Electrolux, nel secondo trimestre crolla il fatturato del 40 per cento

PORDENONE. Un crollo che sfiora il 40%, per la precisione -39,3% la flessione del fatturato del periodo, -39,9% le vendite organiche. E’ il colpo inferto dalla pandemia Covid-19 sui conti di Electrolux Professional, dal 2020 azienda autonoma (dopo essere stata per oltre 35 anni una “costola” di Electrolux) specializzata nella produzione di attrezzature professionali per collettività, 3.600 dipendenti di cui un terzo in Italia (a Vallenoncello, Pordenone, un migliaio di addetti e headquarter mondiale, e a Modena).
La seconda trimestrale ha visto le vendite nette attestarsi a 1,49 miliardi di corone svedesi (circa 144 milioni di euro) contro i 2,45 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. L’Ebitda (margine operativo lordo) è negativo per 4 milioni di corone (388 mila euro), contro i +418 milioni del 2019.

Non tutte le divisioni hanno avuto lo stesso trend: il settore della ristorazione è quello che ha patito maggiormente con un calo delle vendite di -48%, e Ebitda negativo, mentre il settore lavaggio ha registrato una diminuzione del fatturato del 22% e un buon margine lordo del 13,5%. La mediazione dei due valori ha portato l’Ebitda in sostanziale pareggio. L’utile del periodo è di –28 milioni di corone svedesi (contro +126 milioni). Nel corso del trimestre aprile-giugno sono state avviate azioni per ridurre i costi che hanno parzialmente compensato il rapido calo delle vendite dovuto all’emergenza coronavirus.

«Sono orgoglioso delle azioni che il team ha assunto con celerità in questo periodo particolarmente difficile per mantenere l’Ebitda in pareggio e che hanno consentito di avere un flusso di cassa positivo, vista la gravità del declino del mercato - è il commento del ceo, Alberto Zanata -. Le vendite nel trimestre sono diminuite del 40%, nonostante un recupero avvenuto sempre nel periodo. In particolare a giugno - prosegue Zanata - le vendite sono riprese, determinando una flessione organica di -20% dopo il significativo calo di -50% di aprile e maggio. Le vendite del mese di luglio sono in linea con la flessione percentuale registrata a giugno. Un fattore - conclude Zanata - che interpretiamo con un segnale di recupero».

La domanda in ripresa è scattata con l’allentamento delle restrizioni avvenuto in molti Paesi, «e questo - rimarca Zanata - ha avuto un effetto positivo sui nostri clienti anche se - avverte - è presto per stimare quanto sarà veloce la ripresa perché l’incertezza nel mercato è ancora significativa». Questo impone ad Electrolux Professional «di continuare ad essere flessibili per essere in grado di adattarci alla mutevole domanda del mercato».
Ora l’imperativo per Electrolux Professional è, evidentemente oltre al recupero delle quote di vendita, mantenere un forte controllo e riduzione dei costi. Con azioni che - spiega Zanata - saranno «strutturali». «L’ambizione è quella di definire e iniziare ad attuare le nuove misure durante la seconda metà del 2020 che, insieme alle attività già avviate, siano in grado di generare risparmi annui sui costi pari a 100-150 milioni di corone svedesi».
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