Il gruppo Danieli tra i leader mondiali per il taglio delle emissioni Co2

Il riconoscimento di Cdp, entità internazionale no-profit «Pure i fornitori devono garantire la riduzione dei gas serra»

UDINE. Gruppo Danieli all’avanguardia nel mondo per le pratiche di sostenibilità nella catena di valori e processo di approvvigionamento. La multinazionale dell’acciaio, che ha il quartier generale a Buttrio, ha infatti ottenuto il rating A e quindi il riconoscimento di “Supplier engagement leader” nella classificazione di Cdp (Carbon disclosure project), entità no-profit che spinge aziende e governi a ridurre le proprie emissioni di gas serra. In questo modo Danieli, guidata dal presidente Gianpietro Benedetti, «rientra nel top 7% delle società mondiali che aderiscono al Carbon disclosure project 2020».

L’anno scorso «9.600 aziende, che rappresentano più del 50% della capitalizzazione della borsa globale, hanno divulgato i loro dati ambientali attraverso l’iniziativa Cdp e sono state classificate su una scala da un minimo di F a un massimo di A. Danieli, a cui è stata riconosciuta la capacità di saper coinvolgere la propria catena del valore per guidare i fornitori verso uno sviluppo sostenibile, ha raggiunto il rating A, rientrando nella fascia di gestionè più elevata con un posizionamento di leadership».

Questa classificazione, assegnata a Danieli, si riflette - spiega ancora in una nota il gruppo - nel piano di transizione verso una produzione a basse emissioni di carbonio, con un approccio di progressiva attenzione ai temi economici, sociali e ambientali, e una strategia orientata al futuro, che si riflette anche nelle relazioni con i partner. «I nostri fornitori - fanno sapere dal quartier generale di Buttrio - non devono solo garantire condizioni di lavoro sicure, efficienza e rispetto dei nostri standard di qualità, ma anche ridurre le emissioni in ottica di miglioramento energetico, promuovendo la consapevolezza e la conoscenza delle normative ambientali.

Lo testimonia la consociata Acciaierie Bertoli Safau (Abs) che rappresenta il principale consumatore di elettricità del gruppo: si approvvigiona infatti da fornitori che si auto dichiarano a basso impatto ambientale. E per adeguarsi alla transizione tecnologica verso una mobilità a basse emissioni ha adottato, tramite licenza, la movimentazione autonoma su rotaia.

Per Danieli la sostenibilità non è una alternativa, ma punto di forza fondamentale per garantire il vantaggio competitivo dell’azienda. La decarbonizzazione della produzione di acciaio è diventata un progetto mondiale a cui Danieli partecipa attivamente come leader lungo l’intera filiera produttiva.

Nei prossimi decenni il cambiamento climatico continuerà a dare forma alle innovazioni e alle strategie delle aziende: per raggiungere gli obiettivi richiesti dall’accordo di Parigi dovranno essere identificate, tramite l’analisi dei rischi ambientali, le opportunità e gli spazi di azione, non solo per mantenere solido il valore dei propri asset, ma anche per garantire futuri ritorni finanziari». —

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