Consorzio Ponterosso, nel piano triennale opere per 61 milioni
Tra gli interventi strade, reti fognarie, raccordo ferroviario

Settecento ettari di superficie, 350 aziende insediate e 8 mila occupati. Sono questi i numeri del Consorzio industriale Ponterosso Tagliamento, una delle realtà più importanti della regione, dove sono insediate imprese delle più svariate tipologie con un alto profilo tecnologico e di innovazione.
L’assemblea dell’ente ha varato all’unanimità il piano industriale e il piano delle opere pubbliche 2027-2029, con una previsione di 61 milioni di euro di lavori, che vanno da strade e urbanizzazioni, reti fognarie, raccordo ferroviario, depurazione, edifici, reti tecnologiche e altri impianti. Questo è il primo piano industriale approvato sotto la presidenza di Stefano Pizzato, che è stato eletto di recente al vertice.
Il documento individua cinque grandi direttrici di intervento: infrastrutture, patrimonio, insediamento e sviluppo industriale, monitoraggio e tutela ambientale, servizi alle aziende e al territorio. «La condivisione con cui i soci hanno approvato il documento di programmazione rappresenta un segnale importante di visione degli obiettivi che ci siamo dati», sottolinea Pizzato, «il Consorzio parte da una realtà solida, costruita nel tempo, ma deve continuare a evolvere insieme alle imprese e al territorio. Il nostro impegno sarà quello di accompagnare la crescita del sistema produttivo mettendo a disposizione infrastrutture moderne, servizi sempre più qualificati e una capacità di programmazione che sappia guardare al medio e lungo periodo. Sostenibilità, competitività e attenzione alle persone dovranno procedere insieme».
Oltre alle opere infrastrutturali, particolare attenzione viene riservata al welfare aziendale. Il piano comprende la realizzazione di 16 alloggi temporanei per lavoratori, sostenuti da un finanziamento di 2,59 milioni di euro. Per l’ampliamento dell’asilo nido sono disponibili 548 mila euro, ai quali si aggiungono ulteriori 400 mila per il progetto sperimentale educativo 0-6. Altri 700 mila riguardano manutenzione stradale e valorizzazione delle aree verdi. «Il piano traduce in opere e programmi una strategia che tiene insieme sviluppo industriale e qualità del territorio», evidenzia il direttore Daniele Gerolin.
Tra le priorità il recupero di fabbricati e aree produttive non utilizzate, da riqualificare e rimettere a disposizione di nuove realtà industriali. Nel 2027 è previsto anche il riacquisto dell’area produttiva “Ex Rosaplast” nella zona industriale Nord, di circa cinque ettari, e dell’immobile dismesso “Ex Rosaplast” nella zona artigianale del Cosa. Prosegue parallelamente il percorso ambientale dell’Apea, l’Area produttiva ecologicamente attrezzata. Dopo l’avvio del progetto pilota nel 2017, primo in Italia secondo la documentazione consortile, e il completamento nel 2025 della piattaforma informatica con le prime 18 adesioni delle aziende, il 2026 ha portato il Premio Pimby di Assoambiente e l’azione di Ficei per promuovere il riconoscimento del progetto presso i ministeri competenti.
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