Arianna Meloni: «Rigore e sicurezza ci fanno crescere, Vannacci un bluff»
La responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia attacca Vannacci e difende la linea del governo sulla sicurezza: «Se spacchi una vetrina sei responsabile del danno economico e se non puoi pagare pagano i tuoi genitori»

«Gli italiani si sono accorti che Vannacci è un bluff» e il recupero del centrodestra nei sondaggi è dovuto anche ma non solo «alle politiche messe in campo dal governo, a partire da nuove misure sulla sicurezza».
Arianna Meloni non arretra di un centimetro rispetto a sua sorella: sul caso Siher i giudici hanno sbagliato la valutazione, il sostegno all’Ucraina non si discute, con buona pace di Salvini; e di voto anticipato non si parla, l’intenzione resta quella di portare a termine il lavoro fino a fine legislatura.
Nell’incontro di stasera (ore 19 ad Azzano Decimo, Pordenone) lei parlerà del lavoro fatto fin qui e di ciò che intendete portare avanti nella prossima legislatura. Quali riforme rilancerete se resterete al governo?
«La strada è già tracciata, andremo avanti con le nostre priorità: giovani, lavoro, sostegno alla famiglia e all’imprenditorialità, rispetto della legalità e attenzione ai più fragili. Perché l’Italia che vogliamo è una Nazione che va veloce, ma non lascia indietro nessuno. Lo abbiamo dimostrato in questi anni, mettendo a terra le nostre proposte. Abbiamo sostenuto le famiglie, le imprese, i lavoratori. Abbiamo difeso le nostre filiere, le nostre eccellenze e il nostro brand più prezioso che è il Made in Italy. Oggi abbiamo un milione e quattrocentomila posti di lavoro in più. E sono posti stabili. Abbiamo investito risorse senza pari sui contratti di medici, infermieri, insegnanti, forze dell’ordine. E abbiamo investito sul futuro: attraverso un Piano Casa che in 10 anni renderà disponibili 100mila alloggi. E dando fiducia ai giovani».
Per loro avete speso risorse in manovra, ma meno per il ceto medio però, giusto?
«L’ultima manovra prevede una serie di provvedimenti, tra cui la cedolare secca all’1% per chi affitta a canone concordato a un under 35. Tra revisione dell’Irpef, taglio del cuneo fiscale, abolizione del bollo auto, sgravi e agevolazioni abbiamo lasciato nelle tasche degli italiani 21 miliardi all’anno e per l’anno prossimo si prevedono ulteriori misure a sostegno del ceto medio. Certo, c’è ancora molto da fare. Ma la direzione è quella giusta. I numeri ce lo confermano: oggi la nostra è una delle economie più stabili in Europa e una di quelle che cresce di più nel G7».
Pensate che questa manovra vi aiuterà a crescere nell’anno elettorale, malgrado il paese soffra il caro-energia e le guerre?
«Non ci interessa crescere nel consenso, ci interessa far crescere l’Italia. È finita l’era delle mancette elettorali, questa manovra ne è la dimostrazione. Una manovra seria, che non pretende di risolvere tutto, ma sicuramente non sfascia i conti con provvedimenti spot. Abbiamo tenuto la barra dritta e la prudenza di questi anni oggi ci premia. Nonostante quella che poteva essere la tempesta perfetta, con i conflitti in corso, lo stretto di Hormuz, il caro-carburante, oggi siamo i quarti al mondo per export, abbiamo più che dimezzato lo spread, la nostra tenuta è presa a modello dalla Lagarde, le agenzie di rating ci danno ragione».
I sondaggi vi danno in ripresa sul centrosinistra rispetto all’ultimo periodo. È forse cambiato il vento dopo le devastazioni e gli scontri nelle città italiane, che innescano una domanda di sicurezza o è la sinistra che non appare pronta e credibile?
