Volano i ricavi di Pontoni grazie ai dispositivi hi tech

L’azienda friulana del settore udito e tecnologia ha fatturato 10 milioni nel 2025. L’aumento è stato del 12% rispetto al 2024, trainato dai Nuance di Luxottica. Sono 36 i punti vendita tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige

Maurizio Cescon
L'imprenditore Roberto Pontoni con i figli Matteo (a sinistra) e Francesco (a destra)
L'imprenditore Roberto Pontoni con i figli Matteo (a sinistra) e Francesco (a destra)

Le nuove tecnologie entrano di prepotenza nel settore dei dispositivi per l’udito e fanno crescere gli affari. La controprova arriva dai conti di Pontoni Udito & Tecnologia, azienda friulana fondata negli anni Ottanta, che nel 2025 ha fatturato 10 milioni di euro, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente.

Ma la cosa più interessante è che la metà dell’aumento dei ricavi, ovvero il 6%, è stato realizzato grazie alla vendita, sempre più massiccia, dei Nuance audio, ovvero le nuove soluzioni uditive, lanciate dal colosso Luxottica.

L’azienda Pontoni, nelle scorse settimane, ha inaugurato, a Pasian di Prato, alle porte di Udine, il suo centro numero 36, di una catena che si dirama in diverse regioni del nord Italia.

L’avventura imprenditoriale, avviata da Roberto Pontoni a Monfalcone nel 1989, si è allargata a macchia d’olio in tutto il Nordest.

Infatti, sono 18 i centri aperti in Friuli Venezia Giulia, 16 in Veneto, uno in Trentino Alto Adige e uno in Emilia Romagna.

I dipendenti dell’impresa, retta dal fondatore e dai due figli, sono oltre un centinaio, la maggior parte dei quali donne laureate e altamente professionalizzate.

I pazienti assistiti sono più di 19.000 (circa 8.500 in Friuli Venezia Giulia).

Questi i risultati attuali, ma la storia del gruppo risale alla fine degli anni Ottanta. Dopo 15 anni di lavoro in una delle aziende principali nel settore degli apparecchi acustici, Roberto Pontoni decise infatti di avviare la sua personale attività, stufo dell’impronta troppo commerciale del settore. Iniziò così la sua piccola rivoluzione: aprì il suo primo centro a Monfalcone, diventando partner esclusivo Philips.

All’interno del suo studio aprì anche un piccolo laboratorio dove realizzò con le sue mani le chiocciole su misura, riparando gli apparecchi acustici e studiando come poter sfruttare al meglio la tecnologia a disposizione.

Tecnologia che oggi è arrivata al punto tale da consentire l’invisibilità di questi dispositivi, sempre più moderni e con prestazioni importanti e durature nel tempo, adatti a qualsiasi tipo di paziente con deficit uditivo.

Con questi numeri, l’impresa friulana è fra quelle indipendenti (non partecipate o di proprietà di holding o multinazionali) più grandi e strutturate in Italia, pronta a dialogare anche con gruppi di dimensioni rilevanti che stanno guardando con interesse al settore, come Luxottica (con il suo ramo udito) e Apple che, recentemente, ha sbloccato la funzione “apparecchi acustici” sugli auricolari Air Pod Pro anche in Italia.

«In questi anni di crescita indipendente», spiega l’amministratore delegato Roberto Pontoni, «abbiamo puntato molto sull’innovazione tecnologica messa al servizio delle persone con problemi di udito che restano al centro del nostro intervento. Abbiamo investito sulla formazione dei nostri collaboratori e su un protocollo di lavoro (Clarivox) che ci ha permesso di raggiungere, in breve tempo, questi risultati eccezionali in anni in cui il settore degli apparecchi acustici in Italia è in contrazione. Oltre a questo, abbiamo investito sui buoni rapporti istituzionali e con il territorio. Tra l’altro, a Pasian di Prato avvieremo un nuovo progetto che abbiamo chiamato VivaMente. Un’iniziativa dedicata alla riabilitazione cognitiva, promossa in collaborazione con una giovane psicologa, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a mantenere la mente attiva e a prendersi cura del proprio benessere in modo più completo».

All’inaugurazione del nuovo e moderno centro (in via Santa Caterina 21), oltre alla sindaca di Pasian di Prato, Juli Peressini e al parroco, monsignor Angelo Rosso (che ha impartito la tradizionale benedizione), erano presenti più di 100 persone, tra pazienti, collaboratori e operatori sanitari del territorio.

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