Autonomia differenziata, sottoscritte le intese con le Regioni
Via libera del Consiglio dei ministri alla devoluzione alle Regioni delle quattro competenze finora dello Stato. Stefani: «Un grande orgoglio per il Veneto». Calderoli: «Passo decisivo»

Adesso il traguardo è veramente a un passo. C’era la premier Giorgia Meloni, martedì 13 ottobre, c’erano tutti i ministri del suo governo e c’erano i presidenti di Veneto, Lombardia e Piemonte – assente il governatore ligure, influenzato. Giù a Roma per l’ultimo atto nella disponibilità dell’esecutivo, lungo il percorso dell’Autonomia differenziata: il via libera definitivo accordato dal Consiglio dei ministri alle quattro intese per la devoluzione alle Regioni delle competenze dello Stato in materia di protezione civile, previdenza complementare e integrativa, professioni e sanità.
«Un grande orgoglio per il Veneto», le prime parole del governatore Alberto Stefani, sceso nella Capitale nella tarda mattinata di martedì, dopo un incontro-lampo con la stampa, a palazzo Balbi a Venezia.
«Un passo avanti decisivo per l’Autonomia», ha detto invece il ministro Roberto Calderoli. Relatore del disegno di legge alla Camera, il primo; ministro che, questo testo, lo ha curato fin nei minimi dettagli, il secondo. Adesso mirano al passaggio definitivo: l’approvazione della legge, contenente le quattro intese, da parte del Parlamento, che dovrà esprimersi con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.
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