Trieste Airport chiede più integrazione con porto, treni e strade
Mercoledì mattina nello scalo di Ronchi il Forum Infrastrutture. Il presidente Marano: «Un sistema per aiutare il territorio a competere»

Nel pieno di una fase espansiva che in sei anni ha visto raddoppiare i passeggeri e cambiare il profilo dello scalo di Ronchi dei Legionari, il tema che emerge alla vigilia del Forum Infrastrutture in programma mercoledì proprio nella sede di Trieste Airport è quello dell’integrazione. Non solo tra voli e rotte, ma tra infrastrutture, territori e sistemi di mobilità.
È qui che il presidente Antonio Marano colloca «la sfida dei prossimi anni», con un ragionamento che allarga lo sguardo oltre i confini aeroportuali. Le infrastrutture, spiega Marano, «sono al servizio dei territori e ne rappresentano uno dei fattori essenziali di competitività. In una scala ormai globale, la sfida è costruire un sistema integrato che metta in relazione aeroporti, porti, ferrovie, interporti e autostrade. Per il Nordest è un obiettivo strategico: rafforzare l’interconnessione tra le diverse piattaforme e posizionarsi nei flussi europei. In questo percorso, Trieste Airport può contribuire come nodo qualificato di una rete più ampia, coerente con la visione di sviluppo del territorio».
L’unico modo per resistere alle congiunture impreviste, a problemi che mai ci saremmo potuti aspettare come quello, in prospettiva, della carenza di carburante. «Al momento non ci vengono segnalate criticità dal nostro operatore Carboil, ma ovviamente si tratta di monitorare la situazione», dice Marano.
I numeri, intanto, raccontano una trasformazione profonda per Trieste Airport. Iniziata nel luglio 2019, quando 2i Aeroporti ha perfezionato l'acquisizione dalla Regione Fvg del 55% del capitale dell’aeroporto Friuli Venezia Giulia Spa per un controvalore di 32,8 milioni, proseguita, inevitabilmente con fatica, negli anni del Covid e consolidata con il valore aggiunto di Ryanair, l’acceleratore decisivo.
Anche nel 2025, chiuso con 1.651.702 passeggeri, si è centrato il massimo storico, +25% sull’anno precedente e +136% sul 2022. I collegamenti diretti sono saliti a 27, quasi il triplo rispetto al pre-Covid, e il traffico internazionale sfiora ormai la metà del totale. Un’offerta che serve a sostenere un piano industriale che si pone come obiettivo per il 2027 di superare 1,7 milioni di presenze e per il 2028 di toccare il traguardo, mai prima nemmeno sognato, dei 2 milioni.
Risultati dell’era Marco Consalvo, il manager arrivato nel 2015, assieme a Marano, che ha lasciato a inizio anno Trieste Airport per la presidenza dell’Autorità portuale. Al suo posto, nel ruolo di amministratore delegato, c’è Fabio Gallo, in arrivo dallo scalo di Alghero. Il passaggio di testimone segna la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova fase, in cui la crescita va consolidata e resa strutturale.
Gli oltre 40 milioni di investimenti degli ultimi anni, il traguardo emissioni zero al 2027 e l’espansione delle rotte hanno costruito le fondamenta. Sulla scrivania di Gallo ci sono anche i dossier qualità, comfort, offerta commerciale e sul cosiddetto “non-aviation”.
A Ronchi si lavorerà, in vista 2027, sull’area airside: più servizi, migliorie nel comparti food & beverage e retail, spazi confortevoli. Quanto alle rotte, si punterà al recupero del collegamento su Monaco di Baviera, hub importante perso da qualche anno. E si parla pure di Parigi, Amsterdam e Istanbul.
Resta poi la partita della continuità territoriale, con la Regione che, d’intesa con Mit ed Enac, lavora in questi giorni per l’aggiudicazione “emergenziale” del Trieste-Linate per sette mesi, prima di un bando triennale da preparare a fine anno.
Il disegno perfetto è quello di un partner in grado di garantire un aeromobile basato stabilmente a Ronchi, la differenza tra subire le dinamiche del mercato e provare invece a governarle, grazie a più rotte nella stessa giornata, così da ammortizzare i costi.
Secondo alcune voci di settore, ci sarebbero almeno tre compagnie interessate: Danish Air Transport, nell’orbita di Lufthansa, gli altoatesini di Sky Alps e Aeroitalia, società fondata su iniziativa del banchiere francese Marc Bourgade, che dal prossimo 24 maggio collegherà Ronchi con l’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi.
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