Intermodalità e sviluppo: «Save investirà due miliardi»

L’ad Monica Scarpa indica la rotta e le strategie del polo aeroportuale al Forum infrastrutture di Nem: «Non bisogna farsi concorrenza tra infrastrutture dello stesso territorio, ora guardiamo a Catania e alle opportunità che si aprono in Europa»

Arianna Salvatori

 

Se parliamo del futuro delle infrastrutture italiane, la parola d’ordine per Monica Scarpa, amministratore delegato del gruppo Save, è «intermodalità».

«Continuiamo a discutere separatamente di autostrade, porti, aeroporti e ferrovie. Non funziona», ha affermato durante il Forum delle Infrastrutture che si è tenuto al Centro Congressi di Padova. «Abbiamo bisogno di una programmazione che coinvolga contemporaneamente tutte le infrastrutture. Occorre una vera pianificazione dell'intermodalità e del sistema logistico del futuro».

L’ad ha poi aggiunto che «non bisogna farsi concorrenza tra infrastrutture appartenenti allo stesso territorio». E ha sottolineato come la possibilità di mettere insieme gli aeroporti veneti abbia consentito di sfruttare importanti economie di scala e, soprattutto, di programmare gli investimenti evitando sovrapposizioni e favorendo invece una crescita armonica nel lungo periodo.

«È una scelta che nel tempo ha generato valore», ha commentato, spiegando come la vincita dei Best Airport Awards di due settimane fa, ne sia una conferma.

Per evidenziare l’importanza di affrontare il tema delle infrastrutture con un approccio trasversale, Scarpa ha portato l’esempio del traffico causato dai mezzi pesanti: «Il traffico pesante continua a girare su gomma perché necessita di essere imbarcato sugli aerei degli aeroporti europei. E questo avviene perché abbiamo problemi con i sistemi digitali che vengono utilizzati dalle dogane, quindi», spiega, «per risparmiare tempo la merce viene spedita dagli aeroporti d'Europa che hanno altri sistemi».

Scarpa (Save) al Forum infrastrutture di Nem: «L’intermodalità è uno snodo fondamentale»

La necessità di lavorare in maniera integrata deve coinvolgere, secondo la ad, anche il tema della sostenibilità. Save nel 2018 si è data come orizzonte temporale per raggiungere le emissioni zero il 2030. «Noi ci stiamo lavorando con tutti gli operatori del settore. Ma comunque lo facciamo tra di noi, senza una programmazione integrata». In questo ambito, è notizia di questi giorni il finanziamento da 80 milioni ricevuto dalla Banca europea per gli investimenti. Finanziamento che contribuirà ad aumentare ulteriormente gli investimenti del Gruppo.

Su questo campo gli ultimi anni sono stati particolarmente floridi per Save. «Negli ultimi quattro anni abbiamo fatto investimenti per un miliardo di euro nei nostri aeroporti», ha spiegato. «Prevediamo di investirne due miliardi nei prossimi dieci anni».

In totale, nei quattro aeroporti di Save, lavorano 40.000 persone tra dipendenti diretti, indiretti e dell’indotto e nel 2025 il Gruppo ha generato un Pil di 2 miliardi nel territorio. Anche per questo, secondo Scarpa, l’aeroporto non può non essere considerata un’infrastruttura strategica.

Queste 40.000 persone, tuttavia, ancora hanno difficoltà a raggiungere il luogo di lavoro. «Noi siamo ancora nella posizione di dover chiedere ai nostri dipendenti se sono automuniti», commenta. Per questo, il completamento del collegamento ferroviario al Marco Polo, altro tema toccato durante il Forum, è prioritario. «Quello sarà un ulteriore boost per l’intermodalità, se ne parlava già vent'anni fa, ma i tempi sono biblici per queste cose». Riferendosi poi al blocco dei lavori dovuto alla crisi finanziaria dell’azienda appaltatrice, ha aggiunto: «Ora ci sono stati dei problemi oggettivi, si spera di risolvere la situazione in fretta».

I prossimi anni, sostiene la ad, per Save saranno anni di crescita. «A febbraio abbiamo completato un’importante operazione societaria, per cui ora abbiamo delle spalle molto grosse che ci permettono di pensare a un futuro di grande espansione». L’interesse ora, in attesa che venga aperta la gara per l’assegnazione, è rivolto verso l’aeroporto di Catania. Ma lo sguardo, continua a essere rivolto anche verso il resto d’Europa.

Negli ultimi tempi, Save ha anche inaugurato diversi voli intercontinentali. Prima il Cairo, poi Pechino. Scarpa le definisce «due mete importantissime». La prima, ad esempio, consente una serie di collegamenti per il centro Africa. «Abbiamo tantissimi collegamenti per l’America, era giusto averne anche dall’altra parte del mondo», ha aggiunto. E a proposito di connessioni globali, il tanto temuto caro-carburanti atteso dopo il blocco di Hormuz, ancora sembra non essere arrivato. «Il trasporto aereo, soprattutto nei nostri aeroporti, non è stato influenzato da questi fenomeni», spiega. «Il mondo viaggia lo stesso. Il traffico intercontinentale si è riposizionato su altre rotte. Quindi si sono spostati i flussi ma non sono diminuiti. In realtà», aggiunge, «le compagnie aeree ci facevano notare che in alcuni casi gli aerei sono addirittura meno costosi di quelli dell’anno scorso».

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