Porti, l’Alto Adriatico: «Più fondi Ue per le reti»
Hub multipolare tra gli scali di Trieste, Capodistria, Fiume, Venezia e Ravenna. Il presidente Consalvo: «Oltre la metà dei nostri container parte già su treno. Abbiamo raggiunto gli obiettivi che l’Europa si è data per il 2030 e il 2050»

In un mondo sempre più condizionato da rotte energetiche instabili e catene di approvvigionamento politicamente esposte, i porti della North Adriatic Ports Association (Napa) si pongono come un’àncora di sicurezza per l’Europa del futuro. Gli scali di Trieste, Venezia, Capodistria (Slovenia) e Fiume (Croazia) e Ravenna, che formano un sistema portuale multipolare e multifunzionale, chiedono a Bruxelles maggiore attenzione e investimenti. I porti dell’Alto Adriatico sono infatti una porta d’accesso per l’Unione europea, in grado di collegare il continente ai mercati d’oltremare per il trasporto merci, presidiarne la sicurezza e promuovere l’innovazione. E un più forte gateway dell’Europa meridionale, accanto al Northern Range, contribuirebbe a favorire un’economia europea più policentrica, affidabile, sostenibile e strategicamente autonoma.
Il rapporto “La nuova centralità dell’Adriatico e di Napa ai tempi della frammentazione”, realizzato in collaborazione con Ispi, mette in evidenza come i cinque porti di medie dimensioni dovrebbero essere considerati con una visione d’insieme. Lo studio arriva in un momento cruciale, in concomitanza con i negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue. E proprio in questa occasione Bruxelles dovrebbe valutare l’assegnazione di finanziamenti adeguati alla regione nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
«Il porto di Trieste dimostra cosa possono fare insieme ferrovia e mare per l’Europa», ha dichiarato Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, «oltre la metà dei nostri container parte già su treno, più di qualsiasi grande porto del Nord Europa. Abbiamo quindi già raggiunto gli obiettivi che l’Europa si è data per il 2030 e il 2050 sul passaggio delle merci da strada a ferro. Lo studio Ispi dimostra quanto sia importante il lavoro che Napa sta portando avanti per parlare a Bruxelles con una voce comune sui temi che contano davvero per l’Europa: infrastrutture, energia e tenuta delle catene di approvvigionamento. Il prossimo bilancio europeo deve dare priorità agli investimenti sulle reti ferroviarie e la loro interoperabilità tra gli Stati Ue e agli investimenti di ultimo miglio per la connessione dei porti dell’Alto Adriatico».
In base al rapporto Napa-Ispi, Bruxelles dovrebbe prendere in considerazione alcune priorità d’azione, nei settori strategico, trasporti, energia, mobilità militare e digitale. E il valore strategico di un gateway non nordeuropeo dovrebbe essere esplicitamente preso in considerazione nei dibattiti politici dell’Ue, aprendo al coinvolgimento di Napa nelle sedi di discussione. Andrebbe poi definito un approccio basato sui corridoi nell’ambito del quadro Ten-T, volto a massimizzare i benefici a livello di sistema, con particolare attenzione ai progetti ad alto impatto e allineati agli obiettivi climatici, tra collegamenti ferroviari e di ultimo miglio.
I tre poli logistici (Croazia, Italia e Slovenia) sono situati all’intersezione tra le rotte commerciali eurasiatiche e transmediterranee, compresi i Paesi interessati all’adesione all’Ue. Sullo sfondo rimangono le perturbazioni nello Stretto di Hormuz e l’obiettivo dell’Ue di eliminare completamente le importazioni di gas russo entro la fine del 2027. Secondo il rapporto, Bruxelles dovrebbe accelerare lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche nella regione del Nord Adriatico, comprendendo impianti portuali e offshore. «Dobbiamo cogliere le opportunità per intercettare e far crescere le filiere energetiche, fondamentali per accompagnare la decarbonizzazione dell’industria», aggiunge il presidente Gasparato, «ma anche per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, anche di terre rare, e ridurre le dipendenze strategiche del nostro Paese e del continente. La sfida dei prossimi anni non sarà competere tra porti, ma costruire insieme, anche attraverso Napa, un sistema logistico, energetico e industriale capace di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione Europea. E il sistema portuale veneto è pronto a fare la sua parte».
Infine l’Ue dovrebbe sostenere l’espansione delle infrastrutture di connettività digitale e dei relativi sistemi di cybersicurezza nei bacini del Mediterraneo e dell’Adriatico. Progetti di cavi sottomarini come BlueMed e GreenMed possono svolgere un ruolo chiave nel consentire l’introduzione di soluzioni digitali di nuova generazione nelle operazioni portuali di Napa e nel rafforzare l’integrazione terrestre-marittima.
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