Fiume corre sui container: traffici in crescita del 40%

Movimentazione da record registrata nei primi sei mesi nello scalo croato. Crescono anche merci generali, rinfuse, traffico di veicoli e prodotti petroliferi. L’obiettivo entro fine anno è quello di raggiungere quota 700 mila Teu

Andrea Marsanich

 

Per il bacino portuale di Fiume è stato un semestre da record. I dati diffusi dall’Autorità portuale fiumana indicano infatti che nei primi sei mesi di quest’anno la movimentazione merci ha avuto una lievitazione su base annua del 40%, mentre il settore containeristico ha confermato di avere imboccato la strada giusta, piazzando un +66% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Boom di container

Partiamo dunque da quest’ultimo settore, che ora può contare su ben due terminal container, ossia Brajdica e Molo Zagabria. Il periodo gennaio-giugno ha fatto registrare a Rijeka Gateway (Molo Zagabria) sui 206 mila Teu, per complessive 2 milioni e 97 mila tonnellate di merci. Il fratello maggiore - parliamo di Brajdica - è riuscito a centrare 174 mila Teu. Assieme hanno movimentato 380 mila contenitori e dunque è quasi certo che in tutto il 2026 riusciranno a movimentare circa 700 mila Teu, cifra un tempo impensabile per Fiume che sta però diventando un importantissimo polo containeristico adriatico, con l’ambizione di diventare uno dei punti cardinali di questo settore nell’intera area del Mediterraneo. Brajdica, in concessione a Jadranska vrata (partecipata dal gruppo internazionale Ictsi e dal porto di Fiume), sta un po’ soffrendo la concorrenza di Molo Zagabria, entrato in funzione l’anno scorso e gestito tramite una joint venture tra Apm Terminals (gruppo A.P. Moller - Maersk) ed Enna Logic). Infatti i gruppi Maersk e Hapag Lloyd si sono trasferiti da Brajdica a Molo Zagabria, il che ha avuto conseguenze negative per il più vecchio scalo contenitori fiumano che però si sta lentamente riprendendo.

Un 2026 da record

Secondo gli addetti ai lavori, Brajdica riuscirà fino al termine del 2026 a eguagliare i risultati conseguiti l’anno scorso. Quanto all’azienda portuale fiumana Luka Rijeka, concessionaria dei terminal a Fiume, Buccari e Arsia, in Istria, il primo semestre ha rilevato 949 mila tonnellate di merci in arrivo e partenza, per un incremento su paragone annuo di 12 punti. Il maggior incremento (+75%) ha riguardato i carichi generali, con quelli alla rinfusa che hanno toccato le 479 mila tonnellate (+11%). La movimentazione legnami - 215 mila tonnellate - si è mantenuta sui livelli di un anno fa, mentre c’è stato un calo per i container, con 84 mila Teu e un significativo -16%.

Il settore in crescita

C’è poi un settore in forte ascesa a Fiume e riguarda il trasporto auto e furgoni: quest’anno si toccheranno i 60 mila veicoli e dopo decenni di assenza di questa tipologia di carico. Lo si deve, il successo, alla collaborazione tra Luka Rijeka e il gruppo Stellantis, con l’appoggio logistico della compagnia Emil Frey Logistics (impresa Emil Frey). Nell’ambito dell’area portuale fiumana, c’è da segnalare la movimentazione di petrolio e suoi derivati da parte dell’Oleodotto adriatico Janaf, che ha la sua base al terminal di Castelmuschio (Omišalj), nell’isola di Veglia: si sono superate le 4 milioni di tonnellate, il 22% in più nei confronti del primo semestre 2025.

 

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