«Dalle elezioni del 2022 Fratelli d’Italia ha costantemente incrementato i consensi ed è un caso unico nella storia repubblicana che il partito che guida il governo veda aumentare la popolarità durante la legislatura, anziché il contrario. Credo che questo dipenda non dai casi contingenti, ma dalle politiche messe in campo dal governo Meloni e da questa coalizione. A partire da nuove misure sulla sicurezza fortemente richieste dalla popolazione, compresa la nuova stretta su reati che riguardano i più giovani. Abbiamo introdotto il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni e il sacrosanto principio di chi rompe paga. Con il nuovo decreto sicurezza se spacchi una vetrina sei responsabile del danno economico e se non puoi pagare pagano i tuoi genitori».
In maggioranza non fila tutto liscio. Come risolverete la questione dell’invio di armamenti all’Ucraina, dopo che Salvini ha detto basta?
«Guardi, siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna raggiungere la pace quanto prima in Ucraina. In questo momento la cosa migliore che possiamo fare per spingere questo processo è continuare a sostenere Kiev».
E vi batterete per la difesa dei confini dell’Europa anche sviluppando una difesa europea?
«Sulla difesa dei confini in Europa esiste già una “maggioranza Giorgia”: in tema di immigrazione molti Stati hanno deciso di seguire la nostra linea. Accordi con i Paesi d’origine, lotta ai trafficanti di esseri umani, rimpatri più puntuali, anche grazie a hub in Paesi terzi. Confidiamo che possa svilupparsi un fronte altrettanto compatto sulla difesa in senso lato. Da sempre sosteniamo la necessità di un maggior coordinamento tra gli Stati e un rafforzamento dell’industria europea della difesa, anche sostenendo le aziende italiane che fanno innovazione tecnologica. Ma anche una maggior capacità di incidere negli scenari internazionali. Lo vediamo nel conflitto in Ucraina: tentativi isolati non funzionano».
Si è parlato di sua sorella possa come uno dei candidati al ruolo di negoziatore Ue per i colloqui di pace in Ucraina. Un’ipotesi concreta o solo voci giornalistiche?
«Il tema non è tanto chi sarà indicato come mediatore, ma il quando e il come: è necessario un mandato chiaro e unitario da parte dell’Europa. E in tempi rapidi».
Il conflitto istituzionale governo-magistrati non conosce soste. Dopo la scarcerazione di Siher, non pensa che l’attacco della premier ai giudici sia stata un’invasione di campo? Il ministro Nordio si dice sorpreso della decisione, ma non manderà gli ispettori sul caso. Sbaglia?
«Le decisioni si rispettano, ma questo non significa che non possiamo far notare la pericolosità di una scelta. La scarcerazione delegittima l’operato delle forze dell’ordine, proprio all’indomani di nuove manifestazioni, e getta nello sconcerto i cittadini e i lavoratori che si sono trovati a subire le conseguenze delle devastazioni nelle nostre città. Abbiamo il dovere di difendere prima di tutto le persone che lavorano onestamente».
Le opposizioni vi accusano di essere garantisti a giorni alterni. Come risponde?
«Di quali opposizioni parliamo, del M5S? Lo stesso M5S che non chiede un passo indietro al senatore ed ex magistrato Scarpinato, che può continuare a sedere in Commissione Antimafia, accusato di attività depistante e inquinamento delle prove nelle indagini sulle stragi del ’92? Sarebbe bene che guardassero in casa loro».
Vannacci frena nei sondaggi ma sostiene che la destra è tornata a fare la destra e lo insegue. È il motivo per cui si è fermato il suo exploit?
«Di quale destra parla Vannacci, che in parlamento vota sempre insieme alla sinistra con il suo gruppo? Forse gli italiani si sono semplicemente accorti del bluff».
Ultima domanda: quando si andrà a votare? In autunno non sorgerebbero vari problemi, con la manovra da approvare in corsa e il semestre italiano di presidenza Ue alle porte?
«La data è qualcosa che appassiona molto la stampa. Ma per quanto ci riguarda pensiamo a lavorare e portare avanti le priorità della Nazione, fino alla fine della legislatura».
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