Fino a dove arriva la tolleranza della democrazia
L'ascesa dell'estrema destra in Germania mette a dura prova la Repubblica Federale: la CDU valuta il ricorso alla Corte di Karlsruhe tra limiti giuridici e nodi politici

L’elezione dell’esponente di AfD Tobias Raush a presidente del Parlamento della Sassonia-Anhalt, il Land della Germania dove il suo partito che si definisce “anti-antinazista” ha stravinto le elezioni il mese scorso, ha rotto un tabù: quello per cui ora non si deve più provare vergogna di una qualche non meglio dichiarata nostalgia per quel Terzo Reich hitleriano che rappresenta quel “passato che non passa” per la Germania.
Ma sembra si stia per rompere anche un altro tabù: quello che ha sinora impedito di mettere al bando AfD. È stato classificato dal Verfassungsschutz, l’intelligence interna con il compito di proteggere la Costituzione, come “estremista di destra accertato” che persegue obiettivi contrari al dettato costituzionale della Germania Federale. Ma che raggiunge percentuali di voti altissime in alcuni Länder, ed è stimato nei sondaggi come possibile primo partito in tutta la Bundesrepublik. Per mettere al bando AfD con un atto formale della Corte costituzionale di Karlsruhe, deve essere dimostrato che ha le potenzialità per sovvertire l’ordine democratico. Ora persino Hendrik Wüst, probabile successore di Friedrich Merz come leader della CDU, ha proposto al suo partito di studiare la proposta di una richiesta di messa al bando.
In uno Stato liberal-democratico come la Germania, che non ha un governo para-dittatoriale come ad esempio la Federazione Russa di Putin, è pensabile mettere al bando un partito che sembra destinato a diventare quello di maggioranza relativa? Forse sì, dal punto di vista strettamente giuridico, ce ne sarebbero le condizioni, ma appare ben difficile politicamente. E qui si pone l’alternativa del diavolo. Infatti, se non viene messo al bando può andare al potere anche a livello federale. E a quel punto l’ordine democratico sarà non più solo potenzialmente a rischio di essere sovvertito.
Ma chi oggi propone di mettere al bando quel partito prima delle prossime elezioni sarà immediatamente accusato di essere lui a sovvertire l’ordine democratico. Adolf Hitler va al potere nel 1933 in seguito ad elezioni svoltesi nella disastrata Repubblca di Weimar, dopo aver tentato, ma fallendo, di farlo con un putsh nel 1923...
È il paradosso della tolleranza. Può un regime liberal-democratico, per sua natura tollerante, tollerare gli intolleranti che lo vogliono sovvertire senza farsi a sua volta intollerante, favorendo così un’ulteriore crescita del partito degli intolleranti?
O c’è un momento in cui diventa non solo legittimo ma anche necessario per un regime liberal-democratico diventare (ma solo in quella situazione contingente) a sua volta intollerante per difendersi dagli intolleranti, senza in realtà favorirne il trionfo? Individuare quel momento è difficilissimo, ma è vitale per la salvezza delle istituzioni di un Paese liberal-democratico. I Greci avevano due parole per dire “tempo”. Una era “Krònos”, il tempo che scorre, l’altra era “Kairòs”, il “tempo giusto”, il “momento buono” per compiere un’azione. Siamo giunti a questo tempo per mettere al bando AfD e salvare la liberal-democrazia in Germania, e creare un precedente pensando che una situazione simile si può facilmente presentare anche in altri Paesi europei (in Italia con Vannacci, in Spagna con Vox)? O è troppo tardi?
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