Brennero chiuso per manifestazione: «Sabato 30 maggio sarà catastrofe totale»

Il corteo ambientalista in Austria paralizzerà la A22 in entrambi i sensi. Coinvolti fino a 65.000 veicoli nell’arco della giornata. Divieti per i Tir, le Prefetture ordinano percorsi alternativi in A4 e A23 fino a Tarvisio

Giorgio Barbieri
Il viadotto dell'Autostrada del Brennero
Il viadotto dell'Autostrada del Brennero

 

«La manifestazione al Brennero di sabato 30 maggio sarà una catastrofe totale». L’allarme arriva dal direttore tecnico generale di Autobrennero, Carlo Costa, e fotografa le dimensioni di quella che rischia di trasformarsi in una delle giornate più complicate degli ultimi anni per la mobilità lungo il principale corridoio alpino tra Italia e Nord Europa.

E i numeri spiegano perché. Sul corridoio del Brennero transitano mediamente tra 38.000 e 46.000 veicoli al giorno, ma la giornata di sabato cadrà in uno dei fine settimana più trafficati dell’anno: ponte del 2 giugno in Italia, ferie di Pentecoste in Baviera e primi grandi flussi turistici estivi. Considerando il traffico aggiuntivo atteso, si stima che lungo l’asse del Brennero potrebbero muoversi tra 55.000 e 65.000 veicoli nell’arco della giornata. Migliaia anche i mezzi pesanti interessati dai blocchi e dai divieti di circolazione. Il peso strategico dell’asse è enorme. «Per il valico del Brennero transita oltre il 10 per cento dell’import-export nazionale», ricorda Costa. Una quota che rende il Brennero una delle infrastrutture più delicate dell’intera rete logistica europea.

Il motivo del divieto è una manifestazione ambientalista autorizzata da un tribunale del Tirolo sull’autostrada A13 tra Matrei am Brenner e Schönberg. La mobilitazione si svolgerà dalle 12 alle 17.30, ma gli effetti sulla circolazione inizieranno molto prima e proseguiranno per gran parte della giornata.

Lungo il corridoio austriaco saranno infatti chiuse l’autostrada A13 e la statale B182, con inevitabili ripercussioni anche sul lato italiano. Per limitare gli effetti sulla rete ordinaria, le prefetture hanno predisposto misure straordinarie lungo tutto l’asse dell’A22. La Prefettura di Verona ha disposto il divieto di circolazione dei mezzi pesanti in direzione Brennero nel tratto compreso tra Verona Nord e il confine con la Provincia autonoma di Trento dalle 6 alle 20 di sabato 30 maggio.

Analoghi provvedimenti sono stati adottati anche dalle autorità di Trento e Bolzano. L’obiettivo è evitare che migliaia di camion rimangano bloccati lungo la tratta alpina, congestionando ulteriormente la viabilità ordinaria.

Sul fronte operativo, il Commissariato del Governo di Bolzano ha disposto l’interruzione della circolazione autostradale dal casello di Vipiteno fino al confine di Stato.

Dalle 10.30 alle 20 tutti i veicoli diretti verso Nord dovranno uscire obbligatoriamente allo svincolo di Vipiteno. In caso di forti congestionamenti, le limitazioni potrebbero essere anticipate fino a Bressanone, Chiusa o Bolzano.

Per i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate scatterà inoltre il divieto di circolazione dalle 7 alle 20 sia sull’A22 in direzione Nord sia su gran parte della rete ordinaria provinciale, salvo deroghe per trasporti essenziali, carburanti, bestiame o merci deperibili. Anche la statale del Brennero SS12 potrà subire forti limitazioni in caso di necessità straordinarie.

Per gestire l’emergenza, le autorità italiane, austriache e tedesche hanno predisposto una maxi-deviazione internazionale del traffico. Il percorso alternativo consigliato per raggiungere l’Austria prevede infatti la deviazione lungo l’autostrada A4.

Da qui poi si dovrà raggiungere Udine e successivamente il valico di Tarvisio, per poi proseguire verso Salisburgo attraverso l’autostrada dei Tauri. Un tragitto molto più lungo rispetto all’asse tradizionale del Brennero: tra Verona e Rosenheim, in Baviera, si passerà infatti da circa 380 a 480 chilometri, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza. Per questo le istituzioni raccomandano di limitare allo stretto necessario gli spostamenti lungo l’intera tratta della A22 ed evitare il transito in Alto Adige se la destinazione finale non si trova nell’area.

Secondo Costa, il problema non riguarda soltanto la congestione del traffico. «Chiudere un’infrastruttura così importante non genera ripercussioni solo sul traffico in sé, ma ne provoca anche altre, legate alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini», osserva il direttore tecnico generale di Autobrennero. Il rischio è quello di riversare migliaia di mezzi sulle reti secondarie, con lunghe code e forti criticità nella gestione della mobilità. Molto critica anche la posizione politica espressa dall’eurodeputato di Forza Italia Flavio Tosi. «Bloccare, anche solo per un giorno, un’infrastruttura strategica come il Brennero», ha detto, «significa colpire direttamente la mobilità europea, la continuità delle forniture e la competitività del nostro sistema produttivo».

Le istituzioni invitano inoltre gli automobilisti a monitorare costantemente la situazione del traffico prima della partenza attraverso i canali ufficiali, programmare in anticipo gli spostamenti e viaggiare con scorte sufficienti di acqua e viveri in auto.

Una vicenda che, oltre al traffico e ai disagi, finisce per mostrare ancora una volta tutte le contraddizioni europee. Perché mentre Bruxelles continua a parlare di corridoi Ten-T, mercato unico e libera circolazione delle merci, è sufficiente una manifestazione autorizzata su un tratto autostradale strategico per paralizzare per ore uno dei principali assi logistici del continente.

Camion deviati per centinaia di chilometri, turisti bloccati e territori interi coinvolti in una emergenza. Il segno di un’Europa che sulle grandi infrastrutture e sulla mobilità funziona ancora a singhiozzo, soprattutto quando gli interessi nazionali tornano a prevalere sulla visione comunitaria.

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