L’asse dei tre presidenti: «Treni, porti e strade per rilanciare il Nordest»

Nasce un inedito asse interregionale, come sigillo del forum dedicato alle infrastrutture ideato e organizzato da Nord Est Multimedia. Così Stefani, Fedriga e De Pascale progettano un futuro interconnesso

Laura Berlinghieri

Il patto tra i governatori delle tre regioni del Nord Est italiano. Una stretta di mano per provare a spingersi oltre le divisioni manichee a cui obbliga l’iscrizione ai partiti. E sancire un principio semplice: le buone idee non hanno né confini geografici, né di appartenenza politica.
Vuole essere questa la base dell’inedito asse interregionale che si è saldato mercoledì 8 luglio al centro congressi di Padova, sigillo del forum dedicato alle infrastrutture ideato e organizzato da Nord Est Multimedia, la società che edita questo giornale.

Un’alleanza inconsueta, la cui stessa singolarità rivela il primo elemento emerso ieri: il superamento delle barriere politiche, appunto, in un tempo – e forse non è un caso – in cui il civismo è riconosciuto come un valore e in cui si continua a discutere del superamento delle ideologie.

Per dirla con le parole del presidente dem dell’Emilia Romagna Michele De Pascale: «Le merci non hanno una targa: né territoriale né di partito». Lo ha detto dal palco, a suo agio tra i due colleghi leghisti, il veneto Alberto Stefani e il friulgiuliano Massimiliano Fedriga.

Fedriga: "Porto, aeroporto e terza corsia A4 sono le priorità del Friuli Venezia Giulia"

Concordi, prima di tutto, nel ribadire la necessità di un’alleanza del Nord Est, per presentarsi più grandi, più specializzati e più compatti nel grande palcoscenico dell’economia europea; e allineati anche su quelli che devono essere gli assi del futuro: il potenziamento ferroviario e la messa in sicurezza autostradale, con le specifiche declinazioni territoriali.

Una magna carta delle infrastrutture: porti, aeroporti, ferrovie e autostrade. Un futuro dalla vocazione intermodale, nel quale il veneto Stefani, ieri, è riuscito a inserire la promessa del «biglietto unico per il trasporto».

Stefani sul trasporto pubblico: "Biglietto unico Veneto entro un anno"

Tempi? «Un anno e mezzo per l’infrastrutturazione», un po’ di più per far decollare il progetto. Ma questi sono i trasporti che si muovono in equilibrio sul sociale. Prima, però, c’è il resto: c’è il ferro e c’è l’asfalto.
Il sistema dei tre porti
Con una prima richiesta, avanzata ieri ai tre presidenti dal direttore dei quotidiani Nem, Paolo Possamai: indicare le opere fondamentali, per ciascun territorio, da porre in cima all’elenco delle priorità.

Con l’iniziativa, presentata da De Pascale, di «un tavolo permanente tra le tre autorità portuali di Ravenna, Venezia e Trieste, per condividere le strategie e specializzare sempre di più i nostri scali».

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Con l’obiettivo, che non è puro avvenirismo, di renderli protagonisti di un nuovo equilibrio europeo. Capovolgendo l’asset attuale, che porta nel cuore dell’Europa industriale merci per il 70% provenienti dal Nord del continente e soltanto per il 30% dall’area mediterranea. Perché, conferma Fedriga, «la grande competizione è con i porti del Nord Europa».

E le proporzioni sono destinate a essere stravolte, non appena sarà ampliato il porto di Genova, completati quelli di Trieste e Ravenna e potenziata l’autostrada del Brennero. «Venezia, Ravenna e Trieste devono essere banchine dello stesso porto», dice De Pascale.

L’Alta Velocità

Ma un’Italia che guarda al futuro è un’Italia che corre. Ed è un’Italia in parte lontana da quella di oggi, rallentata da un’Alta velocità che non corre ancora sui binari. Vale per la Padova-Bologna, eterna assente. «Un errore da sanare», conferma il presidente dell’Emilia Romagna.
Vale per la Tav lungo la Milano-Venezia.

«Un progetto irrinunciabile», ha confermato ieri Stefani, ribadendo la necessità di fare presto. «Si tratta di una priorità strategica per il nostro territorio. E la aspettiamo da anni».


E vale per la tratta tra Venezia e Trieste. «Fondamentale», ha detto Fedriga, convalidando l’interesse di questa fetta di Paese per l’Alta Velocità. «La progettazione c’è da tempo. Capisco una certa ritrosia da parte del territorio, ma serve compattezza, altrimenti rischiamo di indebolire una via fondamentale per l’Europa».

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