L'enigma del voto e il gioco delle alleanze: la politica italiana tra incognite e primarie

L'analisi del quadro politico: Meloni tiene sulla corda alleati ed avversari sulla data delle Politiche. Nel campo largo intesa tra Schlein e Conte per il doppio turno a febbraio

Fabio BordignonFabio Bordignon
La premier Meloni con Tajani e Salvini
La premier Meloni con Tajani e Salvini

Più che a una campagna elettorale, somiglia a un’app di incontri. Tutti si cercano, tra ammiccamenti, dinieghi, pause di riflessione. Nessuno conosce la data. E non è ancora chiaro chi, alla fine, uscirà con chi. Scadenza naturale o voto anticipato? Inizio o fine aprile, maggio, giugno, settembre o addirittura oltre? È ingenuo stupirsi che le forze politiche, e in particolare il governo, ragionino sul calendario elettorale a partire da calcoli di parte.

È così da sempre, non solo in Italia. Forse mai come questa volta, però, la l’agenda è affollata di punti di incognite. In altre occasioni, il varo di una nuova legge elettorale ha accelerato la fine della legislatura. Fu così con il Mattarellum, tra il ‘93 e il ‘94. Sulle norme da poco approvate pesa, invece, la spada di Damocle del vaglio di costituzionalità, dai tempi del tutto incerti. Certo, governo e maggioranza godono di un vantaggio non indifferente. Anche se la scelta sullo scioglimento delle camere spetta al Presidente della Repubblica, sarebbe difficile immaginare maggioranze e governi alternativi, qualora Meloni decidesse di “rompere”.

Ma, anche senza considerare il Quirinale, la Consulta e le variegate posizioni all’interno dello schieramento di centro-destra, cosa conviene alla Presidente del Consiglio? Difficile dirlo, considerati l’instabilità del quadro internazionale, le piazze in fiamme, l’andamento dell’inflazione. Nel frattempo, la premier tiene sulla corda alleati e, soprattutto, avversari. L’incertezza sulla data (e il formato) della competizione continua a condizionare i tempi di costruzione dell’intesa nel campo largo. Il lungo corteggiamento tra Conte e Schlein sembra ormai condurre a un “incontro”.

Anche in questo caso con problemi di dating, in senso letterale: il tanto atteso appuntamento delle primarie è stato più volte rinviato. Venerdì si sono visti online, insieme a Bonelli e Fratoianni. È stato stabilito che la sfida si terrà “entro febbraio”. È un passo in avanti significativo, dopo mesi di schermaglie. Non sono ancora state messe nero su bianco, però, le regole del match. E manca, anche in questo caso, la data.

Anzi, le date. Pare infatti che Schlein sia riuscita a strappare il doppio turno, visto che i pretendenti alla leadership potranno essere più di due. Si tratterebbe di un punto a favore della leader dem, che, nell’eventuale tête-à-tête finale con il capo del M5s, punta a recuperare i voti di Avs e degli alleati minori. Inclusi quelli dell’arcirivale di Conte, Matteo Renzi. Dall’altra parte, la leader di FdI non sa ancora chi dovrà incontrare nell’arena elettorale.

A sua volta, mantiene un minimo di incertezza su chi la accompagnerà all’appuntamento decisivo. Vannacci, per ora, è fuori dal centro-destra. L’ex-generale, del resto, sembra avere momentaneamente ridotto il proprio appeal. Non è escluso che FN torni a crescere, aprendo nuovi scenari a ridosso del voto. Nel dubbio, Meloni ha intanto esteso l’alleanza a Cateno De Luca. Il capo di Sud chiama Nord porta con sé, quantomeno, qualche punto fermo: informato attraverso una “seduta spiritica”, si dice certo che le Politiche saranno celebrate il 9 e il 10 maggio. Segnate in agenda l’appuntamento. Al buio.

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