«Entro fine anno al via il cantiere per la terza corsia della A4»: l’annuncio di Autostrade Alto Adriatico al Forum Infrastrutture
Il presidente Monaco all’evento organizzato a Padova dal gruppo Nem: «Sulla Venezia-Trieste si parte a San Stino». Campitelli, Ad di Cav: «E-roads e sistemi intelligenti per la sicurezza»

Il progetto esecutivo è già stato consegnato e i lavori dovrebbero prendere il via nell’ultimo trimestre del 2026. In anticipo rispetto alle previsioni. Oggetto del nuovo cantiere sulla A4 Venezia-Trieste sarà il casello di San Stino di Livenza, seguito a ruota da una serie di altri interventi sulla rete autostradale.
Soprattutto lato veneto. Ad annunciare la partenza ormai imminente dei lavori è stato mercoledì il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, nel corso del Forum infrastrutture organizzato dal gruppo Nem a Padova e in particolare del panel moderato dal giornalista Giorgio Barbieri, che ha visto confrontarsi su concessioni e investimenti i big del sistema autostradale a Nordest.
«Negli ultimi anni abbiamo realizzato circa un miliardo di euro di investimenti per potenziare la rete, in particolare lungo la Venezia-Trieste, realizzando di fatto una nuova infrastruttura autostradale», ha evidenziato Monaco, «si parla spesso di terza corsia, ma mi piace ricordare che non si è trattato semplicemente di aggiungere una corsia, abbiamo di fatto ricostruito l’autostrada».
Una maxi operazione che fin qui ha visto riqualificare 76 chilometri, comprensivi della trasformazione del raccordo Villesse – Gorizia in autostrada (A34), e che ora si avvia a fare un nuovo passo avanti con i 25 chilometri del tratto Portogruaro – San Donà di Piave.
«Abbiamo un ulteriore miliardo di euro di investimenti già contrattualizzati», ha annunciato Monaco, «che realizzeremo entro il 2031 per completare il tratto veneto. Confidiamo che già questo mese il Cipess (comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) approvi definitivamente l’aggiornamento del nostro piano economico finanziario».
Documento che oltre al prosieguo dei lavori per la terza corsia prevede anche le nuove aree di sosta per i mezzi pesanti, a Fratta Nord e Sud (161 stalli in tutto), l’ampliamento a sette porte del casello di Redipuglia, il cui cantiere inizierà a settembre una volta terminati esodo e controesodo estivo, il potenziamento con tre nuove piste della barriera di Portogruaro.
«Siamo consapevoli», ha dichiarato ancora Monaco, «che l’infrastruttura gestita da Autostrade Alto Adriatico riveste un ruolo strategico non soltanto per il Friuli Venezia Giulia e per il Veneto, ma per l’intero corridoio nazionale ed europeo di riferimento». A dimostrarlo i dati relativi al traffico, che nel 2025 ha toccato il suo record con oltre 54 milioni di transiti, in ulteriore crescita dell’1% nei primi mesi di quest’anno.
Pedaggi invariati
La concessionaria autostradale, partecipata dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, non finanzierà le opere in programma con l’aumento dei pedaggi, che anzi «sono inalterati dal 2018 e lo resteranno almeno fino al 2029» ha assicurato il presidente Monaco ricordando che in generale a oggi sono inferiori rispetto alle altre concessionarie che hanno recentemente realizzato nuove infrastrutture.
«Una scelta doverosa nei confronti dei pendolari, dei lavoratori e delle imprese», ha aggiunto a fronte di una situazione geopolitica che rischia di limitare anche negli anni futuri il potere di spesa delle famiglie. Per questo mi sento di ringraziare i presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e Veneto, Alberto Stefani, per il continuo sostegno».
Niente rincari dunque per i prossimi sei anni sulla A4 Venezia-Trieste, poi si vedrà considerato che entro la fine della concessione, che scade nel 2053, Autostrade Alto Adriatico prevede un ulteriore miliardo di investimenti, per completare la terza corsia nel tratto Palmanova-Villesse, il Lisert e il casello di Alvisopoli.
Innovazione
Gli interventi ai blocchi di partenza sono pensati nel segno dell’innovazione. Il cantiere della terza corsia nel tratto Portogruaro – San Stino di Livenza sarà osservato da tre droni, disposti in quattro postazioni dislocate lungo il tracciato, che pattuglieranno l’area e saranno a supporto dell’intera macchina operativa concessionaria in caso di incidenti e code.
Sempre in chiave di innovazione tecnologica al servizio della sicurezza stradale, nel tratto di prossima costruzione della terza corsia è in fase avanzata di progettazione l’uscita obbligatoria automatica di San Donà di Piave in direzione Trieste che, al pari di quella sperimentata con successo a Portogruaro (caso unico in Italia), consentirà di ridurre di due terzi i tempi di chiusura e riapertura del tratto autostradale in caso di sinistri e cantieri notturni.
L’innovazione non si ferma a Quarto d’Altino, ma prosegue lungo il passante di Mestre, dove la competenza passa a Cav, società nata nel 2009, partecipata a metà da Autostrade dello Stato e Regione Veneto, cui fanno capo anche la Venezia – Padova e il raccordo con l’aeroporto Marco Polo.

«Cav è una società giovane, ma con l’innovazione nel Dna, credo sia stata la prima struttura pubblica, se non andiamo indietro fino agli anni Settanta, a utilizzare la finanza di progetto per realizzare il passante» ha esordito ieri Maria Rosaria Anna Campitelli, che di Cav è l’amministratore delegato e che ha ricordato la rivoluzione che l’opera ha portato con sé, cancellando (ma non dalla memoria) le lunghe code che si formavano tra la A57 e la A4.
«Oggi il Passante è un interporto viaggiante con circa il 60% del traffico che è di attraversamento e il 30% di questo che è fatto di mezzi pesanti». Numeri che ne dimostrano la centralità: «È un punto nevralgico di passaggi con un livello di sicurezza molto elevato» ha aggiunto Campitelli evidenziando anche le innovazioni tecnologiche. A partire dalle E-roads, un passo significativo verso la trasformazione dell'infrastruttura autostradale in un ambiente connesso, sicuro e sostenibile.
«Abbiamo sviluppato una piattaforma tecnologica estesa a tutta la rete: attraverso antenne e sensori collegati all'autostrada potenzialmente in grado di inviare e ricevere dati in modo continuo. Abbiamo fatto delle sperimentazioni, ma oggi i sistemi di connessione , insieme agli aspetti normativi, non ci consentono ancora questo di utilizzare questo tipo di comunicazione diretta con l’utente» ha spiegato l’Ad di Cav rammaricandosi del fatto che il sistema non possa ancora essere utilizzato perché così «l’utente continua a vedere soltanto messaggi sui pannelli, come trent’anni fa».
Concessioni
E a proposito di futuro, nell’orizzonte di Cav potrebbe entrare anche una nuova concessione, quella della A4 Brescia-Padova che, in scadenza il 31 dicembre 2026, dovrebbe andare in affidamento diretto a una società pubblica. Sollecitata in proposito, Campitelli ha chiarito: «Siamo a disposizione degli azionisti, saranno loro a decidere». «Noi», ha concluso, «abbiamo anzitutto un obiettivo: fare in modo che i nostri 74 chilometri siano perfetti».
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