Fedriga e Stefani: “La sfida sono le infrastrutture, il Nordest sia un sistema integrato e globale”

Il Forum Infrastrutture organizzato da Nord Est Multimedia rilancia il ruolo strategico dei territoriot: il governatore del Fvg Fedriga punta sull’autonomia e sui modelli pubblici, il suo omologo veneto Stefani sulla capacità di intercettare fondi europei.

La redazione

“C’è chi va a Roma a chiedere risorse, e c’è chi invece si rimbocca le maniche e realizza opere con i propri mezzi” dice Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia. “Dobbiamo uscire dalla logica di aspettare fondi e imparare a intercettarli, costruendo progetti capaci di leggere il futuro” ribatte Alberto Stefani, governatore del Veneto. Sono questi i messaggi più significativi emersi dai due governatori al Forum Infrastrutture, evento organizzzato da Nord Est Multimedia, e andato in scena questa mattina, 29 aprile, al Trieste Airport. 

Al centro del dibattito, il nodo decisivo: i prossimi dieci anni saranno cruciali per la competitività di Friuli Venezia Giulia e Veneto, territori storicamente vocati agli scambi internazionali ma ancora alle prese con opere attese da oltre trent’anni. In questo contesto, Fedriga ha rivendicato con forza il modello di sviluppo autonomo delle infrastrutture, citando l’esperienza di Autostrade Alto Adriatico.

“Parliamo di un’infrastruttura europea, finanziata con risorse pubbliche e costruita con un modello che garantisce autonomia ai territori”, ha sottolineato, ricordando le difficoltà iniziali legate all’interpretazione delle norme europee e alla costruzione di una concessione interamente pubblica. Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha poi chiarito il senso di questa scelta: “Ci abbiamo messo più tempo perché abbiamo deciso di pagarci da soli l’infrastruttura. Ma oggi abbiamo una concessione pluriennale che ci permette di programmare e investire”.

Un passaggio che si traduce in una visione più ampia: meno dipendenza dai finanziamenti statali e maggiore responsabilità territoriale. Da qui, l’invito a leggere il Nordest come sistema integrato e competitivo a livello globale. Fedriga ha richiamato il ruolo strategico del Porto di Trieste, primo in Italia per traffico merci, e la rete degli interporti regionali: “Non stiamo migliorando solo i collegamenti tra di noi: stiamo competendo a livello internazionale”. Una competizione che si gioca anche sugli equilibri geopolitici.

“Dobbiamo costruire alternative perché i conflitti e le tensioni continueranno a esserci”, ha spiegato, citando nuove direttrici strategiche come il corridoio India–Medio Oriente–Europa, visto come opportunità per rafforzare il ruolo del Mediterraneo. Sul piano interno, Fedriga ha insistito sulla necessità di una visione di lungo periodo: “Dobbiamo smettere di programmare per il breve termine e iniziare a ragionare sui prossimi 10-20 anni”.

Una critica implicita a una debolezza strutturale del sistema italiano: forte nelle emergenze, ma fragile nella pianificazione. A raccogliere e rilanciare questo approccio è stato Stefani, che ha posto l’accento sul metodo. “Fare sintesi non significa ridurre, ma costruire: mettere insieme istituzioni, territori e imprese per creare valore”, ha affermato, indicando nel dialogo tra pubblico e privato una condizione essenziale per lo sviluppo infrastrutturale.

Il presidente del Veneto ha spostato poi il focus sulla capacità di intercettare le risorse europee: “Non possiamo limitarci a dire che mancano i fondi nazionali. Dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per attrarre investimenti, a livello europeo e territoriale”. Un cambio di paradigma che guarda al prossimo ciclo di programmazione UE, considerato decisivo. In questo quadro, Stefani ha individuato alcune priorità strategiche. A partire dalla logistica e dall’intermodalità: “Non dobbiamo pensare solo a nuove opere, ma a integrare meglio quelle esistenti, sia per le persone che per le merci”. Un riferimento ai collegamenti tra aeroporti, porti e reti ferroviarie, ma anche a progetti come il biglietto unico intermodale.

Ampio spazio anche alla Blue Economy, vista come leva di sviluppo per l’Alto Adriatico: “Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno la responsabilità di guidare questo processo e attrarre nuovi finanziamenti”. Infine, Stefani ha allargato il ragionamento al tema sociale delle infrastrutture, citando l’emergenza abitativa: “L’accesso alla casa è una priorità: per questo abbiamo stanziato 50 milioni per alloggi sostenibili”, ha ricordato, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel rispondere alle esigenze del mondo produttivo. Dalle due conclusioni emerge una linea comune: il Nordest deve rafforzare la propria identità di piattaforma logistica europea, puntando su autonomia finanziaria, cooperazione tra territori e capacità di leggere in anticipo le trasformazioni globali. Una sfida che si giocherà nei prossimi dieci anni e che, come emerso dal Forum, richiederà visione, coordinamento e una nuova cultura della programmazione.

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