Infrastrutture a Nordest in affanno, in ritardo la Tav Verona-Padova e l’A4
Ritardi sull’Alta Velocità Verona‑Padova, sulla linea Venezia‑Trieste railway e sull’ampliamento dell’Autostrada A4 tra Quarto d’Altino e Villesse. Su 22 opere monitorate nel Nord Est, metà procede nei tempi previsti

L’Alta velocità Verona-Padova, il potenziamento ferroviario Venezia-Trieste e l’ampliamento dell’autostrada A4 tra Quarto d’Altino e Villesse sono tra le principali opere infrastrutturali del Nord Est che stanno registrando rallentamenti. È quanto emerge dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Territoriale Infrastrutture OTI Nord, il monitoraggio promosso dal sistema confindustriale sull’avanzamento di 84 grandi opere nel Nord Italia.

Tra i cantieri osservati con maggiore attenzione in Veneto c’è la linea AV/AC Verona-Padova, uno dei progetti ferroviari più rilevanti per il corridoio est-ovest. Il primo lotto tra Verona e il bivio di Vicenza ha raggiunto un avanzamento del 75% e mantiene la conclusione dei lavori prevista per il 2026. Più indietro l’attraversamento di Vicenza, che ha raggiunto circa il 23% di avanzamento con fine lavori stimata al 2032, mentre il terzo lotto tra Vicenza e Padova è ancora nella fase di progettazione definitiva e non dispone di copertura finanziaria per la costruzione.
Criticità emergono anche sul fronte dei collegamenti con il Friuli Venezia Giulia. Il potenziamento e la velocizzazione della linea Venezia-Trieste procede infatti con ritardi rispetto alle attese. Il potenziamento tecnologico del tratto Mestre-Ronchi prosegue con il completamento della prima fase previsto entro giugno 2026, ma molte varianti di tracciato sono ancora in fase progettuale o autorizzativa. Inoltre non sono state stanziate risorse aggiuntive rispetto ai 260 milioni disponibili, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato in circa 1,8 miliardi.
Rallentamenti riguardano anche la rete autostradale. L’ampliamento alla terza corsia dell’A4 nel tratto Quarto d’Altino-Villesse-Sistiana registra infatti uno slittamento significativo del cronoprogramma. Alcuni lotti risultano completati, ma per il tratto San Donà-Portogruaro, aggiudicato con un contratto da 870 milioni di euro, i lavori partiranno solo dopo la progettazione esecutiva, con una conclusione ora stimata attorno al 2031 rispetto alla previsione iniziale del 2026.
Accanto alle opere che registrano criticità, il monitoraggio evidenzia anche diversi cantieri che procedono secondo programma. Tra questi la linea AV Brescia-Verona, il terminal passeggeri dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, l’hub portuale veneziano, il servizio ferroviario metropolitano di Venezia e l’interporto Quadrante Europa di Verona.
Nel complesso il quadro delle infrastrutture del Nord Est resta articolato. Su 22 opere monitorate nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige, 11 risultano in linea con i tempi previsti, pari al 50% del totale. Otto interventi procedono con qualche rallentamento o criticità, mentre tre opere risultano in ritardo. Secondo il presidente di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, il monitoraggio rappresenta «una finestra preziosa e insostituibile» sullo stato delle infrastrutture e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
«Il Nord Est sta attraversando una fase particolarmente delicata sul fronte infrastrutturale», aggiunge Alessandro Banzato, Advisor di Confindustria Veneto per le Infrastrutture, «dalla scadenza delle concessioni autostradali come l'A22 del Brennero e l'A4 Brescia-Padova ai rallentamenti in cantieri strategici, a partire dall’Alta Velocità ferroviaria. Rimaniamo fiduciosi che il 2026 segni un'accelerazione concreta per diversi progetti e cantieri, anche per rafforzare l'intermodalità delle merci».
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