Il Senato sblocca l’Autonomia differenziata: via libera alle pre-intese
La Lega: «La riforma va avanti». Il Pd: «Vergognoso». La settimana prossima il voto alla Camera, poi entro 45 giorni i disegni di legge

Eppur si muove. L’Autonomia batte un colpo. Via libera, al Senato, alle pre-intese con le regioni Veneto, Piemonte, Lombardia e Liguria. Solo per la risoluzione sul Veneto è stato chiesto il voto elettronico ed è stata approvata con 84 voti favorevoli e 59 contrari. La prossima settimana l’iter si completerà alla Camera con il voto finale. Al termine del voto, il Consiglio dei ministri dovrebbe deliberare l’accordo e presentare, entro 45 giorni, quattro disegni di legge da far votare alle Camere.
L’iter era iniziato il 18 febbraio scorso con il via libera del Consiglio dei ministri agli schemi di intesa preliminare con le quattro regioni.
Nel corso della seduta di giovedì 16 luglio in Senato sono stati accolti e votati cinque ordini del giorno delle opposizioni, rispetto ai 677 presentati e sono stati tutti respinti.
«Prosegue il cammino sulla via dell'autonomia e del federalismo fiscale. È premiato l'impegno della Lega che, da Umberto Bossi a Roberto Maroni, arriva finalmente ai risultati di oggi, grazie al lavoro del ministro Roberto Calderoli, dei governatori, dei gruppi parlamentari e delle Regioni che stanno scegliendo di avviare nuove intese», dichiara Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega. «Passo dopo passo la meta si avvicina sempre di più, continueremo a lavorare per regalare ai territori questa grande opportunità», è il commento del ministro Roberto Calderoli, «Autonomia fa rima con responsabilità e trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo e intendo andare fino in fondo».
«Il Veneto, che ha fatto da apripista a livello nazionale, è pronto da anni a mettere in atto l'autonomia grazie ad un mandato popolare forte e chiaro sancito dal trionfale referendum del 2017», afferma la senatrice Mara Bizzotto, sottosegretario alle Imprese. «Stiamo rispettando tutte le tappe del progetto, in parallelo prosegue in commissione il lavoro per la definizione dei Lep», osserva il senatore Paolo Tosato, relatore dello schema con la Regione Veneto. «Stiamo mantenendo la grande promessa fatta ai veneti», esulta il segretario regionale della Liga veneta, Andrea Tomaello.
Il senatore Raffaele Speranzon, di Fratelli d’Italia, parla di “percorso che oggi vede, dopo vent'anni, dare piena attuazione alla Costituzione e rendere l'Italia più moderna e vicina ai cittadini, rendendo concreto il principio di responsabilità, un termine che alla sinistra non piace. Una legge fortemente voluta da tutta la coalizione di centrodestra e che trova oggi, col governo Meloni, una approvazione che la sinistra non è mai riuscita a raggiungere negli ultimi vent'anni”. «Come centrodestra siamo coerenti e abbiamo mantenuto gli impegni contenuti nel programma di governo», sottolinea il senatore Antonio De Poli (Udc).
Dall’opposizione, Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, intervenendo in aula, ha parlato di «scambio vergognoso» fra legge elettorale e autonomia. «Le pre-intese spiegano il perché del ponte sullo Stretto - chiosa il capogruppo del M5S, Luca Pirondini -: i cittadini siciliani avranno bisogno di molte più strade per andare da Sud verso Nord per curarsi. State creando tante Regioni sempre più povere e alcune sempre più ricche».
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