Vino, Zonin 1821 in crisi: fatturato in calo del 10%
Nominato il nuovo amministratore delegato, Maurizio Rossetti. L’azienda, che imbocca la strada della composizione negoziata, ha già venduto la tenuta in Virginia e non esclude altre cessioni. Numerose le cantine in tutta Italia, in Friuli Ca’ Bolani nella zona Doc di Aquileia

Zonin 1821, storica casa vinicola di Gambellara con due secoli di storia, imbocca la strada della composizione negoziata della crisi, scegliendo quindi uno strumento stragiudiziale per affrontare una fase complessa e accompagnare il rilancio del gruppo.
Dopo aver annunciato nelle scorse settimane la cessione di Barboursville Vineyards, la grande tenuta in Virginia negli Stati Uniti rilevata da Gianni Zonin proprio cinquant’anni fa, e l’insediamento di Maurizio Rossetti come nuovo amministratore delegato, il gruppo vicentino ha presentato la richiesta alla Camera di commercio di Vicenza con l’obiettivo, fanno sapere dall’azienda, «di rilanciare il core business e consolidare la presenza commerciale in Italia e sui mercati internazionali» in un contesto di mercato segnato da incertezze geopolitiche, dazi sull’export e cambiamenti nei modelli di consumo.
Il ricorso alla composizione negoziata si inserisce in una situazione economico-finanziaria che evidenzia alcune criticità: il gruppo, leader nel settore vitivinicolo italiano con una quota export pari all’84%, nel 2025 ha registrato un fatturato di circa 183 milioni, in calo del 10% rispetto al 2024, e un indebitamento bancario pari a 83 milioni.
In questo scenario, la scelta dello strumento introdotto dal Codice della crisi d’impresa consente di congelare i debiti e avviare un percorso ordinato di trattativa con i creditori, mantenendo la gestione aziendale in continuità.
Il focus dell’operazione è industriale oltre che finanziario.
Il piano di rilancio, che sarà definito nei prossimi mesi, prevede una revisione della strategia commerciale su base triennale, con attenzione a fatturato e marginalità per prodotti e canali distributivi, ma anche una razionalizzazione degli asset agricoli.
Nel perimetro rientrano circa 1.500 ettari di vigneti, distribuiti tra diverse regioni.
Si tratta, oltre alla tenuta veneta di Gambellara, di Ca’ Bolani in Friuli Venezia Giulia, Tenuta il Bosco in Lombardia, Castello del Poggio in Piemonte, in Toscana Castello di Albola e Rocca di Montemassi, in Puglia la Masseria Altemura, e in Sicilia Principi di Butera.
«Nei prossimi mesi», ha spiegato l’Ad Rossetti, «ci impegneremo nella definizione di un piano triennale di consolidamento e sviluppo, orientato in primis al riequilibrio finanziario ma anche al miglioramento strutturale delle performance operative. Per farlo vogliamo contare sul contributo di tutti i nostri collaboratori che saranno al centro di questo percorso e auspichiamo che anche il ceto bancario così come i nostri fornitori e partner vorranno supportarci in questa fase di rilancio».
Non è poi esclusa «la razionalizzazione di parte delle strutture produttive agricole del gruppo che totalizzano complessivamente circa 1.500 ettari» per fare cassa e sostenere il riequilibrio finanziario, mentre sul fronte estero un primo passo è già stato compiuto con la cessione della tenuta in Virginia, Barboursville Vineyards, avvenuta prima dell’arrivo del nuovo management.
Sul fronte della governance, il gruppo ha avviato un cambio significativo con la nomina di Maurizio Rossetti come amministratore delegato, incarico assunto da meno di un mese.
Manager con esperienza in operazioni di risanamento e rilancio aziendale, Rossetti è chiamato a guidare il percorso in una fase delicata, lavorando in stretto coordinamento con la famiglia Zonin e con il socio di minoranza 21 Invest, che detiene il 36% del capitale.
La composizione negoziata rappresenta il perno attorno a cui costruire il nuovo equilibrio del gruppo.
Si tratta di una procedura volontaria che prevede l’affiancamento di un esperto indipendente nominato dalla Camera di commercio entro pochi giorni dalla richiesta, con una durata fino a 240 giorni e l’obiettivo di facilitare un accordo con i creditori evitando l’insolvenza.
In questo quadro, il rilancio di Zonin 1821 si gioca su più livelli: finanziario, con il contenimento dell’indebitamento; con la revisione del modello produttivo e commerciale; e strategico, con la ridefinizione del perimetro degli asset.
«Esistono importanti opportunità da cogliere. Per farlo dobbiamo intraprendere un significativo percorso per rilanciare una realtà storica del territorio», ha detto l’Ad Rossetti.—
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