Comunità energetiche: la Regione Fvg accelera
Firmato l’accordo attuativo Fvg-Enea per la definizione della governance. L’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro: «Vogliamo realizzare un modello che possa portare benefici diffusi alla gente»

Una Comunità energetica rinnovabile (Cer) per permettere a cittadini, imprese, enti pubblici e associazioni di produrre energia da fonti rinnovabili, condividerla e reinvestire i benefici generati sul territorio.
Un sistema partecipato che punta a ridurre le emissioni, favorire la transizione energetica e creare vantaggi economici e sociali per le comunità locali, aumentando anche l’autonomia energetica.
È questo l’obiettivo della Comunità energetica rinnovabile del Friuli Venezia Giulia, un progetto di area vasta che punta a coinvolgere l’intero territorio regionale valorizzando le specificità delle diverse realtà locali.
Con la firma avvenuta ieri dell’accordo attuativo tra Regione Fvg ed Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) prende ora avvio la fase dedicata alla definizione della governance della Cer regionale.
Il nuovo passaggio arriva al termine della fase di co-progettazione, avviata nell’ottobre 2025 e conclusa nell’aprile 2026, che ha coinvolto 25 enti e organizzazioni rappresentativi del mondo istituzionale, economico e sociale del Friuli Venezia Giulia.
Un percorso guidato dalla Regione con il supporto tecnico-scientifico di Enea, che ha messo a disposizione competenze e know-how per costruire un modello solido e condiviso. «La Comunità energetica rinnovabile regionale è un progetto strategico che nasce dall’ascolto del territorio e dalla convinzione che la transizione energetica possa essere efficace solo se costruita insieme a istituzioni, imprese, enti, associazioni e cittadini – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro –: vogliamo realizzare un modello regionale capace di produrre benefici ambientali, economici e sociali per l’intera comunità».
Con l’accordo attuativo entra così nel vivo la fase di costruzione della governance nella quale, tra le scelte individuate, vi è quella della Fondazione di partecipazione come forma giuridica ritenuta più idonea per garantire flessibilità, sostenibilità e un modello realmente partecipativo. «Questo lavoro condiviso ha consentito di definire gli obiettivi strategici della Comunità energetica, i benefici attesi per il territorio e di individuare nella Fondazione di partecipazione la forma giuridica più idonea – ha aggiunto Scoccimarro –: l’obiettivo è costruire una governance multilivello, capace di coniugare una visione strategica unitaria con la valorizzazione delle specificità locali». Fondamentale il contributo di Enea, impegnata nel trasferimento di competenze e nell’accompagnamento dei soggetti coinvolti. «La collaborazione che abbiamo con la Regione è una collaborazione alla quale teniamo tantissimo – ha affermato Giulia Monteleone di Enea – e lo facciamo con grande piacere oltre che con interesse perché siamo all’interno di una fase di transizione energetica: dobbiamo cambiare i nostri modi di fare. Il nostro obiettivo è riuscire a trasferire a cittadini e istituzioni le conoscenze e le competenze».
Per Monteleone il valore delle comunità energetiche non riguarda soltanto l’ambiente. «Il vantaggio di una comunità energetica è quello di creare benefici di natura sociale ed economica sul territorio. Accanto al tema della sostenibilità e della decarbonizzazione c’è infatti anche quello dell’autonomia energetica».
Parallelamente, la Regione sta lavorando all’individuazione delle prime configurazioni energetiche che entreranno nella Cer.
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