Elezioni in Serbia: oltre 70.000 firme per la Studentska Lista contro Vučić
Il movimento nato dalla tragedia di Novi Sad presenta 250 candidati senza un unico leader per superare il partito di governo

Prima la raccolta delle firme e la loro certificazione, resa difficile dall'ostruzionismo di molti notai e funzionari statali secondo gli organizzatori. Poi una marcia festosa nel centro di Belgrado, tra slogan e musica e una copia del simbolo di Belgrado, il Pobednik (vincitore), per arrivare fino alla sede della Commissione elettorale nazionale.
Lì, la consegna delle oltre 70.000 firme a favore della Studentska Lista. Così la Lista degli studenti, nata dal movimento di piazza post-tragedia di Novi Sad (una pensilina della stazione crollata, 16 vittime, ndr), ha visto formalmente la luce in Serbia componendo il quadro dei contendenti alla vittoria alle importanti prossime elezioni parlamentari anticipate, messe in agenda per il 25 ottobre dal presidente uscente Aleksandar Vučić.
Dopo quel giorno «non ci servirà più calendario, basterà guardare l’orologio per sapere l’ora esatta del ritorno della libertà in Serbia», ha arringato una folla di alcune di migliaia di sostenitori della Studentska Lista (Sl) il docente Nemanja Karović. «La nostra forza non è nei nomi eccellenti, ma nel fatto che tutti si sono uniti nella lotta, studenti, professori, lavoratori, contadini, pensionati, tutti i cittadini che vogliono uno Stato che funzioni», così la studentessa Milica Popović, fra coloro che sarebbero stati intercettati con il software Pegasus.
I candidati della Lista degli Studenti
Ma qualche nome inevitabilmente colpisce, fra i 250 candidati sotto il simbolo della Studentska Lista. Al numero uno, il cardiologo e professore a Novi Sad Ilija Srdanović, che si era più volte esposto in passato a favore degli studenti. Nell’elenco anche il drammaturgo Željko Hubač e l’attore Tihomir Stanić. E soprattutto la leggenda del basket Dejan Bodiroga, ora non con lo storico 10 sulla maglietta bensì al numero 24 della lista dei candidati. E poi Dejan Šoškić, ex governatore della Banca nazionale serba, il musicista Feđa Dimović dello storico gruppo Beogradski Sindikat, il sociologo Jovo Bakić, uno dei più accesi critici di Vučić, e l’autorevole politologo Zoran Stojiljković. Ma non c’è un vero numero uno: «Non vogliamo un nuovo leader attorno al quale costruire un culto della personalità», hanno fatto sapere gli studenti.
L’alleanza del presidente uscente
La Lista però dovrà prima vedersela con “Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija”, l’alleanza elettorale formata attorno al partito Sns, con dentro gli ultranazionalisti del Partito radicale, che tenterà di spingere Vučić sulla poltrona di premier. Vučić ha annunciato che si dimetterà dalla carica di presidente il 27 settembre e poi si batterà per la vittoria «da privato cittadino», guidando la lista Serbia unita.
Un pronostico? Difficilissimo. Un recente sondaggio dell’agenzia Faktor Plus è andato in controtendenza accreditando l’Sns di Vučić al 47% contro un 31% della Lista degli Studenti e i Socialisti poco sopra il 3%. In precedenza altre analisi – tra cui una del think Crta con Stanford Democracy Action Lab e una di Nspm – avevano dato in forte vantaggio la Studentska Lista.
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