Brennero, nuovi blocchi ai tir. Fiap: «Il governo intervenga»
In attesa della sentenza della Ue, l’Austria studia misure sui mezzi pesanti. Già fissate undici giornate di “dosaggio” sulla Inntal Autobahn nel 2027. I trasportatori: «In gioco la competitività dell’industria italiana e del Nordest»

Mentre in Italia si attende la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sulle limitazioni ai tir italiani sul Brennero, Austria e Tirolo sono “al lavoro”, muovendosi su più piani: ricerca di un confronto politico al massimo livello, rapporti con la Germania, possibile coinvolgimento della Svizzera, sviluppo ferroviario, tariffazione stradale e individuazione di nuovi presupposti ambientali sui quali costruire eventuali misure future.
Per la Fiap (Federazione italiana autotrasporti professionali) non bisogna attendere la sentenza (prevista per fine anno), ma capire già oggi quale sarà l’equilibrio politico, normativo ed economico futuro. E cominciare a lavorare affinché l'autotrasporto del Nordest non venga ulteriormente danneggiato.
Lo scorso 16 luglio l’Avvocato generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ha proposto alla Corte europea di riconoscere l’incompatibilità con il diritto dell’Unione del divieto di circolazione notturna, del divieto settoriale e del divieto invernale applicati ai veicoli pesanti lungo le autostrade A12 della Valle dell’Inn e A13 del Brennero. Le conclusioni non sono però vincolanti per i giudici europei, che dovranno pronunciarsi con la sentenza definitiva.
«Mentre proseguono code e ritardi, aumentano i costi sul trasporto, che impattano sull’industria e agroalimentare italiano - spiega Alessandro Peron, segretario generale Fiap, associazione nazionale con sede a Padova -. Il Veneto è una regione di trasformazione, importiamo materia prima ed esportiamo principalmente in Germania. Il Brennero non è dunque un problema dell’autotrasporto, ma riguarda la competitività industriale del Paese».
Fiap ha chiesto un tavolo interministeriale e che il problema venga portato ai livelli più alti. «La questione delle deve essere gestita dal Governo, con la premier in testa – aggiunge Peron -. Il tema è che se tutti noi vogliamo avere i supermercati e le farmacie piene, dobbiamo avere qualcuno che trasporta. Perché adesso è stata l'Austria, ma se domani mattina fa la stessa cosa, la Svizzera o la Slovenia, che già comunque un po' lo fanno, noi ci trasformiamo da penisola a isola».
Intanto nei giorni scorsi il Land Tirolo ha annunciato le nuove Blockabfertigung, ovvero le giornate di regolazione del traffico dei veicoli pesanti stranieri per il 2027. Nel primo trimestre sono previsti 11 giorni di blocco sulla A12, per i camion provenienti dalla Germania e diretti verso Innsbruck e il Brennero. La misura consiste nel far passare in modo scaglionato i veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate (solitamente un massimo di 250-300 camion all'ora, anche se non è ancora stato stabilito) proveniente dalla Germania.
Il tema del “dosaggio” è criticato anche da Confartigianato Veneto Trasporti. «Il nuovo provvedimento del Tirolo – spiega Michele Varotto, presidente regionale del settore – si trasformerà in nuove colonne di tir e impatti ambientali. Non dimentichiamo che l'autista deve star lì ad aspettare 8-10 ore. Va bene l'ambiente, ma ricordiamoci sempre che dentro a quel camion c'è una persona che vuole solo tornare a casa dai suoi familiari. Ci vuole rispetto per chi ci porta a casa il prodotto quando noi clicchiamo sui portali e-commerce, a volte ce lo dimentichiamo».
In Friuli Venezia Giulia la situazione è la medesima, in particolare per le aziende di autotrasporti della provincia di Pordenone, che utilizzano maggiormente il valico del Brennero. Le altre province preferiscono Tarvisio. «I divieti del Tirolo colpiscono particolarmente gli autotrasportatori del Nordest - dichiara il presidente nazionale della sezione Trasporti Internazionali di Anita, il friulano Massimo Mazzotti -. Le merci italiane arrivano con più difficoltà e maggior costo sui mercati tedeschi. Dobbiamo valutare già oggi quali saranno gli effetti della sentenza, ricordando che il traffico e l'inquinamento al Brennero non è dato solo dai camion, ma è anche dalle altre mobilità, cioè auto e corriere, che non vengono mai toccate dai provvedimenti austriaci».
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