Venezia chiama Shanghai: «Il volo diventi giornaliero»
Il gruppo Save nella delegazione che punta a consolidare i rapporti con la Cina. Dagli scambi portuali alla formazione, l’agenda oltre la tournée della Fenice. Oggi tappa a Suzhou, poi gli incontri con le aziende del mondo della robotica

Venezia e Shanghai saranno ancora più vicine. Prima della prima della Fenice, che inaugurerà domani la Shanghai Grand Opera House con Tosca, la missione veneziana in Cina si è data appuntamento nelle sale e nel giardino di Villa Hantang, in pieno Bund nella Parigi d’Oriente, in un ricevimento sulle orme di Marco Polo per celebrare la tournée del teatro veneziano.
A Shanghai, infatti, attorno alla Fenice si intrecciano relazioni sui fili della diplomazia, dell’economia e della cultura con diverse personalità planate da Venezia per l’occasione. «Spero che il volo tra Venezia e Shanghai diventi presto giornaliero», auspica Enrico Marchi, presidente di Save, la società che gestisce l’aeroporto Marco Polo a Venezia e presidente del gruppo Nem che edita questo giornale. Il volo China Eastern è attivo dal settembre 2024 e attualmente opera con cinque frequenze settimanali, mentre il collegamento per Pechino con la compagnia Air China vola quattro volte a settimana.
«Abbiamo un ottimo rapporto con Shanghai e con l’aeroporto celebriamo il successo dei voli», chiosa Marchi.
Ma quello delle tratte via aria è uno dei tanti tasselli che compongono questa missione veneziana: a Villa Hantang si sono incontrati gli attori di questo volano, in primis il sindaco di Venezia Simone Venturini. È atterrato proprio ieri per una tre giorni fitta di incontri, visite e appuntamenti. «Il volo tra Venezia e Shanghai è importante, so quanto lavoro ha fatto Enrico Marchi per raggiungere questo obiettivo», le sue parole, «Siamo a Shanghai per stabilire nuove relazioni economiche e attirare investimenti per la nostra città. Questo è il cuore del settore economico in Cina e Venezia è la capitale del Nordest. Continueremo questo percorso di relazioni domani (oggi, ndr) a Suzhou, città gemellata con Venezia dal 1980. Siamo sul cammino di Marco Polo, ancora a parlare di relazioni e amicizia, perché siano un volano per portare nella nostra città turismo di qualità».
Il programma della missione è definito insieme al Consolato Generale d’Italia a Shanghai, con la sua presidente Tiziana D’Angelo. E tra i presenti ieri, insieme all’aeroporto, non è mancato sul fronte economico il porto nella figura di Antonio Revedin, direttore della pianificazione strategica dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Infatti, per la portualità la Cina è strategica sia per quanto riguarda il mercato dell’automobile sia per l’acciaio. Poi Vincenzo Marinese, presidente della Fondazione di Venezia (di cui non è mancato nemmeno il direttore generale Giovanni dell’Olivo) e vicepresidente di Confindustria, insieme alla direttrice del museo M9 di Mestre Serena Bertolucci. E ancora Fabrizio D’Oria, direttore operativo di Vela, società partecipata del Comune di Venezia. Tornando sul fronte culturale, strette di mano per il sovrintendente e direttore artistico della Fenice e il direttore generale Andrea Erri, mentre era presente anche Angelo Gioè, direttore dell’Istituto italiano di cultura a Shanghai, a testimoniare quanto il legame tra cultura, economia e diplomazia sia saldo.
Non si esaurisce qui: altro caposaldo è il mondo dell’università, con Ca’ Foscari rappresentata da Tiziana Lippiello, rettrice dell’ateneo dal 2020 al 2026 (da poco le è succeduto Marco Sgarbi) e docente di Lingua e Letteratura Cinese, vicepresidente della World Chinese Language Teaching Association e direttrice della International Confucian Association. Proprio Ca’ Foscari è in dialogo in questi giorni con la Shanghai International Studies University per sviluppare il master in Management of Cultural Heritage della Ca’ Foscari Challenge School. Se nella giornata di oggi la protagonista sarà Suzhou, città a trenta chilometri da Shanghai, nei prossimi giorni il sindaco Venturini continuerà il percorso di incontri, guardando anche al mondo della robotica. Le fondamenta della tradizione, il volano della tecnologia, le basi del dialogo internazionale, i collegamenti commerciali e turistici: il collante è la cultura.
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