Pedemontana ristruttura 350 milioni di debito

La concessionaria sostituisce il prestito junior con una nuovo finanziamento. Condizioni più favorevoli grazie ai flussi garantiti dal contratto con la Regione Veneto che nel 2025 ha staccato un assegno di 165 milioni

Giorgio Barbieri

La Superstrada Pedemontana Veneta riorganizza la propria struttura finanziaria e chiude una delle operazioni più significative dalla conclusione dei lavori. La concessionaria dell’arteria di 162 chilometri che collega le autostrade A4 e A27, attraversando le province di Vicenza e Treviso, ha infatti rifinanziato il debito subordinato contratto durante la fase di realizzazione dell'infrastruttura con un’operazione da un massimo di 350 milioni di euro. Al closing, perfezionato nei giorni scorsi, sono stati erogati circa 310 milioni, mentre la nuova linea di finanziamento potrà essere utilizzata fino all’importo massimo previsto.

L’operazione è stata guidata da Ares Infrastructure Debt, con la partecipazione di Vantage Infrastructure, già creditore della concessionaria, che ha trasferito il proprio impegno sulla nuova linea di finanziamento. Il rifinanziamento riguarda il debito junior emesso nel 2017 per sostenere la costruzione dell’opera e consente l’uscita degli investitori che avevano finanziato la fase greenfield del progetto.

La Pedemontana Veneta rappresenta uno dei principali investimenti infrastrutturali realizzati negli ultimi anni in Italia. L’opera è gestita dalla concessionaria controllata dalla joint venture Sis, partecipata da Fininc della famiglia Dogliani e dal gruppo spagnolo Sacyr.

Il nuovo finanziamento sostituisce le obbligazioni subordinate collocate nove anni fa nell’ambito di una più ampia emissione di project bond da 1,5 miliardi di euro. L’operazione comprendeva infatti una tranche senior da 1,2 miliardi e una tranche subordinata da 350 milioni, destinata a finanziare la costruzione della superstrada. All’epoca si trattò del primo greenfield project bond europeo emesso senza rating e senza credit enhancement istituzionale.

Tra gli investitori che escono dall’operazione figura il fondo infrastrutturale europeo Marguerite, che nel 2017 aveva sottoscritto 40 milioni di euro della tranche subordinata, diventandone il secondo maggiore investitore. Lascia il progetto anche l’australiano Westbourne Capital, che ha confermato l’exit.

Per Marguerite si chiude così un investimento durato quasi un decennio. Michael Dedieu, Managing Partner e Co-Chief Executive Officer del fondo, ha sottolineato il ruolo svolto nell’operazione: «Siamo orgogliosi di aver avuto un ruolo chiave in uno dei maggiori finanziamenti per una delle autostrade più all’avanguardia in Europa, garantendo al contempo un’uscita forte e tempestiva per i nostri investitori».

Il rifinanziamento è stato possibile grazie al cambiamento del profilo di rischio dell’infrastruttura. Durante la fase di costruzione il debito subordinato era necessario per sostenere un progetto ancora da completare e caratterizzato da un livello di rischio più elevato. Oggi, con la Pedemontana in esercizio e con i flussi garantiti dal contratto di concessione con la Regione Veneto (nel 2025 il canone di disponibilità ammontava a 165 milioni), la concessionaria ha potuto sostituire quel finanziamento con una nuova linea a condizioni più favorevoli.

A conferma del miglioramento del profilo creditizio dell’opera, Fitch Ratings ha assegnato alle obbligazioni senior il rating BBB+ con outlook stabile. Dunque, con il rifinanziamento, si può chiudere una fase iniziata nel 2017, quando il progetto doveva ancora essere realizzato e richiedeva capitali disposti ad assumere un rischio finanziario particolarmente elevato.

 

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