L’aeroporto Catullo di Verona cresce: «Fare sistema funziona»
Lo scalo veronese collega il territorio a oltre 90 destinazioni, in più di 30 Paesi. Il traffico di passeggeri nel 2026 ha raggiunto quota 1,38 milioni, con una crescita del 13,5%. Il presidente di Save Enrico Marchi a margine dell’assemblea degli azionisti ha ribadito l’importanza del sistema Nordest

Una visione industriale che anticipa i risultati economici. Perché i numeri, ancora una volta, sembrano dare ragione alla strategia perseguita dal Gruppo Save negli ultimi anni. È questo il messaggio che emerge dalle parole del presidente del gruppo aeroportuale, Enrico Marchi, all'indomani dell'assemblea degli azionisti di Catullo, la società che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia, di cui Save è azionista di riferimento.
«Il Polo aeroportuale del Nord Est è la concretizzazione di una visione che accompagna l'attività del nostro Gruppo, nella convinzione dell'efficacia del fare sistema e creare sinergie tra realtà affini», ha sottolineato Marchi. Una strategia che ha trovato conferma nei risultati ottenuti dall'ingresso di Save nel capitale del Catullo. «L'aeroporto di Verona ha registrato una crescita costante in termini di destinazioni servite, volumi di traffico, sviluppo infrastrutturale e risultati di bilancio. E questo grazie a un programma lungimirante, costruito su un lavoro di squadra incrociato tra tutti gli aeroporti del Polo gestiti dal Gruppo Save».
Il modello industriale del Polo Aeroportuale del Nord Est è una piattaforma integrata che comprende Venezia, Treviso, Verona e Brescia e che punta a sviluppare specializzazioni complementari ed economie di scala.
Il bilancio consolidato 2025 approvato in assemblea evidenzia un valore della produzione pari a 51,9 milioni di euro, mentre l'Ebitda si è attestato a 15,5 milioni, in crescita di 5,5 milioni rispetto all'esercizio precedente.
A fine 2025 l'aeroporto Catullo ha superato per la prima volta la soglia dei 4 milioni di passeggeri, con un incremento del 9% , quasi il doppio della crescita registrata dal sistema aeroportuale nazionale, fermatasi al 5%.
Lo scalo veronese ha collegato il territorio a oltre 90 destinazioni distribuite in più di 30 Paesi, servite da oltre 30 compagnie aeree, consolidando il proprio ruolo di porta di accesso per il Garda, il Veneto occidentale e una parte significativa della Lombardia orientale.
Il trend positivo sta proseguendo anche nel 2026. Nei primi quattro mesi dell'anno il traffico passeggeri ha raggiunto quota 1,38 milioni, con una crescita del 13,5% .
Secondo i dati presentati all'assemblea, nel 2025 il sistema aeroportuale gestito da Catullo ha generato occupazione per 9.558 persone tra addetti diretti, indiretti e indotto e ha contribuito alla produzione di circa 472 milioni di euro di Pil.
L'assemblea dei soci ha inoltre rinnovato i vertici della società. Carlo De Paoli, già consigliere ed espressione della Camera di Commercio di Verona, è stato nominato presidente della società al posto di Paolo Arena, recentemente designato alla guida dell'ente camerale veronese. Confermata Alessandra Bonetti nel ruolo di ad, così come gran parte del consiglio di amministrazione. Lorenzo Delladio sarà vicepresidente, mentre i consiglieri sono l’ad di Save Monica Scarpa, Paolo Artelio, Daniele Giacomazzi, Marco Wallner, Fabio Gava e Flavio Piva.
Anche la composizione del collegio sindacale è stata rinnovata con Antonio Sgarbossa presidente, affiancato da Luca Pigozzi, Martino Dall'Oca, Giovanni Girelli e Ada Imperadore.
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