quella del governatore è una sponda importante. Anche per compensare la freddezza di una parte del partito, Fratelli d’Italia, infastidita da una proposta esterna, pur con il “cappello” meloniano.
Del resto, la candidatura di Laura Besio – coordinatrice veneta di Coraggio Italia – in Regione, tra le fila meloniane, era esattamente propedeutica a questo disegno. Il sostegno, all’epoca, del partito di Brugnaro nella volata delle regionali, in vista del placet alla designazione esterna di Venturini per Ca’ Farsetti. In tanti storcono il naso, è vero. Ma sono pure consapevoli che la proposta moderata dell’attuale assessore al lavoro e al turismo è probabilmente quella che può portare i maggiori frutti. Rispetto a nomi alternativi che sono chiara espressione del partito: Raffaele Speranzon, su tutti. E quindi Fratelli d'Italia punta a Venezia. Ma la partita è tutta da giocare.
Venturini, un civico di centro

Cresciuto a pane, parrocchie e politica. Simone Venturini, 39 anni, è sempre più lanciato, dopo il dietrofront di Luca Zaia, ad essere lui il candidato sindaco del centrodestra per governare Venezia nel post Brugnaro.
Venturini da mesi tiene un profilo basso, senza montarsi la testa prima del tempo, e negando interessamenti. Ma attenzione, non è uno sprovveduto della politica veneziana. Anzi. Oggi si definisce un civico di centro. E nell’area veneziana è molto conosciuto.
Nella sua Marghera, dove è nato, tra piazza Mercato e la parrocchia di Sant’Antonio ma anche a Ca’ Emiliani e Catene, grazie ad anni di impegno nell’associazionismo, è conosciuto da tutti. E da mesi gira la città incontrando associazioni, comitati, realtà del volontariato e cittadine. Sorrisi, dialoghi, pacche sulle spalle.
Luigi Brugnaro, che non può ricandidarsi per limiti di mandato, se sarà lui il candidato sindaco del centrodestra, non gli farà mancare affatto il suo sostegno. L’attuale sindaco da settimane sussurra di avere in mente perfettamente il suo candidato preferito. Non lo dice ma tutti pensano a Venturini, da 10 anni in giunta con la lista fucsia a Venezia con deleghe di peso: turismo, casa e Coesione sociale. Dopo il primo mandato del 2015, la riconferma nel 2020.
Nato il 1 ottobre 1987, laurea in Giurisprudenza a Padova, sposato dal 2024 con Carolina Fullin (un matrimonio, il loro, per pochi intimi, lontano dai riflettori- cerimonia a Torcello e pranzo da Venissa), una sorella cantautrice molto nota in città, Simone Venturini mastica politica fin da giovanissimo.
Nel 2010, a soli 22 anni, era stato eletto consigliere comunale di Venezia e ha ricoperto il ruolo di capogruppo.
Erano gli anni in cui il giovane Venturini era nell’Unione di centro dell’ex sindaco Ugo Bergamo con cui si fece conoscere, in consiglio e fuori. Casi della vita: oggi Bergamo è tra i più accesi contestatori dell’amministrazione Brugnaro e siede al tavolo della Stagione buona per chiudere - in queste ore - sulla candidatura a sindaco, per il centrosinistra, di Andrea Martella.
Nel 2025 ha rinunciato a una possibile candidatura alle elezioni regionali per terminare il mandato assessoriale in laguna. La reale motivazione era chiara: Venturini non ha voluto prendere la casacca di altri partiti del centrodestra. E infatti in una intervista al nostro giornale, qualche settimana fa, ha ribadito chiaramente che in caso di candidatura a sindaco «la sua sarà una candidatura civica».
E lo ha spiegato: «È la mia storia, il mio percorso e qualsiasi altra ipotesi significherebbe tradire un po’ una storia personale. Così come non mi sono candidato in Regione perché avrei dovuto in qualche modo fare un atto di fede ed entrare in un partito. Io, oggi, credo che la mia storia mi consegni al centrismo civico e di impegno civico, senza tessere di partito in tasca». Quello della candidatura civica pare un tassello ben piantato da lui in queste settimane.
Si vedrà poi se i partiti alleati lo accetteranno nel confronto al tavolo del centrodestra tra l’erede della lista fucsia brugnariana con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc di De Poli e la Lega di Salvini.
(Mitia Chiarin)
È Martella la scelta del centrosinistra

Accanto a una coalizione che sta chiudendo gli accordi ora, ce n’è una che ha già scelto. Salvo colpi di scena – che, ad oggi, sono ben difficili da pronosticare – sarà Andrea Martella, segretario veneto del Partito Democratico, il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative a Venezia. Le interlocuzioni, si diceva, sono in corso, e la definizione del nome è attesa per fine mese.
Adesso quindi si lavora alla coalizione, che dovrebbe essere larga, anche se forse non quanto quella che si era presentata alle scorse elezioni regionali. Poco probabile, in particolare, la presenza di Terra e Acqua 2020: la lista guidata da Marco Gasparinetti. Mentre è ancora in forse la collocazione di Azione. Quanto a Italia Viva, invece, il partito di Matteo Renzi avrebbe assicurato il suo appoggio alla coalizione progressista. Ci saranno sicuramente le altre forze, e quindi, oltre al Pd, anche Movimento 5 Stelle, Avs, Volt, +Europa e socialisti. (l.b.)
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