La Regione di Sebenico “adotta” e salva la Tijat, vecchia signora dei mari in servizio da 68 anni
La nave passeggeri appartenuta a Jadrolinija era destinata al disarmo ma il pressing di un gruppo di residenti ha spinto le autorità ad acquistarla

SEBENICO Una ciambella di salvataggio per la vecchia “Tijat”, nave passeggeri dell’armatrice fiumana Jadrolinija. Ininterrottamente in servizio da addirittura 68 anni, questa leggendaria unità navale– lunga 38 metri, costruita nel 1955 a Spalato e capace di trasportare fino a un massimo di 300 passeggeri – è stata quest’anno collocata in pensione, mossa che sembrava presagire il disarmo definitivo. Invece non sarà così. È infatti imminente il passaggio di consegne fra Jadrolinija e la Regione di Sebenico e Tenin (Knin), atto che sancirà ufficialmente la salvezza di questo veterano della compagnia di palazzo Adria.
L’iniziativa di acquistare la Tijat – la cifra della compravendita non è stata ancora resa nota – è dovuta ad un gruppo di sebenzani, riunitosi nell’associazione “Tijat nel cuore” e che per ben nove anni ha compiuto tutti i passi possibili affinchè l’imbarcazione diventasse di proprietà regionale. In questi giorni si stanno sbrigando le ultime pratiche, che vedono maggiormente impegnata Sanja Slavica Matešic, assessora regionale alla Tutela dell’ambiente, che contemporaneamente sta lavorando nell’individuare i componenti del futuro equipaggio.
Il segretario dell’associazione in questione, Saša Jurat, ha confermato che non appena la Tijat passerà sotto l’ala protettrice della Regione, partiranno i lavori di restauro, per i quali l’amministrazione finanziamenti ad hoc da parte dell’Unione europea. Un percorso simile a quello seguito, con successo, per l’ex nave di Tito, la ben più famosa Galeb, che nei prossimi mesi dovrebbe venire ormeggiata al Molo longo, a Fiume, ospitando al proprio interno un museo, un ostello, un ristorante e un bar.
«Anche se non è stata presa una decisione ufficiale al riguardo – ha rilevato Jurat – crediamo che la Tijat sarà in servizio nelle acque del Sebenzano. I suoi passeggeri visiteranno sia la fortezza di San Nicola, costruita dalla Serenissima tra il XVI e XVII secolo e dal 2017 inserita nella prestigiosissima lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, sia altri siti del nostro arcipelago».
Jurat ha ricordato che al contrario della Galeb, approntata a Sestri Levante, la Tijat è un prodotto interamente “made in Croazia”. La nave passeggeri, infatti, è stata costruita e varata da un cantiere navale croato, con il nome di Ohrid.
Il suo record, parliamo di 68 anni di viaggi soprattutto fra le isole dell’arcipelago sebenzano, dovrebbe venire toccato fra due anni dalla nave Premuda, varata bel 1957 dagli scali del polesano Scoglio Olivi. Secondo Jurat, inoltre, non è da escludere che negli anni a venire, dopo la ristrutturazione, la Tijat torni a nuovamente a collegare isole e terraferma in questa porzione della Dalmazia, dove ha lasciato un ricordo indelebile dal momento che non è mai stata piegata da avverse condizioni meteomarine. È riuscita infatti ad avere la meglio su mareggiate e tempeste incontrate durante l’onorato servizio. «La decisione presa dalla Regione di adottare la Tijat – ha concluso Jurat – è volta a salvaguardare la storia e il patrimonio marinaro sebenzano e merita il nostro plauso
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