La comunità energetica del Friuli Venezia Giulia: «Nascerà a settembre»
Franco Baritussio, presidente di Fvg Energia, racconta il progetto regionale della cosiddetta “Cer di area vasta”. «Porterà benefici ambientali, economici e sociali»

«La Regione Friuli Venezia Giulia si è posta l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2045. Vale a dire con cinque anni di anticipo rispetto al target fissato dall’Europa. Un traguardo ambizioso al quale Fvg Energia darà il proprio contributo, anche collaborando alla realizzazione di una Comunità energetica rinnovabile regionale».
Un progetto al quale la partecipata pubblica – braccio operativo della Regione per la transizione energetica, diretto da Piero Mauro Zanin – lavora da mesi e che ormai è arrivato a un passo dall’essere realtà, come spiega il presidente di Fvg Energia, Franco Baritussio: «A fine settembre si costituirà dal notaio la Fondazione di partecipazione della Cer di area vasta, soggetto giuridico che poi chiederà l’iscrizione al Gse a valle della quale diventerà operativa».
Baritussio, perché una Cer regionale?
«Le Cer sono identificate a livello europeo come strumenti che favoriscono la transizione energetica, le fonti rinnovabili, lo scambio sul posto. Hanno un impatto positivo sull’ambiente, riducendo l’uso di risorse fossili, vantaggi economici, sia per chi produce che per chi consuma, e non ultimo benefici sociali, poiché sono e fanno comunità, facendo convergere gli interessi pubblici e privati, senza contare che possono usare parte degli incentivi ricevuti sul territorio, ad esempio per combattere la povertà energetica. Il vantaggio dell’area vasta sta nella dimensione che consente di abbattere i costi di gestione e di esaltare al massimo le risorse a favore della comunità che non ultimo si sente rassicurata e incentivata ad entrare dal fatto che il promotore dell’iniziativa è la Regione».
Quali i prossimi passi?
«Entro settembre costituiremo la Fondazione di partecipazione, quindi chiederemo l’iscrizione al Gse. A quel punto saremo pronti a iscrivere la prima delle 57 configurazioni che sono possibili in Fvg grazie alla presenza di altrettante cabine primarie (51 gestite da Enel, 5 da AcegasApsAmga e una da Secab, ndr). L’obiettivo nel breve termine è avviare cinque configurazioni. Una, già decisa e progettata, interessa la città di Udine ed è pronta a essere iscritta non appena il Gse darà il via libera alla Cer. Altre quattro seguiranno, tre progettate dalla Regione, una da Fvg Energia».
Avete già individuato il territorio?
«Insieme ad Anci Fvg abbiamo raccolto, a valle di un sondaggio inviato a tutti i Comuni della Regione, la manifestazione d’interesse di 25 enti locali. Li incontreremo mercoledì per iniziare a verificare quali sono le loro potenzialità – impianti progettati o già in fase di realizzazione – dopodiché stileremo una lista di priorità considerando anche quali siano le cabina primarie con maggiore possibilità di allacciamento, variabile tutt’altro che secondaria, e a quel punto definiremo un paniere di proposte da sottoporre alla Regione entro la fine di giugno per decidere con quale configurazione procedere, progettarla e iscriverla entro dicembre. Le altre non andranno perse, ma verranno realizzate mano a mano».
Come funzionerà in pratica?
«All’interno della configurazione, che terrà insieme un territorio con comuni attigui, avremo una serie di soggetti aderenti, produttori e consumatori. L’energia in surplus andrà alla cabina primaria, dove, anziché essere immessa in rete, sarà restituita al territorio per il consumo, abbattendo i costi di dispaccio e garantendo un incentivo sia a chi produce che a chi consuma».
Ostacoli?
«Soprattutto infrastrutturali, come del resto abbiamo visto in occasione del blackout dell’anno scorso in Spagna. Servono adeguamenti della rete elettrica per metterla in condizione di accogliere la produzione rinnovabile di energia in costante aumento. In parallelo servirebbero delle stazioni di stoccaggio, capaci di incamerare l’energia prodotta e poi di reimmetterla con gradualità quando la comunità lo richiede. Soluzioni che sono costose e non semplici da realizzare oggi, ma che stanno rapidamente evolvendo grazie alla tecnologia. Sarà, questa, la partita da giocare nel futuro».
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