Fincantieri e Leonardo, patto sulle navi militari

Sottoscritta l’intesa per rafforzare l’impegno in Orizzonte Sistemi Navali unendo le competenze cantieristiche a quelle su armamenti e sensori. Folgiero: «Le collaborazioni industriali strategiche sono una leva decisiva»

Diego D’amelio

 

Fincantieri e Leonardo rafforzano l’alleanza nella difesa navale e puntano a fare di Orizzonte Sistemi Navali il fulcro della loro offerta industriale, in Italia e sui mercati esteri. I due gruppi hanno sottoscritto ieri a Euronaval, il salone della difesa navale in corso a Parigi, una lettera di intenti che definisce le linee di sviluppo della collaborazione e attribuisce un ruolo centrale alla joint venture partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo. A firmare l’accordo sono stati gli amministratori delegati Pierroberto Folgiero e Lorenzo Mariani.

L’obiettivo è rafforzare Osn come interlocutore unico per i programmi militari complessi, integrando progettazione e costruzione delle navi con sistemi di combattimento, sensori, elettronica e armamenti. Non si tratta, almeno per ora, dell’annuncio di nuove commesse, ma di una cornice per sviluppare opportunità commerciali comuni, soprattutto all’estero, e valorizzare le tecnologie dei due soci: le navi militari di Fincantieri e le piattaforme digitali di Leonardo.

Orizzonte Sistemi Navali è attiva da oltre vent’anni nella gestione dei programmi per la Marina. Opera come prime contractor, il contraente principale che risponde al cliente della realizzazione del programma, e come integratore dell’intero sistema nave. Fincantieri mette a disposizione le competenze nella progettazione e nella cantieristica; Leonardo quelle nell’elettronica per la difesa, nei radar, nei sistemi di comando e controllo, nell’integrazione degli apparati di combattimento. Osn segue anche il supporto logistico e l’aggiornamento delle unità.

La dimensione industriale dell’intesa emerge dai contratti già acquisiti. Il più recente è quello firmato a settembre da Osn con l’agenzia internazionale Occar per i due futuri cacciatorpedinieri Ddx della Marina militare: un programma da circa 3,7 miliardi di euro, di cui 1,3 in opzione. Per Fincantieri sono previste subforniture da 1,8 miliardi e per Leonardo da 1,7 miliardi, comprensive delle opzioni. Le unità, la cui consegna è programmata nel 2033 e nel 2035, saranno dotate di sistemi avanzati di difesa aerea e antimissile, sensori digitali e capacità di operare in reti militari integrate.

Un altro programma strategico è quello delle due fregate Fremm Evo, assegnato a Osn nel 2024 con un contratto da 1,5 miliardi. La costruzione è affidata a Fincantieri nel cantiere integrato di Riva Trigoso e Muggiano, con consegne previste nel 2029 e nel 2030. Le nuove fregate incorporeranno sistemi aggiornati di guerra elettronica, difesa antidrone e gestione dei mezzi senza equipaggio. A questi programmi si aggiungono le attività sulle unità già in servizio, anche per clienti esteri.

Sul fronte delle navi di pattugliamento, Osn gestisce il programma per quattro Offshore Patrol Vessel destinati alla Marina: le prime tre unità sono state ordinate nel 2023 per 925 milioni, compreso il supporto logistico, mentre nel 2024 è stata esercitata l’opzione per la quarta, da 236 milioni. I pattugliatori, lunghi circa 95 metri, sono destinati alla sorveglianza marittima e alla protezione delle linee di comunicazione. La prima unità, l’Ugolino Vivaldi, ha effettuato a settembre le prime prove in mare, in vista della consegna fissata per il 2027.

«In uno scenario geopolitico in profonda trasformazione, la capacità di sviluppare collaborazioni industriali strategiche rappresenta una leva decisiva per rafforzare la competitività e il posizionamento internazionale dell’industria italiana della difesa», sottolinea Folgiero. Per Mariani, «digitalizzazione, intelligenza artificiale, sistemi autonomi, sensoristica avanzata e nuove capacità di elaborazione e condivisione dei dati stanno ridefinendo requisiti, tempi e modalità operative. In questo contesto, campioni industriali come Leonardo e Fincantieri svolgono un ruolo essenziale nel sostenere l’autonomia tecnologica e la competitività del paese». L’integrazione delle piattaforme digitali con le tecnologie di combattimento è la leva con cui i due gruppi intendono competere sui mercati esteri.

Leonardo migliora intanto i risultati nelle valutazioni internazionali sulla sostenibilità. Nel Corporate Sustainability Assessment 2026 di S&P Global, il gruppo ha ottenuto 85 punti su 100, due in più rispetto al 2025, classificandosi primo nel settore aerospazio, difesa e sicurezza. Sale da 78 a 85 punti anche il giudizio di EcoVadis, che assegna a Leonardo la medaglia Gold e la colloca nel 5% delle aziende meglio valutate. Tra gli elementi premiati figurano governance, trasparenza, obiettivi sulle energie rinnovabili, coinvolgimento dei fornitori nella decarbonizzazione e gestione delle materie prime critiche.

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