Pil Veneto del 2026 a +0,8%: meno delle previsioni nazionali

Le esportazioni nel primo semestre 2026 registrano un +4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, in valore +1,7 miliardi di euro. La performance è quasi in linea con quella nazionale, che segna un +4,5%. A trainare la crescita è soprattutto la cantieristica navale

La redazione

Per il 2026 la stima di crescita del Prodotto interno lordo del Veneto è pari al +0,8%, accompagnata da un incremento dei consumi delle famiglie dell'1,2% e da una ripresa degli investimenti fissi lordi del 2,6%. La stima emerge dall'ultimo Bollettino socio-economico elaborato dall'Ufficio di Statistica della Regione, che analizza l'andamento dell'economia e le principali dinamiche sociali e territoriali.

Il quadro regionale è inferiore alle previsioni di crescita del Pil nazionale nel 2026, riviste al rialzo al +0,9%, dopo un secondo trimestre più dinamico del previsto e sostenuto dalla spesa delle famiglie. La congiuntura internazionale, almeno nella prima metà dell'anno, ha mostrato risultati migliori delle attese: nonostante lo shock energetico e la crescente incertezza geopolitica, la crescita mondiale si attesta intorno al 3%; anche il commercio globale continua a sorprendere positivamente, con un aumento superiore al 5%, trainato soprattutto dai beni legati all'intelligenza artificiale.

Tra gli indicatori più significativi per l'economia veneta c'è l'andamento delle esportazioni, che nel primo semestre 2026 registrano un +4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, in valore +1,7 miliardi di euro. La performance è quasi in linea con quella nazionale, che segna un +4,5%. A trainare la crescita è soprattutto la cantieristica navale.

Accanto ai segnali positivi, il Bollettino evidenzia le criticità legate al costo dell'energia, che si è progressivamente trasferito sui prezzi al consumo, contribuendo anche al peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie, con possibili ripercussioni sulle decisioni di spesa e sugli investimenti. A settembre 2026 l'inflazione ha raggiunto il 4,2% in Italia e il 4,4% in Veneto. Gli aumenti più consistenti riguardano le voci relative all'abitazione, all'acqua, all'elettricità, al gas e agli altri combustibili, oltre ai trasporti.

Sul fronte occupazionale, nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 70,5%. A sostenere il risultato è soprattutto la maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Nel terzo trimestre 2026, tra luglio e settembre, il numero delle imprese attive in Veneto è diminuito del -0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione interessa tutti i macrosettori economici, con l'eccezione dei servizi, che presentano un saldo positivo. Particolarmente esposto alle difficoltà rimane il comparto delle costruzioni, che continua a risentire dell'incertezza legata alla riduzione degli incentivi fiscali e all'aumento del costo delle materie prime.

Il comparto turistico registra nei primi otto mesi del 2026 una crescita delle presenze del +0,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un segnale positivo arriva anche dal mercato tedesco, tornato a crescere dopo la contrazione del 2025.

Riproduzione riservata © il Nord Est