Marmomac arriva alla sessantesima edizione, in arrivo a Verona 1.400 espositori
La più importante fiera del marmo del mondo si terrà dal 22 al 25 settembre, il centro storico ospiterà installazioni di arte moderna in pietra, eventi dedicati e una lectio dell’architetto Carlo Ratti sul rapporto tra tecnologia, città e architettura

Marmomac, la più importante fiera del marmo a livello mondiale, compie sessanta anni e si prepara ad una edizione di lusso, con il 70 per cento degli espositori dall’estero, su un totale di 1400, e dodici padiglioni, oltre a sei aree esterne. Un traguardo importante per una manifestazione che ha accompagnato l’evoluzione del settore, trasformandosi da fiera territoriale a piattaforma globale capace di mettere in relazione imprese, tecnologie, progettazione e ricerca.
Dal 22 al 25 settembre 2026, Marmomac inoltre vivrà non solo a Veronafiere, ma anche in tutta la città scaligera, grazie a installazioni di arte moderna in pietra naturale, eventi dedicati e una lectio inaugurale di Carlo Ratti, architetto e curatore tra le figure più autorevoli del dibattito internazionale sul rapporto tra tecnologia, città e architettura.
Dalla cava di Prun al Brasile
La nuova edizione è stata presentata nei giorni scorsi “là dove tutto ebbe inizio”, all’interno di una cava a Prun, in Valpolicella, paese simbolo del distretto veronese della pietra, uno dei più importanti e antichi d’Europa. Dalla fine degli anni 50, per motivi di sicurezza e di salute, non fu più possibile estrarre il marmo con i vecchi metodi all’interno di una cava, ma qui ebbe inizio prima una storia di scalpellini e cavatori, poi quella di una manifestazione che fin dalle prime edizioni intercettò la crescita di un comparto in espansione, accompagnandone l’apertura verso i mercati internazionali.
All’interno di questa caverna scavata dall’uomo tutto appariva straordinario. Lo ha raccontato alla presentazione della fiera la geologa esponendo le caratteristiche di questa roccia sedimentaria emersa da un mare antichissimo e quindi ricca di fossili, tra cui squali, ricci e tartarughe. I 73 strati sovrapposti e divisibili in tante lastre orizzontali grazie all’abile lavoro, dall’alto verso il basso, di mani, di picozze e scalpelli. L’alternarsi di stanze e pilastri nella cava che garantiva al territorio la pietra di Prun, che è stata usata per tetti e fontane in tutta la Lessinia, ma anche per il “liston” in Piazza Bra, nel cuore di Verona. Quella stessa Piazza Bra che oggi ospita un’opera che raffigura i cinque cerchi delle Olimpiadi invernali con i cerchi in marmo, in diversi colori dai cinque continenti.
Della fiera leader della pietra naturale e di macchinari e strumenti ha parlato con orgoglio il sindaco di Verona Damiano Tommasi, che aveva un papà che lavorava nel marmo e che da bambino – ha raccontato – vide, insieme ai fratelli, la finale mondiale di calcio Italia Brasile del 1982 sul pavimento della cava, dove il padre aveva portato elettricità e televisore. Ne ha sottolineato la portata internazionale il presidente di VeronaFiere, Federico Bricolo: «Avremo espositori provenienti da più di 54 Paesi, con marmi pregiati anche da India, Iran e Turchia. Inoltre, stiamo consolidando anche la fiera Marmomac Brasile, alla seconda edizione di grande successo». Infine, Filiberto Semenzin, presidente del Verona Stone District, ha ricordato i dati del distretto della pietra di Verona e Vicenza, con 600 imprese, 400.000 addetti e 600 milioni di export.
L’edizione anniversario guarda al presente e futuro della pietra naturale. Al padiglione 10 “The Bedrock - Leading the Future of Natural Stone”, un richiamo all’origine della pietra come elemento capace di attraversare architettura, tecnologia e sostenibilità. Tra gli elementi di interesse si conferma anche Marmomac Academy, attiva dal 1998 come piattaforma internazionale dedicata alla formazione e all’aggiornamento professionale.
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