Porti turistici, in Fvg avanzano i grandi fondi

D-Marin sale a nove marina in Italia con l’acquisizione dello scalo di Muggia. La regione conta 16.000 posti barca e guida la classifica nazionale per densità. I gruppi internazionali puntano sui clienti di Austria, Slovenia e Balcani

Zeno Saracino

Presentarsi come un insieme coeso per intercettare i flussi della nautica da diporto, tramite aggregazioni e operazioni di fusione. È il trend che vede proprio il Friuli Venezia Giulia, con Porto San Rocco e Punta Faro, quale esempio paradigmatico. Nel caso muggesano il marina è stato acquisito il 13 ottobre 2026 da D-Marin, colosso turco con sede ad Atene e controllato, a propria volta, dal fondo francese InfraVia Capital Partners.

Il gruppo, nell’arco di soli tre anni, ha acquisito nove marina, giungendo pertanto ad avere in Italia il maggior numero di porti turistici. Nel caso di Porto San Rocco la disponibilità è di 546 posti barca, per yacht dagli 8 ai 60 metri. Dimensioni molto diverse, ma con una posizione meno vantaggiosa per i flussi transfrontalieri invece per l’altro marina del gruppo: Punta Faro annovera infatti 1.200 posti in una Lignano però già molto affollata di natanti.

Il mercato della nautica da diporto costituisce da tempo una delle principali direttrici di sviluppo per il Friuli Venezia Giulia che, nell’ambito della Blue Economy, è la terza Regione in Italia per incidenza del valore aggiunto sul totale, più che doppia rispetto alla media nazionale. Dato che va di pari passo con gli occupati, pari al 5,5% del totale regionale, a fronte di una media del 4,3%. Nell’ambito dei porti turistici, rivolti a intercettare la nautica da diporto e le varianti degli yacht, con le connesse necessità turistiche e di refitting, occorre evidenziare che il Friuli Venezia Giulia offre in media 170 posti barca per chilometro di litorale, il valore in assoluto più alto dell'intera penisola, corrispondenti a 15.976 posti barca, il 9,8% del totale italiano.

In questo contesto, accanto alla consapevolezza che ogni euro investito nella filiera della movimentazione di merci e passeggeri via mare generi un ritorno del 2,6%, l’interesse verso la nautica da diporto deriva dalla presenza di una filiera cantieristica, concentrata a Monfalcone, molto attiva, con la produzione di super yacht del calibro di Red Bull e Montecarlo Yacht. Inoltre l’Adriatico ha accesso a tre mercati, rispettivamente l’Austria, la Slovenia e i Balcani Occidentali, con una clientela mediamente ricca. Infine, sotto il profilo geografico, le acque costiere sono tutte piuttosto tranquille e le infrastrutture, per quanto ancora con qualche difficoltà a confronto coi cugini sloveni e croati, abbastanza accessoriate.

Da qui l’impulso a proporre Distretti Eco-Nautici e forme di aggregazione tanto a livello finanziario, nel privato, quanto come proposta di rilancio turistico, nel pubblico.

Scendendo a livello di singoli scali, la vecchia Marina San Giusto offre 214 posti barca, con possibilità di ormeggio per imbarcazioni fino a 100 metri; la gestione è di San Giusto Sea Center.

Sempre a Trieste il punto interrogativo, connesso all’eventuale recupero di Costim, rimane il Porto Vecchio dove la Barcolana costituisce, ogni anno, un involontario test per un ipotetico sviluppo diportistico. Portopiccolo, a Sistiana, dopo aver faticato nei primi anni, sta conoscendo una fase di crescita e offre 121 posti barca, compresi gli yacht fino a 32 metri. Se Tivoli, con Minor Hotels, dirige la frazione alberghiera, la proprietà immobiliare è della multinazionale americana Hig capital. Monfalcone, dal canto suo, ha un marina con 298 posti barca, per scafi fino a 40 metri.

C’è inoltre un piano di ampliamento con ulteriori 40 posti; senza trascurare Marina Lepanto, sempre in terra bisiaca, con 220 posti distribuiti su 6 pontili. Gli energy drink scorrono a fiumi nel Marina di Monfalcone, perchè la proprietà è della Red Bull che vi ha installato anche una propria Sailing Academy. In quest'ambito importante ricordare la vicina darsena di San Giorgio di Nogaro, con 300 posti barca, facente parte di Andretta Group, azienda italiana presente anche a Monaco e sull'isola di Cherso.

Proseguendo lungo la costa, Latisana, con Aprilia Marittima, rimane uno dei principali porti turistici nella Regione, con 2.500 posti barca spalmati su tre darsene; numeri che si riflettono nei visitatori turistici che hanno sfondato le 60.000 presenze nel 2025. Rimanendo sui grandi numeri ecco infine Lignano Sabbiadoro; il paradiso balneare della Regione annovera 4.420 posti barca dislocati tra sette darsene. In particolare Porto Vecchio di Lignano, gestito da Promoturismo Fvg, dispone di 430 posti barca per natanti fino a 16 metri; c'è poi Punta Verde, presso il Tagliamento, con 270 posti barca.

Tra Latisana e Lignano Sabbiadoro merita una menzione anche Aquileia che, con i suoi 280 posti barca di Marilea Srl, conserva la sua tradizione marinara. Nell’ambito infine delle destinazioni balneari, Grado, all'interno del resort Tenuta Primero, ha una propria Marina, gestita dal Club del Sole, con 271 posti barca. In quest’ultimo caso sono in corso lavori di dragaggio e ripristino funzionale del marina che sarà di nuovo operativo entro il 2027.

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