Aeroporto Marco Polo: 644 milioni per la sfida della intermodalità

Venezia, il Masterplan 2023-2037 prevede interventi per due miliardi, terminal passeggeri da 90 mila a 190 mila metri quadrati. Mercoledì 29 aprile il Forum Infrastrutture a Trieste

Giorgio Barbieri

Il polo aeroportuale del Nordest, che comprende gli scali di Venezia, Treviso e Verona, accelera sugli investimenti infrastrutturali per sostenere una crescita che, dopo la ripresa post-pandemica, si sta consolidando su basi ormai strutturali.

Nel 2025 i tre aeroporti hanno superato i 19 milioni di passeggeri, con un incremento del 4%, mentre nei primi tre mesi del 2026 si è registrata un’ulteriore crescita attorno al 9,5%, per circa 3,9 milioni di viaggiatori. Numeri che confermano la dinamica espansiva del sistema e che rendono indispensabile un rafforzamento delle infrastrutture per sostenere la domanda e migliorare la qualità dei servizi. La complementarità tra gli scali gestiti da Save (presidente Enrico Marchi e Ad Monica Scarpa) consente infatti di coprire diversi segmenti di traffico, ma richiede un sistema infrastrutturale capace di funzionare come rete unitaria.

Il terminal passeggeri

Il fulcro degli investimenti è il Marco Polo di Venezia, dove il Masterplan 2023-2037 prevede interventi per circa 2 miliardi di euro, di cui 380 milioni destinati alla sostenibilità ambientale. Il progetto comprende significativi ampliamenti del terminal passeggeri, portando la superficie complessiva da 90 mila a circa 190 mila metri quadrati. È già in corso la realizzazione del nuovo edificio sul lato nord da oltre 14 mila metri quadrati, mentre il piano complessivo prevede una crescita progressiva della capacità operativa dello scalo.

La bretella ferroviaria

A questo si affianca uno dei principali interventi infrastrutturali a Nordest per l’intermodalità: il collegamento ferroviario diretto con l’aeroporto Marco Polo. L’opera, in attesa che i lavori ripartano a pieno regime dopo la crisi della Rizzani de Eccher, prevede una linea a doppio binario lunga circa 8 chilometri, di cui 3,4 in galleria e 541 metri in viadotto, con una stazione interrata a 30 metri di profondità. L’investimento complessivo è pari a circa 644 milioni di euro, con un appalto da 450 milioni e una quota di 50 milioni sostenuta da Save. La capacità prevista è fino a 60 treni al giorno, con collegamenti verso Mestre, Trieste e la rete nazionale.

I tempi indicano il completamento della stazione entro giugno 2026, una prima attivazione entro la fine dello stesso anno e il completamento dell’intera infrastruttura nel 2027. Si tratta di un passaggio strategico per trasformare lo scalo in un nodo pienamente integrato con il sistema ferroviario.

I collegamenti internazionali

02/04/2007 Aeroporto Marco Polo , sciopero dipendenti Save Security Passeggeri in coda durante i controlli prima dell'imbarco
02/04/2007 Aeroporto Marco Polo , sciopero dipendenti Save Security Passeggeri in coda durante i controlli prima dell'imbarco

Un intervento necessario per rafforzarne la capacità di connessione internazionale. Il Marco Polo dispone infatti di collegamenti diretti consolidati verso il Nord America, con voli per New York JFK, New York Newark, Atlanta, Philadelphia, Washington e Dallas, oltre alle rotte canadesi su Toronto e Montreal. A questi si aggiungono i collegamenti verso l’Asia, con il volo su Shanghai e la nuova linea diretta per Pechino dal luglio 2026. Anche l’area del Golfo resta strategica, con il ripristino della piena operatività dei voli su Dubai, che rafforzano l’accesso ai mercati mediorientali e alle connessioni globali.

Il piano di sviluppo veneziano si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità. L’obiettivo è azzerare entro il 2030 le emissioni nette di CO2 generate dalle attività aeroportuali, attraverso l’uso di fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici e produzione di idrogeno verde. Sono previsti interventi sul ciclo dell’acqua, sulla gestione dei rifiuti e sulla tutela della biodiversità, oltre allo sviluppo di sistemi di mobilità innovativi come i vertiporti per la mobilità aerea avanzata.

Il «Catullo» di Verona

Anche Verona è interessata da un significativo percorso di ammodernamento infrastrutturale. Il Progetto Romeo, da poco concluso, ha comportato un investimento di circa 80 milioni di euro e ha ampliato l’area partenze da 24.840 a oltre 36 mila metri quadrati, portando la capacità potenziale a 5 milioni di passeggeri.

L’intervento ha consentito di adeguare lo scalo alla crescita del traffico e di rafforzarne il ruolo come porta di accesso per il turismo internazionale verso il Veneto e il Garda. Gli investimenti in corso, dalla nuova capacità terminale al collegamento ferroviario, indicano dunque una traiettoria chiara: trasformare gli aeroporti del Nordest in hub sempre più integrati, accessibili e sostenibili.

I tre Forum sulle infrastrutture

Qual è lo stato delle infrastrutture di trasporto nel Nordest e quali sono le prospettive per il dopo-Pnrr in un orizzonte che necessariamente prende il 2032 - anno previsto per l’apertura del tunnel ferroviario del Brennero - come riferimento per una “nuova Europa” del movimento delle merci e delle persone, in cui assisteremo a un salto della competizione fra territori e sistemi logistici su una scala realmente continentale?

Sono domande che pone alla discussione pubblica il gruppo editoriale Nord Est Multimedia, in collaborazione con il sito specializzato Diariodiac.it, organizzando tre eventi concepiti unitariamente per mettere sotto la lente le opere che si stanno facendo e quelle che si dovrebbero fare ma non si stanno facendo o che sono state programmate, ma non avanzano.

Le prime due giornate – mercoledì 29 aprile a Trieste e il 17 giugno a Padova – avranno proprio il compito di svolgere una ricognizione degli investimenti, dei programmi, degli obiettivi, delle ambizioni, di avviare un confronto fra gli attori locali e nazionali, di mettere insieme una griglia di impegni, aspettative, obiettivi, da monitorare nel tempo e su cui confrontare le risposte “romane” e quelle europee.

 

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