Terza corsia in A4, il via al maxi cantiere da San Stino entro dicembre
Il via libera del Cipess al piano di Autostrade Alto Adriatico sblocca gli investimenti e consente l’avvio dell’opera in A4. San Donà-Portogruaro è il tratto più grande, pronto nel 2031

La svolta è arrivata da Palazzo Chigi. Il via libera, reso noto due giorni fa, del Cipess al Piano economico finanziario di Autostrade Alto Adriatico chiude il lungo iter autorizzativo e consente di passare dalle carte ai cantieri.
La notizia più attesa riguarda il tratto veneto della A4 Venezia-Trieste, 25 chilometri tra San Donà di Piave e Portogruaro ancora privi della terza corsia. La prima pietra, ne sono convinti in società, sarà posata entro la fine di quest’anno, a partire dal casello di San Stino di Livenza. E la chiusura lavori, come da cronoprogramma, rimane fissata nel 2031.
L’iter
Il Piano economico finanziario vale complessivamente 1 miliardo e 895 milioni e rappresenta il più importante mai predisposto dalla società oggi controllata dalle Regioni Friuli Venezia Giulia (92,5%) e Veneto (7,5%). Si tratta anche del primo Pef approvato dopo il nuovo modello gestionale che ha visto il subentro di Autostrade Alto Adriatico ad Autovie Venete, con contestuale rinnovo trentennale della concessione su una rete che comprende, oltre alla A4, la A28 Portogruaro-Conegliano, la A23 Udine Sud-Palmanova, la A34 Villesse-Gorizia e la A57 (Tangenziale di Mestre fino al Terraglio).

L’iter è stato lungo. La concessionaria aveva approvato l’aggiornamento del Piano nell’estate del 2024; a dicembre 2025 era arrivato il parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasporti, seguito dal via libera del ministero delle Infrastrutture all’inizio di quest’anno. Mancava soltanto il pronunciamento del Cipess, l’atto decisivo. Ora restano solo la sottoscrizione dell’atto aggiuntivo e il decreto interministeriale, passaggi tecnici che non possono mettere in discussione il Pef.
I lavori in Veneto
Dalla prima pietra a Quarto d’Altino a fine 2010 (presidenti delle due Regioni Luca Zaia e Renzo Tondo) – con ottimistica previsione di una terza corsia fino a Villesse (95 chilometri) realizzata entro il 2015 – di chilometri ne sono stati sin qui realizzati 76 (ai 59 in A4 si aggiungono i 17 del raccordo della Villesse-Gorizia A34), compresi la costruzione di 22 ponti e viadotti, 27 cavalcavia (già predisposti per ospitare un’eventuale quarta corsia), 37 sottopassi, 126 scatolari idraulici, 154 aree di depurazione, 45 chilometri di barriere fonoassorbenti, 2 nuovi caselli (Villesse e Meolo).
Il tutto con costi pari a 1 miliardo, quasi interamente sostenuti con i ricavi di pedaggio. Il prossimo grande intervento interesserà dunque il tratto San Donà-Portogruaro, l’opera più impegnativa: un investimento di circa 870 milioni che comprende anche il nuovo svincolo e casello di San Stino.
Le altre opere
Il Piano non riguarda soltanto l’allargamento della carreggiata. Sono infatti previsti investimenti diffusi sull’intera rete gestita dalla concessionaria. In agenda ci sono l’ampliamento del casello di Portogruaro, il rifacimento di dieci cavalcavia tra San Donà e Portogruaro, l’allargamento del casello di Redipuglia e gli studi per la riqualificazione della barriera del Lisert con sistemi di esazione più moderni. Sono inoltre programmati 370 milioni di manutenzioni straordinarie per il rifacimento di ponti e cavalcavia, alcuni dei quali risalenti agli anni Sessanta e Settanta.
I tre cavalcavia
Tra le priorità anche il cavalcavia del nodo di Villesse, quello di Redipuglia e il manufatto sulla regionale Palmanova-Felettis, oggi soggetto a limitazioni dopo il danneggiamento provocato dall’urto di un mezzo pesante. Autostrade Alto Adriatico, consapevole dei disagi cui sono costretti in particolare pendolari, residenti e imprese, ha accolto le istanze del territorio e deciso di inserire il cavalcavia tra le opere prioritarie soggette a rifacimento.
Su tutte e tre le opere verrà avviata la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, propedeutico al progetto esecutivo e alla realizzazione dei lavori. Nel frattempo, continua anche la manutenzione dell’intera rete con oltre 20 milioni spesi in un solo anno, attività che consente di mantenere sicura l’autostrada.
I tempi
Il traguardo fissato dalla concessionaria è il completamento del tratto veneto entro il 2031. Successivamente toccherà agli ultimi 12 chilometri tra il nodo di Palmanova e Villesse, l’ultimo segmento ancora privo della terza corsia.
L’obiettivo dichiarato è arrivare al completamento dell’intera infrastruttura entro il 2035. E così l’opera collegherà senza interruzioni, come da progetto originario, Quarto d’Altino a Villesse con tre corsie per senso di marcia, completando uno dei principali assi del corridoio europeo tra il Nord Italia e l’Europa centro-orientale.
Pedaggi fermi
Il via libera al Piano rafforza inoltre l’impegno assunto dalla società di mantenere invariati i pedaggi almeno fino al 2029. Nonostante investimenti vicini ai 2 miliardi, Autostrade Alto Adriatico punta a confermare una delle tariffe chilometriche più basse tra le concessionarie italiane, rinunciando pure agli adeguamenti consentiti dall’inflazione.
Da Palmanova fanno per esempio sapere che la tariffa è di 7,8 centesimi al chilometro per i veicoli leggeri, a fronte dei 12 centesimi del Passante di Mestre di Cav e dei 17 della Pedemontana Veneta. Per gli automobilisti il messaggio societario è duplice: da una parte si apre la stagione dei grandi cantieri conclusivi della terza corsia, con inevitabili disagi, dall’altra gli investimenti continueranno a essere sostenuti senza ricorrere, ancora per un po’, ad aumenti tariffari.
Le finanze
Il bilancio d’esercizio 2025 di Autostrade Alto Adriatico si è chiuso con un utile netto di 38, 5 milioni, un dato che segna un forte incremento rispetto all’anno precedente, quando l’utile si era attestato a 22, 85 milioni, e che è stato costruito su un record storico di transiti (54 milioni).
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