Novation Tech inaugura in Tunisia il sesto stabilimento: «La localizzazione strategica ci sta premiando»
L’azienda guidata da Luca Businaro inaugura la terza fabbrica all’estero, l’obiettivo 2026 è un fatturato superiore ai 125 milioni, rispetto ai 117 del 2025. L’ad dell’azienda Businaro: «Studiamo acquisizioni per crescere nell’aerospazio, nella difesa, nel racing»

Novation Tech inaugura il suo stabilimento in Tunisia e scommette sulla crescita anche per il 2026 con un obiettivo di fatturato che oscilla tra i 125 e i 128 milioni di euro. A nove mesi dall’annuncio dell’avviamento di un nuovo stabilimento, il gruppo trevigiano di Montebelluna, attivo nel settore della lavorazione del carbonio e dei materiali compositi per l’automotive di lusso, taglia il nastro e inaugura il nuovo plant di Monastir, città costiera situata 160 chilometri a Sud di Tunisi, che si estende su un’area di 4.400 metri quadrati e, nei programmi, a regime darà lavoro a 250 persone.
La localizzazione strategica
L’investimento complessivo per lo sviluppo del sesto stabilimento produttivo di Novation Tech è di circa 4 milioni di euro. Si tratta della conferma di un percorso di localizzazione strategica degli stabilimenti presso le aree a maggiore potenzialità di crescita, che ha visto negli anni il gruppo ampliare il proprio raggio d’azione dall’Italia - dove l’azienda conta su tre differenti stabilimenti - all’Ungheria, alla Croazia e fino al Nord Africa passando per il Portogallo, dove Novation Tech conta su uno studio di progettazione di tipologia Mpc (Model Predictive Control) al servizio dei propri clienti in tutta Europa.
«Abbiamo adottato negli anni una strategia che ci sta premiando in termini di crescita e di prospettive anche sugli ordinativi», spiega Luca Businaro, amministratore delegato di Novation Tech. «Abbiamo puntato alla diversificazione accogliendo tutti i grandi marchi dell’automotive del lusso fra i nostri clienti. Nel contempo abbiamo multi-localizzato i nostri stabilimenti per stare vicino ai partner, garantire loro flessibilità e aumentare la nostra capacità produttiva complessiva. Ma la multi-localizzazione ci garantisce un vantaggio ulteriore anche in termini di reperimento del personale e competenze».
In Tunisia, ad esempio, la scelta specifica del sito non è stata affatto casuale. «Monastir è un’area dove sono già insediate molte realtà industriali internazionali», spiega Businaro, «e dove la presenza di personale tecnico specializzato è alta. Si tratta di un vantaggio competitivo che ci permette di ridurre i tempi di formazione e che offre nel frattempo l’opportunità di cercare personale in un bacino ben più ambio e dinamico rispetto all’Europa, dove il reperimento di manodopera, specializzata e non specializzata, è sempre più difficile».
Le prospettive per l’anno in corso
E tuttavia, pure con tutte le difficoltà del caso, la crescita del personale anche in Italia è stata significativa. «Tra maggio 2025 e maggio 2026 siamo cresciuti qui di circa 80 unità di personale», aggiunge l’ad di Novation Tech, «una sfida non da poco che abbiamo vinto con un programma preciso di collaborazione con le scuole: facciamo fare agli studenti lunghi percorsi di stage e formazione in azienda durante l’ultimo anno di studi per poi offrire loro contratti di lavoro stabili alla fine del percorso formativo. Ma questo da solo non basta: lavoriamo molto anche sul welfare aziendale, offrendo pacchetti di servizi sempre più ampi e variegati e proponiamo premi di produzione legati alle performance dell’azienda che oscillano dai 600 ai 1.500 euro a seconda dell’andamento del gruppo per tutti i dipendenti che non hanno percorsi di incentivazione personalizzati».
Un modello che offre a Novation Tech prospettive positive, in un contesto congiunturale e in un settore, quello dell’automotive, che non è certo tra quelli più in salute. Per il 2026 l’obiettivo di fatturato oscilla tra i 125 e i 128 milioni di euro (nel 2025 aveva raggiunto i 117,6 milioni, con un ebitda margin del 13,7%) mentre l’orizzonte al 2030 è tra i 150 e i 180 milioni. «Si tratta di obiettivi di crescita organica» conclude l’imprenditore. «Ma non posso negare che stiamo guardando anche ad eventuali acquisizioni: aziende che in Italia o in Europa possano aiutarci a crescere nel settore dell’aerospazio, della difesa e del racing dove le dimensioni aziendali e la capacità produttiva hanno un peso significativo per accedere a commesse e mercati dal potenziale sicuramente interessante».
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