Enav, +10% di traffico aereo al Marco Polo di Venezia

Nei primi 9 mesi del 2026 gestiti dalla torre di controllo 73.603 velivoli. Il picco nell’estate, con movimenti in crescita del 17% a settembre

Arianna Salvatori

Da gennaio a settembre, l’Aeroporto Marco Polo di Venezia ha registrato 73.603 velivoli in movimento. Il 9,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma dietro a quel numero, c’è una regia che opera 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in un flusso continuo e perfettamente coordinato.

Il lavoro di gestione del traffico avviene dentro la Torre di controllo di Enav, società quotata che gestisce tutte le 45 torri di controllo italiane. «Questa però è una delle più panoramiche», racconta Mariano Longo, responsabile della torre veneziana. Ed effettivamente dalla sala di controllo, posta a più di 50 metri dal livello del mare, lo sguardo si allarga a tutta la parte nord della laguna.

In tutto, Enav impiega 57 persone al Marco Polo considerando anche il personale tecnico dedicato alla manutenzione dei sistemi. Di questi, 30 sono controllori del traffico aereo, sette sono invece gli operatori di meteo, che elaborano e diffondono i bollettini di osservazione meteorologica indispensabili per le operazioni di volo, che a Venezia a volte sono rese più complesse dalla presenza di nebbia.

Il lavoro dei controllori comincia prima ancora che l’aereo inizi a muoversi: la persona che ha funzione di Clearance Delivery fornisce all’equipaggio dell’aereo le informazioni e le autorizzazioni iniziali necessarie alla partenza. Durante la fase di movimentazione a terra, poi, passa la palla a chi ha la funzione di Ground.

Questo controlla la fase di rullaggio: deve quindi gestire contemporaneamente gli aeromobili che stanno lasciando il parcheggio, quelli che stanno raggiungendo la pista e quelli che, dopo essere atterrati, stanno percorrendo il tragitto inverso. Il terzo step, viene infine gestito dal Tower, o Runway: il controllore incaricato di verifica che la pista sia libera e che siano garantite tutte le condizioni necessarie affinché il decollo possa avvenire in sicurezza.

Pochi secondi dopo il decollo, il velivolo passa sotto la gestione del controllo di avvicinamento o del Centro di Controllo d’Area, l’Acc, a seconda di come è organizzato quello specifico spazio aereo. E così finisce la staffetta che ha in carico Enav.

Si tratta di un lavoro che richiede un altissimo grado di concentrazione e coordinazione, motivo per il quale i controllori ogni 2 ore devono fare una pausa. Inoltre, la formazione è un elemento centrale. Nel solo 2025 sono state effettuate circa 7.000 ore di addestramento del personale operativo.

Il team Enav veneziano ad agosto e settembre è riuscito a gestire picchi di traffico mai registrati prima: 9.284 movimenti ad agosto, in crescita del 10,4%, e 9.920 movimenti a settembre, in aumento del 17%. «Noi siamo dimensionati in modo da poter affrontare questa sfida, vinta nell’estate che è appena trascorsa», spiega Longo. «Questa stagione è stata molto importante, il 4 maggio abbiamo anche segnato il record assoluto giornaliero: 400 movimenti in 24 ore».

La capacità operativa dell’aeroporto di Venezia, gestito dal gruppo Save, che dispone di due piste lunghe circa 3.000 metri, è di 32 movimenti l’ora: più di un volo ogni due minuti. C’è ancora molto spazio di crescita, dunque, per un aeroporto che rappresenta uno dei principali gate intercontinentali italiani e collega l’Italia a destinazioni come Washington, New York, Atlanta, Philadelphia, Toronto, Dubai, Pechino e Shanghai. «L’aumento del traffico segnala che le persone preferiscono sempre di più l’aereo come mezzo di trasporto, perché è il più rapido e comodo», sottolinea Longo. Non ha spaventato, dunque, il caro carburanti preannunciato in primavera. «Io credo, e mi auguro, che aumenterà sempre di più. Noi come Enav stiamo già ragionando sull’estate 2027, guardiamo sempre al futuro».

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