L’assessore Bini: «Nautica e turismo costiero anima dell’economia del mare, il Fvg investe sul settore»

L’esponente della giunta Fedriga alle Attività produttive: «In arrivo a novembre 3,5 milioni per marina, refitting delle barche e sostegno ai piccoli cantieri». Il 14 ottobre l’evento Nem a Trieste

Laura Blasich
Sergio Emidio Bini, assessore del Fvg ad Attivitàproduttive e Turismo
Sergio Emidio Bini, assessore del Fvg ad Attivitàproduttive e Turismo

Nautica e turismo costiero sono due asset importanti per il Friuli Venezia Giulia, capaci di alimentarsi a vicenda e in costante crescita in questi ultimi anni.

Il Fvg ha il primato italiano per densità infrastrutturale, con 170 posti barca per chilometro di litorale (15.976 posti barca totali su 94 chilometri di costa), a fronte di una media nazionale di 21,2 e del Nord Italia di 70,9. Grado e Lignano Sabbiadoro nel 2025 hanno totalizzato oltre 5,5 milioni di presenze, la metà dell’intero Fvg.

La Regione è intervenuta non solo con il sostegno finanziario, ma attraverso la semplificazione delle norme in materia di commercio e turismo e con una legge organica sulla nautica da diporto, come ricorda l’assessore alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Assessore, a circa due anni dall’approvazione della legge regionale organica sulla nautica quali sono stati gli effetti dei primi bandi dedicati alla filiera e quali quelli attesi da quelli in uscita?

«Nel 2025 abbiamo avviato i primi bandi dedicati a imprese e proprietari di imbarcazioni e la risposta è stata positiva: sono stati finanziati 23 progetti per porti turistici, darsene e ormeggi, con 1,8 milioni di euro, e sono state ammesse a contributo 231 istanze per il bonus refitting e demolizione, per un controvalore di circa 750.000 euro. Per il 2026 le risorse già stanziate superano i 3,5 milioni di euro e contiamo di aprire entro novembre i canali dedicati allo sviluppo competitivo delle Pmi della cantieristica navale e della nautica da diporto (500.000 euro), all’innovazione di porti, marine e darsene (900.000 euro), e al bonus refitting e demolizione delle unità con più di vent’anni (1,5 milioni)».

Lo stato di salute delle imprese è sempre buono anche in un anno così complesso come il 2026?

«Sono eloquenti i dati resi noti di recente dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. L’economia del mare in regione conta 4.383 imprese registrate, il 6,6% in più dell’anno precedente, e 30.946 occupati. Vale 2,9 miliardi di euro, il 7,3% del Pil, un dato che ci colloca al terzo posto in Italia dopo Liguria e Sardegna».

Il Fvg ha il primato italiano per densità infrastrutturale. C’è ancora spazio per una crescita dei marine o l’obiettivo è la riqualificazione del tessuto esistente?

«La priorità è l’innalzamento della qualità dei servizi e dell’accoglienza, per rendere la nostra offerta sempre più competitiva. Con 25 marine, che danno lavoro a circa 2.000 persone tra diretti, indiretti e indotto, il Friuli Venezia Giulia vanta un numero di posti barca di gran lunga superiore alla media italiana. Mentre con i bandi dedicati investiamo nello sviluppo delle darsene, con il Masterplan in costruzione tracceremo i singoli approdi, per capire dove intervenire in maniera mirata. C’è indubbiamente uno spazio di crescita importante per il settore nei servizi e nella cantieristica. Per fondali, posizione geografica e know how, le imprese della nostra Regione hanno l’opportunità di distinguersi in uno degli ambiti a maggior valore aggiunto: quello della costruzione e refitting di grandi yacht. Il nostro territorio ha già dato dei primi segnali importanti in questa direzione: da Trieste Shipyards, promossa dal Gruppo Samer & Co. Shipping, al progetto Maritime Ventures, dedicato alla creazione di start-up nelle filiere nautica e logistico-portuale».

L’altra partita resta quella del turismo costiero, con i due poli d’eccellenza di Grado e Lignano Sabbiadoro. Com’è stata la stagione 2026?

«Il bilancio è molto positivo in tutta la regione. Secondo le analisi dell’Ufficio di statistica del ministero del Turismo relativo al trimestre giugno-agosto, il Fvg è stata la terza regione in Italia per occupazione delle camere. Questi risultati non sono episodici. Il 2025 si era già chiuso con il record di oltre 11 milioni di presenze, in crescita del 6,5% sul 2024 e di oltre il 21% sul 2019, l’ultimo anno ante pandemia. Quasi sei presenze su dieci sono straniere. Austria e Germania restano i nostri mercati di riferimento e la vicinanza geografica è un vantaggio che continuiamo a valorizzare, anche con apposite campagne promozionali. Gli austriaci in particolare sono in costante crescita: tra il 2019 e il 2025 le loro presenze sono aumentate del 18,6%. Ciclovie e cammini attirano molto questo pubblico, mentre grazie ai nuovi collegamenti del Trieste Airport registriamo un aumento dei flussi dal Nord Europa e dagli Stati Uniti. Da segnalare anche la crescita dei flussi dall’Est Europa, particolarmente evidente nelle località di mare».

Lei ha annunciato di voler portare il tema delle comunità marine in Conferenza delle Regioni. Con quale obiettivo?

«L’impegno che ho preso, in occasione del Destination Summit G20 Spiagge che si è svolto a Lignano Sabbiadoro dal 23 al 25 settembre, è portare il tema nella Commissione turismo della Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di arrivare a una mozione condivisa per sostenere l’approvazione della legge sulle comunità marine prima della fine della legislatura. Il riconoscimento nazionale della specificità dei Comuni costieri fornirà strumenti per garantire servizi adeguati nei periodi di maggiore afflusso, e la qualità dei servizi è parte della reputazione della destinazione».

In che modo le risorse finanziarie aggiuntive potrebbero aiutare i piccoli Comuni costieri a gestire i picchi stagionali di servizi e sicurezza?

«Non si può pensare di gestire con gli organici e gli strumenti di un piccolo Comune una stagione che trasforma queste località in comunità di centinaia di migliaia di abitanti. Riconoscere lo status di comunità marina significa commisurare risorse e strumenti alla popolazione effettivamente presente, non soltanto a quella residente. Nelle proprie competenze, il Fvg si è già mosso. Con il Codice regionale del commercio e del turismo, approvato all’unanimità, abbiamo riunito in un unico testo 14 leggi e ridotto gli articoli da 567 a 147, con un’azione di semplificazione senza precedenti. Tra le novità più rilevanti per le comunità marine, è stata lasciata maggior libertà ai Comuni nella gestione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno: la quota destinata a investimenti è stata infatti portata al 50% del totale».

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