Tajani rilancia da Trieste: “Fare presto per la riunificazione dei Balcani in Europa”

Il vicepremier e ministro agli Esteri aderisce alla proposta formulata dal South East Europe observatory: “Vantaggi crescenti nel processo negoziale per i candidati all'adesione Ue"

Valeria Pace
L'incontro con Tajani a Trieste (Lasorte)
L'incontro con Tajani a Trieste (Lasorte)

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aderisce dal palco del ridotto del teatro Verdi a Trieste alla proposta formulata dal South East Europe observatory di garantire tutele crescenti ai paesi aspiranti all’adesione dell’Unione man mano che dimostrano di aver raggiunto obiettivi negoziali per l’adesione, riepilogata dal presidente onorario dell’osservatorio, l’ambasciatore Luigi Mattiolo durante il primo Annual Forum dell’Observatory che, appunto, si è tenuto nel capoluogo giuliano.

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Lo afferma al fianco del suo omologo, vicepremier e ministro degli Esteri del Montenegro, Ervin Ibrahimović, che chiede agli “amici europei” di mantenere “lo slancio” verso l’allargamento ai Balcani “in questo momento geopolitico” e rilancia gli obiettivi di adesione che si pone il paese: conclusione dei negoziati entro il 2026 e diventare un membro effettivo entro il 2028. Data che, commenta Tajani “è già troppo tardi” e rinnova l’impegno dell’Italia nell’agevolare quanto più possibile il processo di adesione dei Balcani occidentali, che il vicepremier continua con insistenza a chiamare di “riunificazione dell’Europa” e non di “allargamento”, perché “mi sembra un termine con approccio coloniale”.

E ribadisce anche la linea rossa già tracciata: “Sarebbe un errore grave” da parte dell’Europa “per difendere l’Ucraina posporre l’adesione dei Balcani”. Ibrahimović dal canto suo riconosce lo sforzo italiano in questo senso e chiama Tajani “il più forte alleato dei Balcani”.

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