Brennero, l’avvocato della Corte Ue: «L’Italia ha ragione, illegittimi tre divieti»

Il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dall'Austria ai mezzi pesanti sulle autostrade A12 della Valle dell'Inn e A13 del Brennero sono contrari al diritto Ue

Nicola Brillo

I limiti alla circolazione imposti dall’Austria sul Brennero sono contrari al diritto Ue. La conferma è arrivata ieri dell’avvocato generale della Corte di giustizia Manuel Campos Sánchez-Bordona, che propone di accogliere il ricorso per inadempimento presentato dall'Italia. Nello specifico il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dal Tirolo e confermato da Vienna ai mezzi pesanti sulle autostrade A12 della Valle dell'Inn e A13 del Brennero sono contrari alle normative europee. Il legale ritiene invece legittimo il sistema di dosaggio degli accessi alla A12 (numero chiuso, ovvero il tetto dei 300 veicoli l’ora nei passaggi di confine tra Germania e Austria), non avendo Roma dimostrato che comporti una restrizione quantitativa.

Le conclusioni dell’avvocato non sono vincolanti, ma spesso la sentenza della Corte ne segue l'impostazione. Ora si attende la pronuncia del Collegio, attesa per questo autunno. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha espresso forte soddisfazione per un passaggio fondamentale verso il pieno riconoscimento del diritto alla libera circolazione per tutti gli autotrasportatori lungo l’asse del Brennero. Anita, l'Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica che operano in Italia ed Europa, esprime apprezzamento per il parere presentato dall’Avvocato generale della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa promossa dall’Italia contro l'Austria in merito alle restrizioni alla circolazione dei mezzi pesanti lungo l'asse del Brennero.

L’Austria riconosce l’effetto restrittivo sulla libertà di circolazione delle merci di alcune delle misure intraprese, ma sostiene che siano giustificate dalla protezione dell’ambiente, della salute umana e della sicurezza stradale. «Le restrizioni unilaterali adottate dall'Austria hanno compromesso per troppo tempo il corretto funzionamento del mercato interno europeo, ostacolando la libera circolazione delle merci e penalizzando imprese e filiere produttive», commenta il presidente di Anita, Riccardo Morelli, «accogliamo con particolare favore il richiamo al principio di proporzionalità. La tutela dell’ambiente è un obiettivo che condividiamo pienamente, ma deve essere perseguita attraverso misure efficaci e non discriminatorie, evitando limitazioni ingiustificate a uno dei principali corridoi europei per il trasporto delle merci».

Nel dettaglio l’Italia ha impugnato davanti alla Corte di giustizia europea, che ha sede in Lussemburgo, i quattro divieti imposti dall’Austria per limitare il traffico di veicoli pesanti da trasporto di merci. Il contingentamento dei mezzi pesanti deciso da Vienna genera spesso code chilometriche, ritardi e pesanti inefficienze lungo la catena logistica europea. «Accogliamo con grande soddisfazione il parere contrario dell'Avvocatura Generale della Corte di Giustizia dell'Ue», aggiunge Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, «le conclusioni rappresentano un riconoscimento giuridico importante delle tesi storicamente sostenute dal governo italiano e pienamente condivise da Confetra».

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