L’Austria guarda a Trieste: affari tra porto e immobili
Imprese d’oltralpe in visita allo scalo e incontri con gli operatori della logistica. Nel mirino anche le opportunità all’interno del Porto vecchio. Poi le tappe a Capodistria e Fiume per confrontare le offerte dell’Adriatico

Dai costruttori di gru per la logistica alle attività di real estate, passando per imprese di trasporto, produttori di carri ferroviari e distributori di generi alimentari. Una nutrita delegazione di imprenditori, rappresentanti istituzionali ed esponenti delle categorie economiche austriaci ha visitato ieri il porto di Trieste per apprezzarne da vicino le possibilità di business.
La connessione con l’Adriatico è una priorità storica per Vienna, che oltre trecento anni fa ha dato vita al Porto franco internazionale, ma in tempi mutati l’attenzione va anche a Capodistria e Fiume, dove il gruppo sarà oggi e domani, mettendo a confronto opportunità e vocazione internazionale dei tre porti.
La delegazione, guidata da Christoph Plank, console commerciale d’Austria, è stata ricevuta alla Torre del Lloyd dal presidente dell’Autorità portuale Marco Consalvo, secondo cui «l’Austria è per Trieste un mercato naturale e strategico. Il confronto con le imprese ci permette di comprendere meglio le esigenze del mercato e tradurle in servizi, collegamenti e progetti capaci di generare nuovi traffici». Dal canto suo, Planck si è detto felice di cooperare, anche grazie al lavoro di Advantage Austria, agenzia pubblica per il commercio estero della Camera federale dell’economia austriaca con sedi a Padova, Milano, Bolzano e Roma, la cui mission è l’internazionalizzazione delle imprese, supportate con contatti commerciali e consulenza fiscale ed economica.
L’interscambio tra Austria e Friuli Venezia Giulia vale un miliardo e mezzo nel 2025: 600 milioni di export dall’Austria (con un calo dell’8%) e 950 di import. Nelle importazioni austriache (+16,4% nel 2025) prevalgono manufatti metallici (37,9%), macchinari (12,4%) e alimentari (9,9%). Da oltralpe arrivano invece legno e carta (24,7%), tecnologie per il trattamento rifiuti (21,3%), prodotti metallici (15,4%) e chimici (8,9%).
L’Austria è il secondo mercato ferroviario del porto giuliano: l’anno scorso sono stati operati 1.500 treni, con 16 servizi settimanali verso Wels, Lambach, Vienna, Wolfurt, Kapfenberg e Linz. Il paese rappresenta il 22% dei volumi movimentati su rotaia dallo scalo e da quasi tre anni un corridoio doganale fra Trieste e l’interporto di Villaco-Fürnitz consente di effettuare direttamente in Austria lo sdoganamento delle merci. Öbb Rail Cargo Group ha inoltre ampliato l’offerta con altri treni verso Wolfurt e Kapfenberg, oltre a servizi Vienna-Trieste e Linz-Trieste.
Secondo Planck, «Trieste è da sempre il porto più importante dell’Austria e continua a giocare un ruolo strategico per la nostra industria e tutta l’Europa centrale. L’intermodalità e la ferrovia sono il punto forte di questo scalo, che è strategico anche per l’approvvigionamento del greggio». La console onoraria Sabrina Strolego sottolinea come «il porto ha fatto grandissimi passi avanti ed è una opportunità fondamentale per l’Austria, essendo punto nevralgico per Balcani e Mediterraneo, destinato a diventare punto di riferimento sulla carta geografica mondiale, se dovesse realizzarsi l’Imec».
L’incontro in Autorità portuale è stato seguito da una visita ai principali terminal, non prima di una fase di B2B per mettere in contatto le aziende austriache con gli operatori triestini della logistica. Ma tra le realtà presenti c’erano anche diversi sviluppatori immobiliari, interessati alle opportunità di business in ambito portuale e industriale, ma forse pure all’eterna promessa del Porto vecchio. Fra i presenti, l’interporto Cargo center Graz e Glanz Logistik & Immobilien, specializzata nello sviluppo di magazzini e infrastrutture logistiche, ma anche Food.com (logistica alimentare), Go Asset (real estate industriale e logistico), Innofreight (che sta sviluppando con Msc la fabbrica di vagoni Innoway a Bagnoli), Künz (produzione di gru), Mta (analisi di acque e rifiuti), Samsoric (monitoraggio della sicurezza industriale), l’impresa di trasporto Tailwind intermodal, lo spedizioniere Vertex, oltre al Comune di Vienna e alle istituzioni economiche della Stiria.
Per Matteo Tosi, ad di Künz Italia, «qui vediamo una grande evoluzione e importanti investimenti. Ci sono grandi opportunità per chi, come noi, costruisce equipaggiamenti per il porto, ma in generale per chi opera su traffici tra Nord Europa, Mediterraneo e Far East».
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