L’Autorità portuale riapre il dossier dopo il no alla newco informatica

Il presidente Consalvo ha riaperto uno dei molti dossier rimasti congelati a causa del susseguirsi dei commissariamenti che hanno rallentato il governo dello scalo per oltre 500 giorni. Si tratta di quello legato alla conduzione del sistema Sinfomar, piattaforma software che Adsp utilizza ogni giorno per seguire i flussi di merci in entrata e uscita

Diego D'Amelio

 

«A settembre affronteremo con la Corte dei conti le ragioni del diniego alla creazione della newco», che l’Autorità portuale aveva immaginato nel 2024 per gestire il sistema informatico dei porti di Trieste e Monfalcone. Il presidente Marco Consalvo ha riaperto uno dei molti dossier rimasti congelati a causa del susseguirsi dei commissariamenti che hanno rallentato il governo dello scalo per oltre cinquecento giorni. Si tratta di quello legato alla conduzione del sistema Sinfomar, piattaforma software che Adsp, terminalisti, spedizionieri, agenti marittimi, società ferroviarie, Guardia di finanza e Agenzia delle dogane utilizzano ogni giorno per seguire i flussi di merci in entrata e uscita. Uno strumento fondamentale per il governo dei traffici, tanto più nel regime peculiare dei punti franchi vigente a Trieste.

Nell’ultima fase della presidenza di Zeno D’Agostino, l’Authority aveva deciso di modificare il modello esistente fino ad allora: non più affidamento esterno a un’azienda informatica, ma la ricerca di un partner industriale con cui dare vita a una nuova società controllata dall’Autorità portuale con il 51%, per gestire dall’interno piattaforma digitale, aggiornamenti e manutenzione. Un software che quotidianamente viene utilizzato da oltre 250 soggetti con quasi 4.000 accessi giornalieri. Ne era scaturita una gara da 14,2 milioni per 7 anni, vinta dalla triestina Info.era, controllata dalla genovese Circle Group, presente a sua volta nella cordata assieme a DataCh Technologies, senza che si palesassero offerte alternative. L’iniziativa era stata tuttavia bloccata dalla Corte dei conti, che aveva sollevato dubbi e chiesto chiarimenti sulla creazione di una nuova società pubblica e sull’effettiva convenienza ed efficienza dello strumento.

Il susseguirsi di tre commissariamenti ha mandato in soffitta la questione, senza che dalla torre del Lloyd arrivassero le precisazioni richieste. Lo stop è giunto nell’aprile 2025 e da allora la situazione è in sospeso. L’Autorità portuale ha bandito nel mentre una gara ponte per continuare a garantire il servizio per un anno. La procedura si è conclusa con l’assegnazione alla stessa Info.era, che ha superato il raggruppamento composto da Dba Group e Pigreco Fvg, assicurandosi una commessa fino a 1,6 milioni di euro.

Gli uffici dell’ente sono stati messi ora al lavoro per fornire alla Corte dei conti le delucidazioni richieste, ma Consalvo non ha ancora una linea definita sul punto. «Il diniego della Corte dei conti sulla newco», spiega il presidente, «sembrerebbe legato a una carenza di informazioni contenute nel piano economico finanziario presentato a suo tempo dall’Adsp e non a una questione di principio. Lo verificheremo nei prossimi mesi. Se la newco restasse un’opzione percorribile, valuteremo la possibilità di riproporla o meno. Altrimenti continueremo con la fornitura di servizi tramite gara. Quest’anno ponte è funzionale a esplorare tutti gli scenari».

Il servizio continua dunque a essere affidato da Info.era, acquisita nell 2018 da Circle e a cui si deve la creazione del Sinfomar nel 2014, gestito poi di gara in gara fino a oggi. Il presidente e ceo di Circle Luca Abatello si dice «lieto di accompagnare il sistema portuale di Trieste e Monfalcone, che sta ripartendo su tutti i filoni dopo il commissariamento. Bene che lo faccia anche newco. Abbiamo avuto interlocuzioni con l’Adsp e capisco la prudenza davanti al quadro che potrebbe modificarsi l’anno prossimo». Riferimento alla riforma dei porti in discussione. Per Abatello, «la newco darebbe una spinta al sistema portuale e alla logistica regionale, che affrontano un momento non facile per le scelte di alcune compagnie: una forte spinta sugli strumenti digitali legati alla parte marittima, intermodale e dei corridoi terrestri può fare grande differenza, come stiamo dimostrando con l’applicazione dei nostri strumenti alle linee ro-ro fra Trieste e l’Egitto». 

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