Tav in ritardo di un anno, verifiche Unesco su Vicenza: spunta una quarta soluzione

Lo slittamento temporale sulla definizione del progetto della Tav Vicenza-Uscita Est arriva in seguito agli approfondimenti chiesti dal ministero della Cultura per salvaguardare la città patrimonio Unesco

Federico Murzio
Lavori sulla linea ad Alta Velocità a Vicenza
Lavori sulla linea ad Alta Velocità a Vicenza

Da sei mesi a un anno. E si parla di una stima prudenziale. È lo slittamento temporale sulla definizione del progetto della Tav Vicenza-Uscita Est in seguito agli approfondimenti chiesti dal ministero della Cultura per salvaguardare la città patrimonio Unesco. Le prescrizioni sono contenute in una lettera con cui il ministero risponde a una richiesta del Comune di Vicenza in merito all’impatto ambientale dell’opera.

Le indicazioni, in punta di diritto, non significano che non si possa procedere alla progettazione del resto del Terzo lotto (dai confini del Comune di Vicenza alle porte di Padova). Significano “solo” che i tempi per vedere scorrere i treni ad alta velocità sulla Brescia-Verona-Padova completata si allungano.

Intanto IricavDue, general contractor per la Tav, alle tre soluzioni progettuali Vicenza-Uscita Est starebbe lavorando a una quarta soluzione per ridurre costi e impatto ambientale.

Ossia le ragioni del contendere che stanno ritardando le decisioni nella città del Palladio. In breve: una soluzione che preveda un tracciato in superficie con lo scambio dei binari (lo “scavalco del montone”) interrato.

La quarta via

IricavDue, fino a maggio, ha lavorato su tre soluzioni progettuali: un’uscita dalla città di Vicenza completamente a raso, con l’impattante opera dello “scavalco del montone” in superficie; una seconda soluzione parzialmente in galleria con scavalco interrato; una terza soluzione completamente in galleria con scavalco interrato. Presentate le soluzioni a Rete Ferroviaria Italiana (il committente), quest’ultima ha ufficializzato la sua preferenza, che per costi e tempi di realizzazione va alla soluzione completamente a raso.

La novità degli ultimi giorni è che IricavDue lavora a una quarta soluzione progettuale da proporre come extrema ratio: uscita in superficie con scavalco interrato.

Lo scavalco è il tema dei temi: un viadotto che consente, attraverso gli scambi ferroviari, di spostare la linea da sud a nord in modo da fare entrare i treni nella stazione di Padova nel verso giusto.

Il ministero

Naturalmente anche questa “quarta via”, al pari delle altre tre, dovrà essere oggetto degli approfondimenti chiesti dal ministero della Cultura. Quest’ultimo, nello specifico la direzione cui fanno riferimento i siti Unesco, è stato coinvolto dall’amministrazione vicentina nei giorni immediatamente successivi l’ufficializzazione da parte di Rfi di preferire la soluzione completamente a raso.

Ad aprile, rimasta lettera morta, il Comune scrisse direttamente a Rfi, IricavDue e Commissario straordinario per la Brescia-Verona-Padova, sollecitando una attenzione per l’impatto ambientale. Ma una risposta da Roma è arrivata solo dopo avere scritto al ministero della Cultura.

«Questo ufficio» si legge nella risposta al Comune di Vicenza «ritiene che la valutazione delle alternative progettuali non possa prescindere dalla predisposizione di uno specifico Heritage Impact Assessment, da svilupparsi anteriormente alla definizione della soluzione progettuale da perseguire e secondo gli standard metodologici internazionalmente riconosciuti per i beni del Patrimonio mondiale».

Cosa sia l’Hia è presto detto: è uno studio (a carico dei progettisti, Ndr) che serve a comprendere se un’opera possa danneggiare o cambiare un luogo riconosciuto patrimonio Unesco.

Le decisioni

A Vicenza molto quindi si muove ma tutto, nei processi decisionali, rimane fermo. Tra maggioranza di centrosinistra e minoranza di centrodestra il rimpallo di accuse è quasi il substrato politico quotidiano.

Il centrodestra accusa il centrosinistra di essere attendista per calcoli di consenso; il centrosinistra dice che non si può decidere senza sapere quanto il governo metterà di budget. La controreplica è che i soldi si mettono su un progetto e non a prescindere. Intanto i cantieri stazionano alle porte del centro storico.

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