Autostrada A4, Monaco: «La terza corsia sarà completa nel 2035»

Il presidente di Alto Adriatico: «Entro fine anno la posa della prima pietra. Realizzeremo anche l’ultimo tratto da Palmanova a Villesse»

Marco Ballico
Marco Monaco, presidente di Autostrade Alto Adriatico
Marco Monaco, presidente di Autostrade Alto Adriatico

«La scelta della società in house si è dimostrata vincente. Abbiamo investimenti programmati per quasi due miliardi, utili in crescita e nessun contributo dello Stato. Credo che sia un modello che ha dato prova di funzionare». Il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, commenta con soddisfazione il via libera del Cipess al Piano economico finanziario della concessionaria.

L’approvazione sblocca definitivamente gli investimenti sulla rete e consente di avviare il più grande lotto della terza corsia della A4, da San Donà a Portogruaro. Monaco può così anticipare le prossime tappe, compreso l’ultimo tratto, il Palmanova-Villesse, che potrebbe essere pronto nel 2035.

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Un cantiere per la terza corsia

Presidente, il via libera del Cipess è anche una promozione del modello in house?

«I numeri parlano da soli: investimenti programmati e finanziati, utili in crescita e un piano da quasi due miliardi realizzato senza contributi statali. È un modello che ha funzionato e che dimostra come una gestione pubblica possa essere efficiente. Se poi diventerà un riferimento anche per altre realtà, lo vedremo».

Sono serviti quasi due anni per arrivare all’approvazione definitiva del Piano. È ancora la burocrazia il principale ostacolo?

«Parliamo di un Piano economico finanziario vicino ai due miliardi con una prospettiva di trent’anni. È normale che ministero e Autorità abbiano svolto tutti gli approfondimenti necessari. Anzi, da questo confronto sono arrivati anche suggerimenti che hanno migliorato il documento».

Quando vedremo concretamente partire i lavori?

«Entro la fine dell’anno poseremo, nel nuovo casello di San Stino, la prima pietra del tratto San Donà-Portogruaro, iniziando poi da San Donà. Sarà un momento importante perché segnerà l’avvio dell’ultimo grande cantiere della terza corsia. Sessanta giorni prima organizzeremo una conferenza con tutti gli enti coinvolti: è un’opera che il territorio attende da tempo ed è giusto che sindaci, amministratori e le Regioni coinvolte siano protagonisti di questo evento».

Perché partire proprio da San Donà?

«Perché è la soluzione tecnicamente più efficace. Da lì prenderà avvio l’intervento che consentirà di sviluppare progressivamente tutto il lotto fino a Portogruaro».

Quando finiranno i cantieri che interessano il Veneto?

«Il nostro obiettivo resta il 2031. È la scadenza prevista dal contratto e confidiamo di rispettarla».

Il tratto finale tra Palmanova e Villesse è sempre rimasto in secondo piano. Si farà?

«Sarà il lotto successivo, nessun dubbio. Contiamo di progettare e affidare i lavori nei prossimi anni. Si può ipotizzare un cantiere di tre anni e completamento nel 2035. Quello sarà il momento in cui la terza corsia potrà dirsi definitivamente conclusa lungo il percorso di nostra competenza».

Nel Piano compare anche il nuovo casello di Alvisopoli a servizio di Bibione. Ci sono novità?

«Il cronoprogramma oggi prevede l’affidamento dei lavori nel 2037, ma non escludiamo affatto di anticipare i tempi. Valuteremo l’evoluzione del traffico e la disponibilità delle risorse. Se le condizioni lo consentiranno, potremo accelerare».

Avete confermato la scelta di non aumentare i pedaggi fino al 2029. È un impegno definitivo?

«Sì. Il via libera al Piano ci consente di confermare quanto avevamo già previsto. Non intendiamo aumentare di un centesimo i pedaggi. È un impegno che abbiamo assunto nei confronti di famiglie, imprese e utenti».

L’apertura di nuovi cantieri coinciderà con estati sempre più trafficate. Come pensate di limitare i disagi?

«Stiamo studiando misure specifiche e nuove tecnologie per gestire i flussi. Faremo tutto il possibile per ridurre le criticità, ma chiediamo anche collaborazione agli automobilisti».

Un appello?

La principale causa degli incidenti continua a essere la distrazione, soprattutto l’uso improprio del telefono durante la guida. Abitudine da cancellare».

Il rifacimento del Lisert è ipotesi sul tavolo di lavoro?

«Stiamo lavorando a una soluzione tecnologica innovativa che contiamo di introdurre prima dell’estate 2027. È ancora presto per entrare nei dettagli, ma l’obiettivo è velocizzare in modo significativo il transito alla barriera e migliorare la fluidità della circolazione».

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