Un attacco a otto punte per l’espansione di Fincantieri nel mercato underwater
Con le quattro società acquisite a luglio il gruppo ha raddoppiato le attività operative sotto la superficie del mare: «Stiamo costruendo la prima piattaforma europea per governare il dominio subacqueo». Il 14 ottobre l’evento Nem a Trieste

Cavi per le telecomunicazioni, gasdotti e collegamenti elettrici: sui fondali si concentra una rete dalla quale dipendono imprese e servizi essenziali. Per Fincantieri, la sua protezione è diventata un nuovo terreno di espansione.
Il gruppo sta affiancando alla costruzione dei sottomarini droni, sensori e sistemi di comunicazione, con l’obiettivo di offrire anche ispezioni e manutenzione delle infrastrutture sommerse.
Per il Nordest, l’espansione nella subacquea si affianca al peso dei cantieri crocieristici di Monfalcone e Marghera.
Nel primo, dove il gruppo operano ogni giorno circa 6.500 persone, a luglio è iniziata la costruzione di Carnival Destiny, destinata a diventare la più grande nave mai realizzata dal gruppo.
A Marghera, in agosto, è stata varata Oceania Sonata. La strategia subacquea riguarda quindi un altro ramo di un gruppo che mantiene nel territorio la sede e due grandi stabilimenti produttivi.
Lavori in corso a La Spezia
Sul fronte dei sottomarini, il cantiere di riferimento è Muggiano, alla Spezia, dove il 30 settembre si è svolta la cerimonia di impostazione della sezione centrale del secondo dei quattro sottomarini U212 NFS destinati alla Marina Militare. Il passaggio arriva a sette mesi dall’impostazione del primo sottomarino. La consegna della seconda unità è prevista nel 2030, mentre il calendario del programma prevede un nuovo sottomarino ogni anno dal 2029 al 2032.
I nuovi battelli rappresentano l’evoluzione degli U212A, realizzati nell’ambito della collaborazione con la tedesca Thyssenkrupp Marine Systems. Fincantieri coordina il progetto e l’integrazione delle tecnologie, con un maggiore contributo delle aziende italiane. Tra le innovazioni figurano le batterie di propulsione agli ioni di litio e un nuovo sistema di combattimento. L’obiettivo dichiarato è aumentare autonomia, silenziosità ed efficienza, rafforzando anche la protezione informatica dei sistemi di bordo.
I mezzi senza equipaggio
Lo scorso mese di luglio il programma, gestito per conto della Marina dall’organizzazione internazionale per gli armamenti Occar, è stato ampliato con un accordo da circa 317 milioni di euro. L’intesa introduce sistemi di contromisura sviluppati da Wass, la società del gruppo specializzata nei sistemi di difesa subacquea, e rafforza il supporto logistico.
Consente inoltre di anticipare dal 2034 al 2032 la consegna della quarta unità. «La subacquea rappresenta oggi uno dei principali pilastri di crescita del gruppo», spiega l’amministratore delegato e direttore generale del gruppo Pierroberto Folgiero.
Le marine militari cercano anche mezzi senza equipaggio per missioni specifiche, dalla ricognizione alla sorveglianza, da coordinare con navi e altre piattaforme. Sul fronte civile, operatori energetici e gestori delle reti hanno bisogno di conoscere le condizioni dei fondali, verificare lo stato di cavi e condotte e individuare possibili anomalie. È un mercato nel quale molte tecnologie hanno un impiego duale: possono essere utilizzate sia per la difesa sia per attività civili.
Il poker di luglio
Per coprire integralmente la catena di valore, a luglio Fincantieri ha annunciato accordi per quattro acquisizioni: Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. L’esborso iniziale previsto è di circa 600 milioni di euro, finanziato con i 500 milioni raccolti nell’aumento di capitale di febbraio e altre risorse disponibili. Le operazioni proseguono il percorso avviato con Remazel nel 2024 e Wass nel 2025.
Il progetto del gruppo riunisce otto realtà, includendo le attività nei sottomarini e quella di ingegneria dei sistemi Ids, con circa 1.500 professionisti e sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti. Next Geosolutions, quotata su Euronext Growth Milan, effettua rilievi e indagini sui fondali e offre supporto ai lavori offshore.
WSense, nata dalla Sapienza di Roma, sviluppa reti di comunicazione subacquea che consentono a sensori e veicoli di scambiarsi informazioni. Graal Tech, nata dall’Università di Genova, progetta robot e droni subacquei; Defcomm realizza invece mezzi autonomi di superficie, utilizzabili per sorveglianza e attività di rilevamento.
Attraverso questa operazione, Fincantieri diventa il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, con otto realtà leader nelle loro rispettive attività in grado di orchestrare soluzioni “end to end” integrate lungo tutta la catena del valore in maniera sinergica. Una nave costruita da Vard, controllata norvegese del gruppo, potrebbe impiegare gli apparati di Remazel per calare e recuperare i droni di Graal Tech.
Le comunicazioni passerebbero dai sistemi di WSense, mentre Next Geosolutions utilizzerebbe i dati per svolgere i rilievi richiesti dal cliente. Il gruppo punta così a seguire il lavoro in mare, dalle indagini iniziali alle ispezioni e alla manutenzione, oltre a fornire navi e dispositivi.
Dai sensori all’Ai
«Stiamo costruendo la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo», spiega Folgiero. Fondatori e dirigenti delle società coinvolte sono chiamati a restare nel progetto, anche attraverso il reinvestimento di parte delle partecipazioni.
Un esempio è Deep, presentato nell’ottobre 2025 alla Spezia, presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina. La piattaforma combina sensori per l’allerta preventiva, un centro di comando, veicoli subacquei autonomi e strumenti di intelligenza artificiale per analizzare i dati.
È progettata per proteggere infrastrutture e aree portuali e per il monitoraggio ambientale. Far comunicare questi mezzi è una delle difficoltà da risolvere. Sott’acqua non si può contare sul Gps e sulla connettività disponibili in superficie: collegare strumenti, robot e centri di controllo richiede soluzioni dedicate.
Le reti wireless di WSense puntano a ridurre la necessità di cablaggi e a raccogliere dati in modo continuativo. «La nostra piattaforma IoUT è progettata per funzionare in contesti operativi complessi», ha spiegato l’amministratrice delegata Chiara Petrioli nel dicembre 2025, nel comunicato sull’accordo per le infrastrutture marittime.
Un mercato da 155 miliardi
Nel 2025 il segmento subacqueo di Fincantieri ha registrato 667 milioni di euro di ricavi, il 6,7% del totale del gruppo. Nel progetto annunciato a luglio, includendo le acquisizioni su base pro forma, il gruppo prevede per il 2026 un fatturato superiore a 1,1 miliardi, con circa 220 milioni di margine operativo lordo.
Il calcolo considera le società oggetto delle acquisizioni come parte del nuovo perimetro: su questa base, secondo il gruppo cantieristico, verrebbero raggiunti con quattro anni di anticipo gli obiettivi originari del piano industriale.
Le nuove previsioni indicano ricavi per 1,4 miliardi nel 2028 e 1,8 miliardi nel 2030. Il mercato di riferimento, secondo le stime del gruppo, vale complessivamente 155 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. Per Fincantieri, la crescita dipenderà anche dalla capacità di integrare le aziende coinvolte e trasformare le loro tecnologie in servizi vendibili a marine militari, operatori energetici e gestori delle reti.
I nuovi sottomarini di Muggiano procedono intanto verso le consegne. Per droni, sensori e comunicazioni subacquee, le acquisizioni sono il passaggio con cui il gruppo punta ad ampliare il proprio mercato.
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